breve di cronaca
Buongiorno Matura (con censura)
La Stampa - 20-06-2003
La parola "tangentopoli" è sconveniente e quindi abolita. È la terza perla della maturità targata Letizia Moratti. È accaduto che dopo la citazione sull´acqua del presidente Berlusconi e il brano del libro contro gli orrori comunisti, ha fatto capolino la censura. Da un articolo di Massimo Gramellini, giornalista della "Stampa", allegato ad una delle tracce di italiano, la parola tangentopoli è stata sostituita con una serie di puntini....


Così Mario Reggio su Repubblica oggi.
Sentiamo il parere del giornalista coinvolto



È un onore apprendere che il Buongiorno del 20 novembre scorso figura fra i documenti allegati al tema di maturità.
Ma è sconfortante scoprire che il testo consegnato ai 500.000 studenti ha espulso dalla versione originale il riferimento a Tangentopoli.
Non che quell’articolo fosse un comizio girotondino. Si intitolava «I versi della nonna» e parlava di poesia, pensate un po’.
Rimarcando una curiosità: che proprio il celeberrimo Pio Albergo Trivulzio, «l’ospizio da cui partì Tangentopoli», avesse organizzato un concorso in versi per anziani.
Ma nelle tracce offerte ai maturandi l’inciso esplicativo che ho riportato fra virgolette è stato sostituito da tre puntini di sospensione.
Un taglio troppo breve per risparmiare spazio (appena mezza riga), ma tale da rendere incongrua l’intera frase.
Si sarà chiesto qualche ragazzo a corto di storia: come mai il giornalista trova così significativo che a organizzare la gara poetica sia stato il Pio Albergo Trivulzio? Cos’avrà di particolare quell’hotel dal nome misericordioso? Una piscina d’acqua santa con l’idromassaggio? Senza ambire al Santorino d’Oro per il censurato del mese, agli studenti giustamente perplessi vorrei precisare che Tangentopoli non era una città costruita sopra una tangenziale, come forse gli diranno in futuro dal ministero della Verità, ma un fenomeno di corruzione realmente accaduto. E che non basta rimuoverne il nome con i puntini di sospensione perché il suo ricordo scompaia dalla memoria di chi ogni tanto si sforza ancora di usarla.



19 giugno 2003
Massimo Gramellini





I versi della nonna


Ruth Lilly, erede novantenne della casa farmaceutica che produce il Prozac, ha regalato cento milioni di dollari a «Poetry», rivista di poesia perennemente in bolletta che ha pubblicato i grandi del Novecento, da Dylan Thomas ed Ezra Pound, e che rischiava di chiudere. Ora il problema è rinviato di almeno un altro secolo. Quand’era ragazza (a 65 anni), la mecenate aveva spedito i suoi versi al giornale, che glieli aveva rifiutati. Il suo gesto odierno denota dunque un’assenza di rancore e, forse, la speranza che adesso li mettano finalmente in pagina.

E' un segno del destino che il denaro speso per gli antidepressivi sia andato a finanziare la più antica e ignorata delle medicine contro l’angoscia. Ed è un altro segno che sia stato proprio il Pio Albergo Trivulzio di Milano, l’ospizio da cui partì Tangentopoli, ad aver organizzato un concorso nazionale di poesia per anziani. Lo hanno vinto una coetanea veneta della miliardaria americana e la signora Luigia Tonelli, leggermente più matura, che ha voluto ringraziare la giuria con queste parole: «I miei 104 anni sono tanti, ma non sono mai troppi per tutto quello che la vita ci offre». Una frase che, a leggerla prima e dopo i pasti, uno si dimentica persino di prendere il Prozac. Rimane la gioia di vedere tanti vecchi rifugiarsi nella poesia, il linguaggio dei bambini. E la rabbia di saperli quasi costretti a scrivere, dal momento che il mondo non li ascolta più.


Massimo Gramellini
Buongiorno
20 novembre 2002

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 Redazione    - 20-06-2003
...continua da Repubblica

L´opposizione ha presentato ieri un´interrogazione urgente per chiedere spiegazioni al ministro Letizia Moratti, che promette di rispondere sul tema il prossimo 26 giugno a Palazzo Madama. Ma intanto difende le sue scelte: «Ho cercato di scegliere temi che aiutassero i ragazzi a riflettere sui valori umani fondamentali - ha dichiarato il ministro dell´Istruzione - e sui principi di vita. L´ho fatto perché mi sembra importante spingere i ragazzi in questa direzione».
E dagli scranni dell´opposizione è un susseguirsi di cori di protesta. «È chiaro ormai che per incompetenza scientifica e volontà di condizionamento politico il ministero ha combinato un pateracchio - afferma la senatrice Ds Maria Chiara Acciarini - un pasticcio sul quale, se non fosse così preoccupante perché puzza di censura, verrebbe da ridere». Decisi anche i Verdi: «Mi auguro che la Moratti - afferma il deputato Mauro Bulgarelli - voglia dissociarsi da questa pericolosa involuzione autoritaria decidendosi a dare immediatamente le dimissioni dal suo incarico».