Il potentato venuto da lontano
Ilaria Ricciotti - 09-06-2003
In un paese libero e tranquillo, dove la gente era abituata a lavorare onestamente per vivere, tutto procedeva secondo le regole che quella comunitÓ aveva accettato. Le cose andavano pi¨ o meno bene: c'erano alti e bassi nella vita politica economica e sociale che, alla fine per˛ riportavano quasi sempre tutto alla normalitÓ.
NormalitÓ che per˛ ben presto fu minata dall'arrivo di un individuo venuto da lontano, di cui nessuno era riuscito a sapere chi fosse. Neanche Bo, il detective pi¨ efficiente del paese, nonostante avesse cercato di indagare, riuscý nel suo intento. Questo sconosciuto ben presto cerc˛ con i suoi "magici" artifizi a spargere qua e lÓ un bel modo di vivere molto artificioso ed artificiale. Tanto allettante quanto falso, mistificatorio e strumentale. La vita in quel tranquillo paese, ben presto cambi˛. Le persone, diverse ma rispettose della diversitÓ, iniziarono a voler vivere in un'atmosfera di sogno, proprio come quell'individuo venuto da lontano propinava continuamente ad ognuno di loro. Essi riuscirono ad imitarlo, a seguirlo, proprio come se fosse una divinitÓ, un santone. Ascoltavano incantati, a bocca aperta, i suoi discorsi quasi cattedratici che amava tenere sempre da un palco, ben addobbato, in cui ciascuno poteva percepire il suo ostentato benessere. Addirittura, nel momento in cui riuscý a garantirsi un seguito di vassalli, e doveva conquistare altre menti, si faceva precedere da giocolieri, mangiafuoco, sbandieratori e tanti altri personaggi d'effetto che colpivano non solo gli adulti, ma soprattutto i bambini che avrebbero ricordato a lungo, forse per sempre, quelle sceneggiate che soltanto un ricco come lui si poteva permettere. Come potete immaginare l'individuo venuto da lontano riuscý a conquistare quasi tutti gli abitanti di quel tranquillo paese, diventando lui il capo. E che capo! Una volta scelto dalla maggioranza degli abitanti, ormai stregati e plagiati, egli pens˛ subito a rafforzare il suo potere, e, come una piovra, prestissimo ordin˛, cambi˛, ostacol˛, denigr˛ i suoi oppositori a tal punto da farli quasi vergognare di essere delle persone pensanti ed oneste. Quel paese non era pi¨ lo stesso. Ma, come la storia ci insegna da millenni, l'individuo ingordo e senza scrupoli che finge di volere il bene degli altri, anche se in realtÓ pensa solo ad ingrassare se stesso, alla fine non regge pi¨ fisiologicamente questo suo ruolo subdolo ed avido. Ed allora? Ecco che un bel giorno di primavera, una pioggerellina port˛ un po' di freschezza in quel paese spazzando via le numerose impuritÓ che lo stavano soffocando e facendo morire dentro. Il potentato, appena inizi˛ a bagnarsi, impaurito, prese quella valigietta grigia, unica sua compagna, e scapp˛ come un codardo per raggiungere altri lidi e tentare la fortuna altrove. Miracolo! Quel paese ritorn˛ ad essere quello che era stato per anni: un paese dove il rispetto per le persone e per le regole ataviche ritornarono a trionfare.
Il potentato and˛ a provocare altrove altri danni, fino a quando, ormai vecchio, malato e solo, dalla sua valigietta grigia uscý uno scheletro vestito di nero che lo stava aspettando da sempre per shiavizzarlo.
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