Il delirio dei Saggi
Valter Manetta - 10-02-2001
Egr. Prof. Vertecchi,
ci siamo già scambiati corrispondenza tempo fa, in merito alla valutazione
scolastica ed all'indagine IEA del '99, di cui sono stato coordinatore e
somministratore (che brutta parola, chi ha avuto la brillante idea di
desiganre così un insegnante?).
Torno a scriverLe ora, dopo le anticipazioni giornalistiche sui nuovi
curricula, o meglio sulle indicazioni per la nuova scuola di base.
Non voglio tornare sulla autentica FOLLIA (il maiuscolo in una email
significa urlare) dell'unico ciclo di 7 anni.
Voglio fare alcune considerazioni su quanto i "saggi" (comprende perchè ho
messo le virgolette?) hanno prodotto.
Alla base delle indicazioni, sta il concetto che non hanno valore le
conoscenze che non siano immediatamente spendibili. Questo è il primo
delirio dei saggi: io ho studiato 8 anni il latino, sicuramente ora mi
ricordo poco, ma sicuramente tale studio ha contribuito a formarmi e a fare
in modo che io, a 52 anni, riesco ancora ad imparare cose nuove e ad
appassionarmi ad esse.
Lo studio della storia greca dovrebbe essere limitato solo ai 10 anni di età
del bambino. Non le viene in mente che la civiltà occidentale è debitrice
del pensiero greco e poi del diritto romano, dei comuni medievali? Un
ragazzo che intraprende studi tecnici nella secondaria in teoria potrebbe
fare a meno di conoscere e approfondire ceri contenuti.
Lo studio della matematica deve essere rivolta alla risoluzione di casi
concreti, dicono i saggi. Ma l'astrazione non è una caratteristica peculiare
della matematica, non è anche un importante contributo alla formazione
linguistica di uno studente?
Il ministro ha detto "non uno studente deve rimanere indietro": mi sembra di
tornare agli anni '70, quando il fallimento scolastico era sempre e solo
colpa della società e non anche della responsabilità individuale.
Mi fermo qui, perchè sono troppo amareggiato e sconfortato, vedendo lo
scempio che verrà fatto della scuola da parte di molti, troppi apprendisti
stregoni. Come già detto, ho fatto il coordinatore dell'indagine IEA del
'99: non sono intenzionato a ripetere tale esperienza, in quanto mi renderei
complice di un misfatto.
Distinti saluti
Valter Manetta
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 C66    - 05-04-2011
A dieci anni di distanza fa tristemente piacere constatare quanto fosse dalla parte della ragione chi, come me, constava la stoltezza dei presunti "saggi" (sicuramente immeritevoli della maiuscola)