breve di cronaca
I voti li dà il computer

Si chiama "Merit pay” e rappresenta il tentativo, finora, tentato in vari paesi della comunità europea, (come il “blitz” tentato dalla Moratti nelle fasi finali dell’ultimo contratto scuola), di legare i compensi dei docenti alle prestazioni degli allievi. Adesso ci provano in Gran Bretagna. Come anticipato da Tuttoscuola a settembre verrà attivato (in Gran Bretagna) un programma denominato "Pupil Achievement Tracker" (PAT), finalizzato a valutare l’efficacia del lavoro degli insegnanti delle varie aree disciplinari, misurata attraverso la comparazione dei risultati ottenuti dagli allievi. Un’impostazione che non esclude l’ipotesi di remunerazione differenziata (a seconda del “rendimento” degli allievi) e che ha già suscitato un coro – unanime – di proteste da parte delle forze sociali britanniche che - per quanto attiene la tutela dei lavoratori - non si fanno condizionare dalla colorazione politica del governo in carica. In Italia questa impostazione meritocratica tentata dal governo Blair è stata rovesciata. Invece di essere utilizzata come … "marcatore del rendimento degli allievi" è diventata uno strumento per “automatizzare” il giudizio degli insegnanti. E’ l’effetto dell’utilizzo di un programma di software chiamato “correttivo”, varato dal preside, Abramo Spinella, con l’appoggio unanime del collegio docenti della scuola che dirige: un sistema che affida al computer il ruolo di assegnare in modo asettico i voti finali ai ragazzi. La macchina, libera da giudizi personali, affianca il professore, chiamato a stilare solo un voto definito “grezzo”: il computer elabora il dato, lo trasforma in decimale, tenendo conto di parametri predefiniti, come il numero dei ragazzi impegnati nel saggio e delle risposte esatte. Un solo docente si è ribellato a questa – ulteriore – “diminutio” professionale e ha denunciato il caso alla
stampa nazionale.

Al Sauro e al Chiodo di La Spezia è scontro sull’utilizzo di un sistema informatico che “corregge” le valutazioni degli insegnanti
Docente si ribella e chiede un’ispezione: «Giudizi manipolati».Prof in rivolta.



Compiti giudicati insufficienti, che raggiungono la media del sei. Questionari appena sufficienti che diventano da sette. E' un insegnante, Renzo Loris, sindacalista della Gilda, che denuncia la manipolazione dei suoi giudizi: sollecitando un’ispezione della direzione scolastica regionale.
Il caso interessa le scuole superiori “Nazario Sauro” e “Domenico Chiodo”. E’ l’effetto dell’utilizzo di un programma di software chiamato “correttivo”, varato dal preside, Abramo Spinella, con l’appoggio unanime del collegio docenti: un sistema che affida al computer il ruolo di assegnare in modo asettico i voti finali ai ragazzi. La macchina, libera da giudizi personali, affianca il professore, chiamato a stilare solo un voto definito “grezzo”: il computer elabora il dato, lo trasforma in decimale, tenendo conto di parametri predefiniti, come il numero dei ragazzi impegnati nel saggio e delle risposte esatte.
La novità adottata nei due istituti superiori spezzini, il nautico di viale Italia e il professionale di via XX Settembre, è già un caso: e non solo perchè si tratta dell’unica risoluzione di questo tipo in provincia, forse in Italia.
Fa discutere la denuncia dell’insegnante Loris, ingegnere. Quella che per il preside Spinella è una garanzia di trasparenza e oggettività è per lui una assurdità.
Il docente ha chiesto il ripristino dei voti che aveva dato in origine, indignato dal fatto di essere stato scavalcato da una macchina e di aver visto valutazioni basse “lievitare”. «Io sono un insegnante, voglio assegnare i voti che decido — spiega — non mi sta bene dover dare un voto ”grezzo“, che poi deve essere filtrato da un correttivo».
La presa di posizione ha posto il docente in una condizione di isolamento. Due distinti consigli di classe hanno chiesto al preside di «adottare provvedimenti» nei suoi confronti, giudicando «non corretta la sua posizione di non applicare i correttivi alle prove d’esame». Insomma, secondo la scuola, l’insegnante è “obbligato” a utilizzare il sistema di software.
E’ l’ennesima novità di due scuole diverse da tutte le altre.
Da tempo, al nautico e al professionale ogni ragazzo ha un pass magnetico. Entra e esce quando vuole. Non ha obblighi di frequenza. I genitori da casa verificano sul computer quando è a lezione, attraverso una password.
Lo studente si auto gestisce, poi affronta esami periodici. E se non li supera li ripete: ma può frequentare i corsi che ritiene più adatti per la sua preparazione, e colmare le lacune. In pratica, Spinella ha varato un college informatizzato in tutto e per tutto. Compresi voti e valutazioni.

S. Coggio

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