breve di cronaca
L'alternanza scuola - lavoro: diario degli incontri
Fuoriregistro - 21-06-2003
Dalla Cgilscuola

L’ANTEFATTO

Il Miur, insieme a Confindustria, ha organizzato il 14 maggio scorso un Convegno nazionale a Lucca sull’alternanza scuola lavoro, di cui all’art.4 della legge delega n. 53/03. Il convegno è stato preceduto da due giorni di seminario, cui hanno partecipato docenti e dirigenti, invitati dal Miur,nonché rappresentanti di Confindustria, Miur e Ministero del Lavoro, per affrontare le diverse problematiche inerenti l’alternanza.

In modo particolare, sia il Miur che Confindustria hanno manifestato l’intenzione di procedere dal prossimo anno scolastico a “sperimentare” percorsi di alternanza, per i quali il Miur ha già destinato 5 milioni di euro, distribuiti alle singole regioni, nel rispetto dei vincoli dei fondi Cipe, per cui ad esempio alle regioni del Nord è andato il 15% del totale, mentre il resto è stato distribuito alle regioni del Sud.
Ai lavori del seminario spettava affrontare alcuni nodi problematici del progetto, a partire dal rapporto ore di “lavoro” e ore di formazione, peraltro non esplicitato dall’art. 4 della delega. Si è parlato di un probabile monte ore annuo di inserimento in azienda di circa 180 h, da intendersi sostitutive dell’orario annuale previsto per i diversi indirizzi.

Leggi il documento della Confindustria


26 MAGGIO

Il ministro Moratti ha proposto alle OO.SS. l’apertura di un percorso di confronto sulla realizzazione degli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea nelle Conferenze di Lisbona e Barcellona: miglioramento della qualità e dell’efficacia dei sistemi di istruzione e formazione, facilitazione delle opportunità di accesso e apertura internazionale dei sistemi.
A questo fine saranno avviati specifici tavoli di confronto per la definizione di un accordo quadro con le Regioni per lo sviluppo di percorsi di interazione e integrazione tra scuola e formazione professionale ai fini dell’attuazione del diritto – dovere all’istruzione e alla formazione, per la realizzazione dei percorsi di alternanza scuola – lavoro, per lo sviluppo dell’istruzione formazione tecnica superiore e dell’educazione degli adulti.
Altri provvedimenti sono in cantiere, e riguardano la scuola secondaria superiore:

• È in fase di emanazione un decreto sull’alternanza scuola lavoro

• Un non meglio precisato provvedimento per riparare al “vulnus” provocato dall’abrogazione della legge 9/99, che a dire del dott. Capo non può produrre un aumento della dispersione scolastica,

• Sono in corso incontri con gli assessori regionali su possibili percorsi istruzione-formazione professionale.


3 GIUGNO

In questa data c’è stato il primo degli incontri tecnici previsti tra l’Amministrazione e le OOSS, confederali e di categoria, sulla Bozza di Accordo quadro con le regioni sull’istruzione-formazione professionale.

Primo di una serie di altri incontri, che dovranno riguardare, secondo la proposta dell’amministrazione:

- I percorsi IFTS, alla luce del nuovo contesto di riforma

- L’educazione degli adulti

- L’alternanza scuola lavoro.

Quest’ ultimo tema ha una sua centralità nel diritto-dovere all’istruzione-formazione per 12 anni, da definire nei decreti legislativi, i cui tempi di emanazione non sono noti a nessuno. C’è però un’emergenza: mantenere dentro il circuito istruzione - formazione professionale quei 40.000 ragazzi che, secondo le stime del Miur, potrebbero restarne fuori il prossimo anno scolastico, per effetto dell’abrogazione della legge 9/99. A tal fine ci sono già stati incontri tra il Miur e le regioni, che hanno prodotto una bozza di Accordo quadro nazionale con le regioni.

9 GIUGNO

Viene proposto un Accordo quadro che in particolare affronti tre questioni:

• Rilascio di qualifiche professionali
• Certificazione dei percorsi
• Standard comuni nazionali, con modalità attuative diverse da regione a regione.

11 GIUGNO – MATTINA

Si è svolto a tarda mattina il preannunciato incontro tra il Coordinamento degli assessori regionali all’istruzione e le OO.SS. confederali e di categoria sulla Bozza di Accordo quadro Stato Regioni, sull’istruzione formazione. E’ questo il quarto incontro nel giro di pochi giorni sullo stesso argomento, ma anche, purtroppo, sullo stesso testo, che dovrebbe portare ad attivare dal prossimo a.s.2003-04 percorsi di integrazione istruzione-formazione professionale, finalizzati a recuperare ed evitare il possibile aumento di abbandono scolastico, a seguito dell’abrogazione della legge9/99, da parte dei quattordicenni non più assoggettati all’obbligo scolastico.


11 GIUGNO POMERIGGIO

Si è poi svolto l’incontro tra le stesse OO.SS. e il Miur, finalizzato a definire in modo puntuale le richieste sindacali sempre sul testo della Bozza.

COSA HANNO DETTO:

L’ON APREA: In particolare secondo l’on. Aprea, si tratta di definire un accordo che cerchi di recuperare il ritardo della lotta ai tassi di dispersione scolastica, ancora troppo elevati nel nostro paese, rispetto ai dati degli altri paesi europei, e all’abbandono scolastico che in Italia registra un 26,24% fra la popolazione fra i 18-24 anni, percentuale più alta fra i paesi dell’Unione europea.
I passi avanti, che pure ci sono stati negli ultimi anni, non sono stati sufficienti ed occorre, ad avviso della sottosegretaria, mettere in campo tutte le iniziative utili a questo fine, sfruttando tutti gli spazi disponibili.

IL DOTT. CAPONE, per il Ministero del lavoro, ha espresso apprezzamento per il tipo di incontri, che in qualche modo conferma la volontà dei due Ministeri di un forte raccordo sui temi comuni.

L’ASS.BUFFARDI, coordinatore degli assessori regionali all’Istruzione ritiene che, ancorché tardiva, è positiva la costituzione di un tavolo interistituzionale, per alcuni versi obbligato dopo le modifiche costituzionali. Così come è importante sperimentare a livello regionale una prima applicazione della legge 53/03, senza un modello predefinito, ma capace di cogliere le diverse specificità regionali. In tal senso l’Assessore giudica positivi i seguenti elementi:

1. la triennalità dei percorsi

3. l’integrazione istruzione- formazione, con un mix da decidere bilateralmente a livello regionale (Miur Regione)

4. la certificazione

Secondo l’assessore rimangono aperti, a questo momento, due problemi: le linee guida sugli standard nazionali e le risorse messe a disposizione dal Miur, che le regioni giudicano ancora insufficienti.

La CISL Scuola ha ribadito a tutti gli interlocutori le valutazioni già avanzate nella riunione dello scorso 3 giugno ed ha rappresentato con forza l'esigenza indifferibile di accompagnare i lavori in corso tra i diversi attori istituzionali con un confronto tecnico-politico con le OO.SS, per approfondire e definire in parallelo all'Accordo quadro le questioni ancora aperte sui necessari standard nazionali, il sistema di certificazione ed i meccanismi di integrazione delle risorse finanziarie.

Se è, infatti, condivisa, perché doverosa, la ricerca di soluzioni urgenti - che, pur nella transitorietà, assicurino sull'intero territorio nazionale a tutti gli allievi la continuità degli studi, superando il vuoto grave e preoccupante causato dalla abolizione della legge 9/99 - è tuttavia indispensabile che regole e parametri siano definiti contestualmente, perché solo in questo modo possono essere garantiti il quadro di riferimento nazionale, la compiutezza della esigibilità del diritto, l'equivalenza formativa ed educativa dei percorsi.

La CISL Scuola, pertanto, ha chiesto - insieme a tutte le altre OO.SS. - che lo schema di Accordo quadro recepisca quegli elementi migliorativi/correttivi che scaturiranno dal prosieguo del confronto con le parti sociali, per la costruzione di un sistema di risposte concrete, di soluzioni esigibili ed equilibrate in tutti i territori.

La UIL Scuola:

11.06.03

Protocollo di intesa Miur e Ministero del Lavoro con Regioni
Il giorno 10 giugno si sono tenuti due incontri tra le OO.SS. e il coordinamento delle Regioni, e tra OO.SS. Ministero dell’Istruzione, del Lavoro e Regioni, in merito all’accordo quadro tra Stato e Regioni per l’esercizio del diritto dovere all’istruzione e alla formazione nelle more dei decreti attuativi della L. 53, Per la UIL-Scuola hanno partecipato Di Menna e Ranieri, per la UIL, Timi. Nei due incontri la UIL ha rappresentato le seguenti problematiche:

1. Va precisato che il modello è sperimentale e riguarda soltanto l’anno 2003 - 04.

2. La garanzia di unitarietà nazionale dei livelli di istruzione è data dal ruolo delle scuole autonome che devono essere soggetto paritario nel sistema integrato. Ciò anche perchè si è in assenza di standards e sistemi nazionali di certificazione.

3. Vanno evidenziati gli aspetti di tutela contrattuale per il personale della scuola partecipe ai progetti.
Va prevista una sede di concertazione con le forze sociali a livello regionale sede di definizione degli interventi.

4. Va definita nel protocollo l’impegno ad avviare un confronto Stato - Regioni - OO.SS. per la definizione degli standards nazionali, in modo che siano presto definiti, anche ai fini della validità dei titoli e delle certificazioni.

5. Certezza della conferma organici per le scuole superiori.

La Cgilscuola
Da tempo sosteniamo la necessità di dare contenuto, chiaro e comprensibile ai più, a standard nazionali, che riconoscano validità nazionale ed europea ai titoli rilasciati a livello regionale.
Abbiamo risottolineato la contraddizione tra le affermazioni del Miur e l’abrogazione della legge 9/99 che garantiva almeno un anno in più di obbligo scolastico.
Si tratta, a nostro giudizio, di distinguere le finalità dei provvedimenti da adottare: per un verso c’è un’emergenza da affrontare che riguarda, per l’appunto, il vuoto prodotto dalla legge 53/03. Positivo, quindi, che si tenti di recuperarlo con un accordo con le regioni, per tenere nel sistema scolastico e formativo il maggior numero possibile di ragazzi nell’a.s.2003-04. A tal fine riteniamo che si possa utilmente approfittare dell’unicità della situazione di questo anno, essendo tutti i ragazzi che stanno per terminare gli esami di terza media iscritti alla 1^ classe della secondaria superiore. Si tratta, quindi, a nostro giudizio, di prevedere a livello nazionale, in accordo con tutte le regioni, la possibilità di integrare i percorsi di istruzione, già scelti dai ragazzi, con attività di formazione professionale. In questo modo non si porrebbero i problemi della definizione di standard, di riconoscimento di crediti,etc., che sono complessi e richiedono un tempo decisamente più lungo di quanto l’emergenza consenta.
La sensazione che si desume al momento, anche dopo l’incontro con gli assessori regionali, è che da questo accordo scaturiscano 21 modelli regionali molto diversi ( a titolo esemplificativo, si rischia che in Lombardia i ragazzi possano frequentare interamente un corso di Formazione professionale, in Emilia Romagna il biennio integrato, in Calabria un corso di istruzione professionale). In questo modo è irta di ostacoli la strada per la validità nazionale di percorsi che oltre alla triennalità, a leggere il testo della Bozza, hanno poco altro in comune. E’ questa questione per noi dirimente, che non può mancare in questo tipo di percorsi. Di conseguenza non si possono definire “successivamente” i crediti riconosciuti in esito a tali percorsi, ma vanno definiti prima o contestualmente all’avvio degli stessi. Va da sé che comunque il carattere dell’accordo deve essere chiaramente emergenziale, così come non è sufficiente il richiamo al Dpr 275 del 1999 in materia di autonomia scolastica, ma al contrario la scuola autonoma deve diventare uno dei soggetti coinvolti e quindi va esplicitamente citata nel testo, riconoscendole la pienezza di ruolo che la Costituzione le ha attribuito. Da questo punto di vista ha rilevato che nel testo ci sono parole tabù che o non vengono citate o solo accennate e che invece per noi rivestono grande rilevanza: l’orientamento, che deve essere potenziato; l’integrazione, che non può essere citata solo a proposito di risorse; gli organici, che vanno mantenuti rispetto a quelli definiti, a seguito delle iscrizioni del gennaio 2003.


OGGI, 20 GIUGNO LA CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI HA APPROVATO L'ACCORDO QUADRO SULL'ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Leggi le valutazioni della CGIL scuola


A cura di Anna Pizzuti
discussione chiusa  condividi pdf