Un "comma" per gli Istituti Comprensivi
CIDI Forlì - 07-06-2003
I partecipanti al Convegno tenutosi il 30 – 31 maggio 2003 a Sestino (AR) sul tema "Piccole grandi scuole. Opportunità o svantaggio?" che ha visto una significativa presenza di istituti comprensivi provenienti da numerose regioni, di rappresentanti del Governo, delle Regioni e delle autonomie locali, del mondo della ricerca e dell’università, intendono sottolineare l’esigenza di una maggiore centralità della realtà degli Istituti Comprensivi nelle politiche di riforma e sviluppo della scuola.
A tal fine i partecipanti si permettono di inoltrare ai decisori politici e amministrativi un messaggio intitolato "Un comma per gli istituti comprensivi", per voler significare l’opportunità di inserire negli imminenti decreti legislativi di attuazione della Legge 53/2003 (Norme generali sull’istruzione) e nel corpo della legge-quadro sui piccoli comuni (Proposta di legge a favore dei Comuni con meno di 5000 abitanti denominata "Piccola grande Italia" – XIV legislatura, progetto di legge n° 1174) in fase di discussione in Parlamento, un preciso riferimento al ruolo dinamico e di qualità che gli istituti comprensivi possono conferire alle riforme scolastiche in atto ed alle politiche sociali e territoriali.

In particolare, nel comma aggiuntivo nell’ambito dei decreti applicativi della riforma, si dovrebbe suggerire:

  • forme di raccordo sperimentale tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado, consentendo snodi biennali coerenti con l’elaborazione curricolare tipica degli istituti comprensivi, con riferimento al traguardo condiviso di un profilo unitario di uscita dal primo ciclo;
  • ricerche e sviluppo di innovazioni curricolari in verticale nei diversi ambiti disciplinari, con sostegni finanziari, di consulenza, ricerca e monitoraggio, anche con la costituzione di Osservatori territoriali di supporto agli istituti comprensivi;
  • modalità flessibili di utilizzo del tempo scuola, dell’organizzazione dei gruppi di alunni, dei prestiti professionali tra docenti, nella prospettiva di un rafforzamento dell’organico funzionale dell’istituto comprensivo e di omogeneità di condizioni professionali tra i diversi docenti;
  • semplificazione delle procedure burocratiche, migliori possibilità di accesso ai progetti di innovazione, alle risorse tecnologiche e informatiche, alla formazione dei docenti, con incremento dei budget finanziari.


In ordine al provvedimento di legge relativo alla tutela dei piccoli comuni, il comma aggiuntivo dovrebbe suggerire:

  • consolidamento della rete degli istituti comprensivi come strutture portanti delle politiche sociali e territoriali, superando il riferimento a parametri esclusivamente numerici e introducendo il concetto di "bacino ottimale dell’istituto comprensivo";
  • introduzione di un fondo compensativo per lo sviluppo qualitativo delle scuole dei piccoli comuni, come impegno da salvaguardare a livello di legislazione regionale e nazionale;
  • particolari incentivi per il personale delle scuole (dirigenti, docenti e ATA) che intende garantire la massima continuità di impegno di servizio nelle scuole di aree a forte disagio territoriale, sull’esempio delle aree a rischio di dispersione scolastica.


In definitiva, si chiede che gli strumenti normativi disponibili a livello nazionale e regionale (legge 53/2003; legge 59/1997; legge 94/1997; Titolo V della Costituzione; nuove leggi regionali sull’istruzione e sul diritto allo studio) possano essere pienamente orientati alla massima valorizzazione dell’originalità e specificità degli istituti comprensivi, affinché le "piccole grandi scuole" rappresentino effettivamente "una opportunità e un vantaggio".

Sestino (AR), 30-31 maggio 2003

E’ possibile per insegnanti, dirigenti, genitori, Consigli d’istituto, amministratori locali, sottoscrivere il documento inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo:
Comprensivi@edscuola.com
Rubrica: comprensivi "Verticale che passione!"

Il documento sarà inviato alle autorità istituzionali e, in particolare, ai membri del Parlamento impegnati nell’esame dei provvedimenti citati nella lettera.
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