Petizione
Renato Cavedon - 24-11-2001
Il Comma 7 dell'art. 13 della Legge finanziaria prevede che le Commissioni dell'Esame di Stato siano composte tutte dai professori interni, con un solo presidente esterno per ogni Istituto.
E' una norma grave che elimina un elemento fondamentale dell'Esame di Stato recentemente riformato, destrutturando e banalizzando la prova finale delle scuole superiori.
Questa modifica incide direttamente sulla qualità dell'istruzione: è come se un'azienda producesse da sé la certificazione di Qualità della propria produzione. Le "cattive scuole" non saranno incentivate a migliorare la qualità, senza contare l'agevolazione per le molte scuole Private.
Di questa norma non si vede la logica migliorativa del sistema di istruzione, si vede chiaramente che serve, eventualmente, solo al risparmio. In ogni caso, è comunque dubbia la legittimità di una modifica della portata di cui sopra (modificazione Esami di Stato) affidata alla Finanziaria. Questo governo è in imbarazzo rispetto alla liquidazione della riforma dei cicli: abbia almeno il coraggio di mettere mano a una legge che modifichi il sistema vigente.
Chi condivide l'allarme rispetto alla eliminazione dei membri esterni nelle Commissioni d'esame è pregato di segnalarlo utilizzando il link commenta. Ovviamente sono benvenuti anche i pareri contrari.
Le adesioni raccolte saranno inviate al Ministro.




interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Riccardo Ghinelli    - 24-11-2001
Caro collega,
aderisco alla tua iniziativa, anche se credo poco alla sua efficacia.
Se il Ministro volesse ascoltare le voci contrarie potrebbero bastare quelle raccolte dal forum dell'Istuzione.
Ma si sa che non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire.

 GRAZIELLA PETA    - 24-11-2001
Non solo approvo quanto detto nella PETIZIONE, ma inviterei i docenti delle scuole pubbliche, in segno di protesta, a mettere il massimo dei voti a tutti i candidati, visto che nelle scuole private, state pur certi, faranno altrettanto.

 Doriano Ficara    - 24-11-2001
c.d.a. , commissione interna, cosa altro ci dobbiamo aspettare???
che ci mettano una chiave inglese in mano????
la scuola non è un'azienda e gli alunni non sono bulloni

 gisella malagodi    - 24-11-2001
sono pienamente d'accordo con le osservazioni di Renato Cavedon. Proponendo una commissione interna, anche l'esame di stato, che ancora rappresentava un momento di verifica del lavoro svolto, viene a perdere ogni significato.
Gisella malagodi

 Fabio Uggeri    - 24-11-2001
Concordo perfettamente

 Cristina Boracchi    - 24-11-2001
Sono d'accordo e sottoscrivo pienamente. Siamo peraltro di fronte ad un evidente nuovo 'regalo' alle scuole private. E che dire del numero verde al quale gli studenti possono indirizzarsi per dare informazione di docenti che parlano male del governo?

 Pierluigi Nannetti    - 25-11-2001
Concordo pienamente con quanto sostenuto nella petizione. Ricordo anche che il Collegio della mia scuola, l'I.T.C. "C.Cattaneo" di S.Miniato (Pisa), convocato in sede di assegnazione delle funzioni obiettivo, si è rifiutato all'unanimità di procedere, in considerazione della gravità delle decisioni che il governo aveva annunciato con la finanziaria, tra cui proprio quella relativa all'abolizione della componente esterna degli Esami di stato. Quel documento, del resto, fu inviato e pubblicato proprio su fuoriregistro e, dunque, dovrebbe esserti noto. Il problema che tuttavia mi pongo, e pongo a tutti i colleghi, è quello di come agire concretamente per contrastare le intenzioni del governo (penso che dovrebbero essere contrastate non solo in relazione a questa questione, se pur molto grave, degli Esami di stato). Temo che le petizioni siano scarsamente efficaci. Ben vengano, ma, secondo le esperienze degli anni passati, bisogna pensare ed organizzare lotte più incisive.

 Matilde Ruta    - 25-11-2001
Ancora una volta la qualità dell'istruzione soggiace alle scelte economiche!
La Scuola non è certo il primo dei pensieri del Governo,visto che l'obiettivo finale sembra essere la sua dequalificazione.
Spero sempre,tuttavia,che il Ministro ci ripensi.

 Daniela Borghesi    - 25-11-2001
Condivido totalmente l'articolo e aderisco alla petizione! Daniela Borghesi- docente di Matematica e informatica- Ist. Tecn. per il Turismo "Marco Polo"- Firenze

 Giovanni Rossi    - 25-11-2001
Condivido i giudizi espressi nell'articolo.
Aggiungo solo la considerazione che, a mio parere, le varie prese di posizione del ministro Moratti sembrano tese a destrutturare la scuola pubblica e ad intensificare il "processo di privatizzazione".















 Paolo Ceccoli    - 25-11-2001
sono d'accordo; l'iniziativa del ministero è ipocrita: vogliono abolire di fatto l'esame di stato senza avere il coraggio di proporne l'abolizione di diritto che, come sappiamo, comportorebbe una modifica costituzionale.
Paolo Ceccoli
Liceo scientifico
"P.Giovio"
Como

 Remo Barison    - 25-11-2001
Condivido pienamente le critiche alla modifica della composizione della Commissione per gli Esami di Stato.
Squalifica il valore dell'esame, squalifica il titolo di studio, squalifica la scuola.

 Prof. Paolo Bernacchioni    - 25-11-2001
Sono totalmente d'accordo con quanto detto nell'articolo. Segnalerei inoltre, a completamento, la norma che prevede un solo presidente esterno per tutta la scuola (o forse solo per tre commissioni, bontà loro) ed il fatto che ancora alla fine di Novembre non si sappia nulla sulle modalità con cui si svolgeranno i prossimi esami di Stato.
Prof. Paolo Bernacchioni
Liceo Scientifico "Torelli" di Fano (PU)

 MP    - 25-11-2001
Sono totalmento contrario alla banalizzazione proposta dell'Esame di Stato.Nel merito, tra l'altro, questa controriforma elimina il confronto tra docenti che poteva avvenire con l'attuale sistema. E' poi scandaloso che una misura del genere sia conseiderata un normale aggiustamento di bilancio, come se non avesse altra conseguenza che quella di diminuire la spesa. MP

 Vincenzo Viola - Liceo Carducci - Milano    - 25-11-2001
Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dall'articolo di R. Cavedon e le motivazioni che adduce; non solo, ma come me le condividono molti colleghi di ogni orientamento politico ma di comune serietà professionale: è assolutamente necessario che rimangano le commissioni esterne per combattere la dequalificazione degli studi e l'assurda autoreferenzialità dell'istituzione scolastica. Diamo voce alla protesta. Grazie.
Vincenzo Viola - Liceo Carducci - Milano

 Barbanotti Saba    - 25-11-2001
Sono un insegnante di inglese presso un liceo scientifico di Roma, Barbanotti, condivido appieno la tua lettera che manderò via e.mail ad un pò di colleghi.
Cosa diciamo poi "dell'aumento orario" (le 6 ore di disponibilità oraria per coprire i colleghi assenti x malattia)? Stanno cercando di farlo passare senza contrattazioni.

 Gabriele Fava Liceo scient. Jesi (An)    - 25-11-2001
Tanto vale abolire il valore legale del titolo di studio e terminare l'ultimo anno di corso con gli scrutini finali


 Adriano    - 25-11-2001
Dove bisogna inviare la propria adesione?

 Francesco Sicolo    - 25-11-2001
"senza parole" è il mio commento, con ciò voglio significare il fatto che alla signora Ministra Letizia Moratti non interessa molto quello che gli operatori della scuola e gli studenti possono dire; per altro come può essere diversamente da parte di chi ha sempre operato con il piglio del padrone!
Occorre una forte iniziativa di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questo aspetto.
Vanno organizzate assemblee non solo all'interno delle scuole, ma in ogni altro posto di lavoro dove spiegare ai cittadini i riflessi negativi che questa operazione di controriforma condotta dall'attuale governo di centro-destra avrà nell'immediato futuro del nostro paese.
prof. Francesco Sicolo
Bari


 Pietro Frigidi - Bologna    - 25-11-2001
Commento fuori "tema" più che fuori registro! Vorrei infatti accennare alla bella pensata degli "ISTITUTI COMPRENSIVI"! Il disagio di chi vi opera, con la formazione della scuola media (pardon ex scuola media), è enorme! E quante volte Amministratotori locali, Sindacati, politici hanno riferito e ci hanno chiesto senza poi mai ascoltare minimamente il dissenso che emergeva nettissimo!! Si è buttato via il bambino con l'acqua sporca! Ed ora? Il caos amministrativo è al limite e la speranza di un cambiamento di rotta è piccola piccola!! Lavoreremo come si può in una unica struttura che vede uniti problemi diversissimi: da quelli di una utenza che inizialmente pensa ancora molto a mamma e papà e quelli che la stessa utenza, verso la fine, pone pensadosi già adulta! Ma per qualcuno la carriera è stata ben preparata (anche economicamente, credo). Mi rifrerisco ai Dirigenti. Forse il ruolo di PRESIDE era troppo facile o.. debole!?
Al Ministro un compito arduo, direi meglio, titanico. Concluderei con un auspicio e, se posso permettermelo, un invito proprio al Ministro:
- l'auspicio è quello di cominciare seriamente a pensare ai Docenti come soggetti con una dignità professionale da riconoscere, incentivare e rispettare;
- l'invito al sig Ministro è: si ascolti attentamente anche la componente Docente (cioè coloro che operano in "prima linea"e non a "tavolino" come forse fanno molti esperti), prima di approntare riforme che, se non condivise, partirebbero subito certamente male!
Pietro Frigidi, insegnante della (ex) Scuola Media.



 Claudio Massa    - 25-11-2001
Sono pienamente d'accordo con quanto afferma Renato Cavedon sulla costituzione delle commissioni dell'esame di stato.
Visto che questo Governo parla tanto di modifiche da apportare alla Costituzione, perchè non modificare anche le norme conclusive del ciclo di studi eliminando del tutto l'esame di stato, sostituendolo con un attestato della scuola che certifichi le competenze acquisite e introducendo invece gli esami di ammissione all'università. In questo modo la qualità delle scuole emergerebbe in modo chiaro.
O si ha paura che possa emergere anche la scarsa qualità di alcune scuole private?

 Dirigente scolastico Antonio Panaccione    - 25-11-2001
Non solo sono d'accordo con l'articolo, ma come presidente degli esami di stato vorrei ricordare che nel sud è impossibile operare nel rispetto minimo della legalità. Per ben due anni io ed altri docenti esterni siamo stati minacciati e non abbiamo potuto portare avanti con serietà ed onesta deontologica alcun parametro di giustizia e di rispetto garantito invece negli posti d'Italia. Tutte cose ben conosciute alle direzioni generali del ministero, agli ispettori ed alle forze di polizia, e non sono successe in scuole private ma in scuole statali anche famose, dove i figli delle mafie istituzionali locali fanno il bello e cattivo tempo,impongono e scelgono i docenti anche per gli esami di stato, tanto hanno le protezioni politiche a livello alto ed istituzionali. Questo, in sintesi, per dire che bisogna ritornare alla serietà ed unicità di una commissione tutta esterna, dove i nomi degli stessi siano tenuti segreti ben fino all'ultimo e protetti durante tutto l'esame, nel rispetto della privacy e della incolumità come pubblici ufficiali. Al caro ministro Moratti direi che se è un problema di soldi, lo facciamo gratis, visto che oramai ci si vuole imporre tutto: dalle ore di lavoro, al contratto, alla data della pensione e forse alla morte. Basta alle ipocrisie istituzionali, da ora deve cominciare una nuova battaglia in difesa della sola scuola statale, altrimenti lasceremo tutti dando le dimisssioni in migliaia e tutti insieme! E questo si può considerare già un vero e proprio proclama: chi è d'accordo si metta in contatto con me per organizzare una nuova forma non violenta ma dura per eliminare la parità e dignità della scuola statale paragonata alle mafie dei privati che vivono con gli alunni clienti!

 Domenico Lanfranchi    - 25-11-2001
Sono contrario alla modifica della composizione delle commissioni

 Giulia Minei e M. Rosa Pane    - 25-11-2001
Appoggiamo la petizione in quanto, con le commissioni interne, l'Esame di Stato risulterebbe essere solo una ripetizione degli scrutini e perderebbe, quindi, di credibilità.


 Manfredi Margherita    - 25-11-2001
Già l'attuale esame di stato rappresenta un notevole impoverimento della scuola pubblica: soprattutto nelle piccole province tutti gli insegnanti si conoscono e non sempre agiscono con obiettività... credo che un esame sensato vada affidato ad esterni...come succedeva un tempo (ovviamente con gli umani limiti che ciò comportava).
L'attuale proposta Moratti non farà altro che deteriorare una situazione già molto squallida; sono totalmente contraria!

 FRANCESCO    - 25-11-2002
Esiste anche un problema di tipo normativo, in quanto il titolo acquisito con l'esame di stato era valido su tutto il territorio nazionale, con questa proposta si tende ad abolire il valore legale e quindi si modifica una norma di legge, che garantiva un'equipolllenza a garanzia di tutti, diciamo che oltre a favorire le scuole private, tendendo ulteriormente a parificarle, toglie agli studenti la possibilità di farlo valere come titolo spendibile in concorsi o per l'impiego;

 Maria Grazia Drudi    - 25-11-2001
concordo con quanto da lei affermato nel suo articolo.Non credo che l'esame gestito da commissari esterni vada cambiato. Non condivido questa politica di risparmio che non tiene conto della nostra storia e della nostra" tradizione". Mi sembra che dietro a tutto ciò non ci sia un disegno di cambiamento per migliorare da anteporre a quello precedente, tutt'al più c'è un disegno sottinteso che non si vuole esplicitare .
Sono un insegnante elementare che fa questo lavoro da quasi trent'anni, avvertivo la necessità di una riforma globale tendente al miglioramento della scuola italiano nel rispetto dei diritti di tutti già dai primi anni di insegnamento. Non ho perso la speranza che ciò possa accadere nonostante quanto sento dire. Spero che gli insegnanti , gli alunni e le famiglie abbiano il coraggio di reagire e di lottare per una scuola che sia una risorsa per tutti i cittadini.

 Gabriella Dovier    - 25-11-2001
A parte l'ulteriore declassazione del sistema scolastico nazionale, le commissioni "tutte interne" degli esami di Stato potrebbero provocare due conseguenze non tanto remote:

- la ricostituzione "a norma di legge" di qualche diplomificio
- la conclamata "non equità" in impegno di lavoro estivo per chi fa parte di Consigli di classe V, rispetto ai colleghi che non insegnano nelle classi terminali.

Non mi vengano, infatti, a dire che l"obolo" dato ai commissari interni dell'esame di stato paga il prolungato servizio rispetto a chi non è impegnato nello stesso compito. Perchè non si comincia a ragionare seriamente su come impiegare il tempo di tutti gli insegnanti nel periodo estivo, salvaguardando, ovviamente, le sacrosante ferie sancite dal CCNL?
Altrimenti saranno sempre le solite persone a dedicarsi ad alcune attività necessarie e talvolta obbligatorie, da espletare dopo la chiusura delle lezioni di giugno, con buona pace di chi poi classifica i docenti come "quelli che hanno tre mesi di ferie".......il che, per molti di noi, non rappresenta l'effettiva realtà

 Giulia    - 25-11-2001
Mi associo, per quello che può valere, nel senso che ogni governo rivoluziona il sistema scuola... e ogni volta ci ritroviamo a rappezzare i loro disatri, a fare del nostro meglio perchè non si tocchi il fondo, ma andiamo sempre più giù..

 Marcolin Daniela    - 25-11-2001
Desidero esprimere la mia preoccupazione per le scelte politico-finanziarie relative alla scuola(ma non solo), finquì fatte da questo governo e in particolar modo relativamente alle modifiche dell'esame di maturità. Sono un'insegnante conosco la scuola e i suoi problemi.
Mi associo alla protesta.

 Sara Tesini ITI    - 25-11-2001
condivido in pieno timori e perplessita' rispetto alle preannunciate modifiche dell'esame di Stato

Sara Tesini
insegnante presso l'ITI "G.Galilei" di Livorno

 Cristina Bani    - 25-11-2001
Sono assolutamente d'accordo con qualunque iniziativa intenda mettere in luce l'inutilità di una valutazione effettuata solo da membri interni di un istituto. E' l'ennesimo tentativo di svilire e rendere ancora più 'impiegatizia' la nostra professione.

 Mirella Serio    - 25-11-2001
Insegno ormai da troppo per non sapere cosa significhino certe "avvisaglie". Ormai è chiaro : la scuola pubblica, cioè la scuola che può vantare aspetti di "qualità" è destinata a soccombere. Credevo di aver superato il tempo delle lotte in DIFESA delle conquiste di democrazia, laicità e progresso.Mi accorgo che tutto è tornato al punto di partenza...Anzi , peggio!
Possibile che l'opinione pubblica non se ne renda conto?
Possibile che siano tutti "distratti" o in mala fede?
La questione dell'Esame di Stato è troppo grave per lasciarci in silenzio!

Lunga vita alla scuola pubblica!
Nonostante tutto...voglio sperare!
Mirella Serio

 eliana colombino - docente di scienze scuola superiore    - 25-11-2001
sarebbe più dignitoso eliminare la farsa degli esami, piuttosto che sovraccaricare inutilmente di stress e superlavoro un consiglio di classe che appena qualche giorno prima ha decretato e ratificato il raggiungimento o meno degli obiettivi formativi di ciascun alunno: perchè replicare il copione?
ritengo gli esami di stato( davanti a commissari esterni) una prima vera prova di ingresso nel mondo della ricerca del lavoro per i giovani.

 maura    - 25-11-2001
Sono molto d'accordo su quanto ho letto. Guardo con molta tristezza ciò che sta accadendo alla scuola, grazie o ,per meglio dire ,per colpa di questo nuovo governo che vuole a tutti i costi dimenticare che la scuola non è un'azienda, ma un luogo dove si trasmette e si fa cultura intesa non solo come riproposizione dei saperi, ma anche come confronto generazionale positivo per entrambe le parti. Come si può ridurre ad uno scambio "commerciale" un luogo così carico di umanità storica?? Gli insegnanti e gli alunni hanno bisogno di sapere quanto il loro lavoro ha funzionato e certamente con una modalità più oggettiva di quella che il nuovo ministro propone. Questo è ciò che noi della scuola pubblica chiediamo. Forse la privata, che è soprattutto preoccupata della gestione delle entrate e delle uscite, non la pensa così, ma per questo non si dovrebbe impedire ai ragazzi di formarsi culturalmente e civilmente con serietà di incontro e confronto. E' avvilente constatare che la Sig.ra Moratti non voglia capire quanto tutti siano in ansia per ciò che lei sta facendo e e che soprattutto non prenda affatto in considerazione i ragazzi e le loro legittime preoccupazioni scambiate spesso per alibi al non fare!

 ersilio chiariello    - 25-11-2001
Mio figlio ad agosto ha preso la patente di guida.
Per l' esame e' venuto un ingegnere da Napoli, circa
cento chilometri di distanza.
La patente e' importante, bisogna saper guidare con responsabilita', si possono combinare guai.
E' giusto che l' esame non l'abbia fatto il suo istruttore di guida.
E' dello stesso mio paese, puo' essere mio amico o mio parente.
Anche i geometri o gli odontotecnici possono combinare guai.
Sono meno importanti gli esami di stato rispetto a quelli per la patente?
Saluti.
Ersilio

 Maria Letizia Belardelli    - 25-11-2001
Una Commissione costituta da commissari interni (con un solo presidente esterno) rende l'Esame una prova del tutto inutile.

le ragioni sono molte.

1-Viene meno nello studente la possibilità di confrontarsi seriamente con persone che non lo conoscono, davanti alle quali fare appello a tutte le sue risorse culturali e emotive;
2-Lo studente non è spronato a dare il meglio di sé neanche durante l'anno e può sperare in una pietosa sanatoria finale da parte dei suoi insegnanti;
3-I docenti (soprattutto quelli che già adesso tendevano a forzare le Coimmissioni per avere voti alti in modo da essere considerati "i più bravi della scuola") non potranno che ratificare il giudizio sullo studente, da loro espresso durante l'anno;
4-In mancanza di controlli nel merito cosa accadrà in alcune scuole (certamente ijn alcuni istituti privati dove i voti sono spesso molto alti, come sa chiunque abbia un minimo di esperienza di esami di terza media e di esami di Stato)? Ci sarà la corsa ai "buoni risultati"!!!

CONCLUSIONE: Mi sembra sia stata completata la strada per TOGLIERE VALORE al diploma

Speriamo che l'On. Moratti dia ascolto a quei consiglieri che hanno a cuore le sorti della scuola e non solo della politica!

 Antonio Manzo    - 25-11-2001
Sono perfettamente d'accordo: già con la formazione delle Commissioni in ambito locale si era... scesi in basso... la norma prospettata non fa che aggravare la situazione.
Antonio Manzo - Liceo Scientifico Pacinotti di Cagliari.

 Sirago Maria Liceo Classico Jacopo Sannazaro Napoli    - 25-11-2001
Sono sinceramente preoccupata per la sorte degli Esami di Stato. Per tre anni abbiamo lavorato per riorganizzare i sistemi di scrittura degli alunni per adeguarli alle nuove richieste (analisi del testo, articoli di giornale, saggi brevi, ecc.) ed ora, con l'abolizione della commisssione esterna, sembra che tutto sia vanificato. E lo stesso è per il documento del 15 maggio, fonte di tanta fatica, anch'esso vanificato col nuovo sistema. In effetti tutto ciò sembra favorire solo la scuola privata, non certo la pubblica; ed appare realmente una manovra per risparmiare, che avrà solo il risultato di banalizzare la prova finale di un ciclo di studi che si dovrebbe concludere in modo più serio.

 Antonio    - 25-11-2001
Sono perfettamente d'accordo con lo spirito dell'articolo, è una cosa che tutti gli insegnanti sanno, la Commissione interna toglie "tensione" e cura nella preparazione,
limita il controllo e fa calare la qualità. I ragazzi lo hanno capito subito e fanno già richieste del tipo: "saltiamo questo argomento, tanto sarà lei il commissario".
Ciò e gravissimo. Soprassediamo per carità di patria su cosà starà accadendo negli istituti privati... prepariamoci alla pioggia di 100...
Antonio

 prof. Brunetto mantovan    - 25-11-2001
Egr. prof. Cavedon ,
non condivido la Sua preoccupazione sulla banalizzazione dell'esame di Stato causato dall'introduzione del comma 7 dell'art. 13 della finanziaria 2002 .
Fino a tre anni fa veniva promosso il 96% degli studenti , ora questa percentuale è ulteriormente aumentata .
Non mi si dirà che gli studenti si impegnano più ora che prima e quindi è migliorata la qualità dell'insegnamento e l'impegno dei ragazzi.
La verità è che le commissioni , per non incorrere in ricorsi che potrebbero riversasi pecuniarmente sugli stessi membri della della Commissione in caso di sconfitta al TAR , preferiscono largheggiare e promuovere anche quegli studenti che evidenziano notevoli lacune .
Se si vuole un vero esame di Stato , bisogna ritornare alla prova sostenuta per l'ultima volta nel 1968 ,se abbiamo il coraggio di dirci la verità .
Ho visto promuovere , in questi tre anni , ragazzi che non dovevano neanche essere amessi agli esami per il numero notevole di gravi insufficienze che presentavano : sono stati promossi . Eppure frequentavano la scuola pubblica , dove , secondo quanto si dice , si fa sul serio .
Mi creda , sono 31 anni che insegno Matematica nella scuola pubblica , in un IstitutoTecnico Industriale , ma debbo amaramente constatare che ogni anno si fa sempre più fatica ad insegnare e , spesso , per essere ascoltati durante la lezione , bisogna utilizzare metodi " convincenti " per superare gli ostruzionismi inventati dai giovani per sabotare l'insegnamento.
Se la riforma dei cicli non ha ottenuto pieno consenso lo si deve alla testardaggine di chi ha voluto imporre ad una società pluralista come quella italiana una visione di parte dell'Istruzione Pubblica , senza sentire le varie componenti del mondo della scuola , in primo luogo gli insegnanti che si trovano ogni giorno in prima linea , spesso affrontando problemi di cui non hanno una preparazione adeguata :
Speriamo che l'iniziativa del Ministro di convocare Gli Stati generali della Scuola prima di passare alla fase operativa di rivisitazione dell'organizzazione della Scuola Italiana porti a far confluire sugli stessi obiettivi il maggiorconsenso possibile superando gli steccati ideologici che da oltre 50 anni bloccano ogni intervento serio nel campo dell'Istruxione .
Cordialmente
prof. Brunetto Mantovan
Chioggia , 25 novembre 2001.

 Nello Margiotta    - 25-11-2001
vedo una volonta' di destrutturare la riforma del precedente governo partendo da una novita' che, tentando di sembrare una agevolazione per gli studenti e gli insegnanti, puo' portare invece ad una rapida dequalificazione del titolo di studio.
Resta il problema della riforma del sistema scolastico, che non puo' essere una riforma politica, approvata solo da una parte del parlamento, ma una riforma strutturale per il miglioramento del sistema scolastico nel complesso, largamente condivisa e che soddisfi veramente le aspettative degli operatori, delle famiglie e della societa' in genere.
Le scuole private possono giocare un ruolo sussidiario nel sistema pubblico soprattutto nella formazione professionale, ma questo "sensa oneri per lo stato" e con una certificazione di qualita' a livello europeo

 Simonetta Boriani    - 25-11-2001
Sono assolutamente contraria alle commissioni d'esame composte da insegnanti interni per diversi motivi. Ne evidenzio due:
1) é assurdo che a distanza di 15 giorni debba rivalutare gli stessi studenti che ho già valutato per anni.
2) il fatto che gli studenti dovessero sostenere l'esame con altri docenti era per l'insegnante della classe una forma di verifica e di confronto riguardo al suo lavoro.

 Rosanna Moncini    - 25-11-2001
Anche secondo me, in questo modo , si cerca di svalutare il valore legale che ha attualmente il diploma, e favorisce lo sviluppo dei "diplomifici" privati.

 Luigi prof. GIORDANO    - 25-11-2001
Caro collega,
condivido pienamente che con le attuali riforme sulla scuola (esami di stato, un computer in ogni aula, la didattica breve, la riforma dei cicli, lo stesso P.N.I del 1985, il modo di gestire i concorsi, la scuola delle tre i, le funzioni obiettivo, il cambio da Preside a Dirigente Scolastico, e l'elenco puo' continuare) si vuole consumare un vile attentato alla scuola pubblica italiana. Gli Stati americani stanno scegliendo modelli che vanno in direzione di quella scuola che in italia si va ripudiando mentre in Italia si apprezzano fortemente le vecchie americanate.
Per dirla con uno slogan " Più la scuola italiana viene riformata, più gli asini crescono e vivono in Letizia - povera scuola pubblica! " un docente di matematica e fisica che ama la realtà e non la virtualità (anche se qualche volta può apparire utile e rispondente a principi di efficienza ma non di efficacia didattica). Luigi GIORDANO

 Maria Francesca Camodeca    - 25-11-2001
Sono un'insegnante di scuola media e sono delusa per la decisione presa dal neo ministro della pubblica istruzione in relazione agli esami di stato ridotti in questo modo al livello degli esami di licenza media.
Ritengo giusto che un esame di quel livello abbia membri esterni perchè mettono in condizione gli allievi di affrontare, si con preoccupazione la prova, ma alla fine sono ripagati dall'esperienza, anche se a volte un pò deludente, di aver affrontato il colloquio con alcune persone mai incontrate prima.
Concordo con l'articolo di Renato Cavedon e sono contraria a tutte le modifiche che il ministro Moratti vuole apportare alla scuola pubblica, con l'intento sì di risparmiare ma soprattutto con l'intento di squalificarla.

Maria Francesca Camodeca

 Luisa Benigni    - 25-11-2001
Condivido a pieno l'allarme rispetto all'eliminazione dei membri esterni all'Esame di Stato.
Difendiamo la qualità della scuola pubblica.!




 silvio secci    - 25-11-2001
e' un'assurdità pensare ad un sistema di valutazione scolastico esterno, quando quello più efficace è, per esperienza, quello formato dai docenti che costituiscono le commisssioni d'esame esterne provenienti da altre scuole, soprattutto da altre città o regioni. D'altra parte la banalità dell'esame di licenza media è l'esempio più evidente dell'inutilità degli esami gestiti dai docenti interni alla scuola.

 Giuseppe Pulina    - 25-11-2001
Insegno filosofia e storia in un liceo linguistico della Gallura (Sardegna). Credo anche io che la riforma dell'Esame di Stato, con la prevista eliminazione dei commissari esterni, finirà con il danneggiare l'intero sistema scolastico, minando la credibilità della scuola pubblica e incidendo negativamente anche sulla qualità di quella privata. Ci si chiede di monitorare e valutare la qualità dell'offerta. L'unico strumento - anche se da tarare meglio e correggere - era l'Esame di Stato. La sua trasformazione, così come prevista, lo banalizzerà e porterà a conseguenze molto gravi. Non è catastrofismo, ma il punto di vista di un giovane insegnante (38 anni, da più di dieci in ruolo, vincitore di più concorsi) che dalla scuola si attende, oltre ad uno stipendio più decente, ciò che ancora non è riuscito ad ottenere. In poche parole: incentivi alla professionalità e maggiore serietà.

Giuseppe Pulina

Liceo Ginnasio "G. M. Dettori" - Tempio Pausania (SS):

 ferruccio nano    - 25-11-2001
sottoscrivo pienamente la petizione

 Elisiana Franconi    - 25-11-2001
Negli ultimi anni avevo fatto esperienza (per la prima volta nella mia carriera di insegnante) come 'membro interno' negli esami di stato vecchio tipo e poi subito a ruota nel nuovo esame 'riformato'.
Ho avvertito subito - e così tutti i colleghi con cui mi sono poi confrontata, siano essi membri interni che esterni - che finalmente qualcosa CAMBIAVA IN MEGLIO.
Non più studenti che facevano finta di studiare solo due/tre materie negli ultimi due/tre mesi di scuola, ma studenti che fin dal primo giorno riuscivano a stabilire un rapporto serio, motivato, 'maturo' con noi professori. I risultati sono stati molto positivi sia per noi docenti che per i nostri 'discepoli'.
Non bisogna assolutamente cambiare questo tipo di esame: non vogliamo diventare dei burattini nelle mani di persone incompetenti e che non sono mai entrate veramente nelle problematiche della scuola italiana STATALE, che è seria e pluralistica.


 Rosso Donatella    - 25-11-2001
son totalmente d'accordo con quanto espresso nell'articolo
Donatella Rosso
Ravenna

 Guido Nobilucci    - 25-11-2001
E' un fatto gravissimo. Tanto vale sopprimere l'esame di Stato e il valore legale del titolo di Studio.
Guido Nobilucci

 Leonardo Vita    - 25-11-2001
Assisteremo alla gara tra scuole - si distingueranno quelle meno serie e più impegnate nell'accaparramento degli alunni - a chi metterà i voti più alti con l'unico risultato di togliere qualsiasi valore al voto di diploma. E dire che i fautori del privato fin ora ci avevavo quasi fatto credere di essere interessati alla qualità dell'istruzione!!!

 Prof. Mussuto Francesco    - 25-11-2001
Signora Ministro,
con la commissione interna agli esami di maturità si sminuisce il vero,autentico significato di un esame.
In tempi come questi in cui ogni impegno scolastico da parte degli studenti è stato ridimensionato di molto, essere esaminati da una commissione interna non costituirà più uno dei pochi deterrenti che in passato costringeva a studiare perlomeno un pò in più per fare una bella figura davanti ad una commissione esterna di esaminatori.
Inoltre, per accedere all'Università o ad un qualsiasi posto si dovranno sostenere sempre e comunque prove di esami davanti ad esaminatori esterni all'istituzione cui si aspira di essere assunti, perchè non abituare i ragazzi/e a questa prova che,anche se non del tutto selettiva, costituisce la 1^ prova seria del percorso scolastico dei giovani? Pertanto, ritengo che la commissione esterna sia quella più auspicabile.

 Florinda Fabiano    - 25-11-2001
Sono completamente d'accordo.
Aggiugerei che è un sistema per togliere valore al titolo di studio, cosa in sé non grave se riferita a rampolli delle classi dirigenti, ma certamente pesante per chi, provenendo da una famiglia modesta, ha molto investito sul diploma quale certificazione di conoscenze acquisite grazie alla scuola - pubblica -.

 Gabriele Celli    - 25-11-2001
Condivido l'opinione che la modifica dell'esame di Stato banalizza un evento che fino ad oggi ha rappresentato una specie di iniziazione dello studente al mondo adulto e un primo assaggio degli esami che dovrà affrontare nella vita.

 Mara Massarucci    - 25-11-2001
Sono pienamente d'accordo con l'articolo citato e vorrei aderire ad un'eventuale petizione.

 Rosa Di Bella    - 25-11-2001
A proposito degli esami con commissioni di docenti titti interni:
- la possibilità di andare presso altre scuole, conoscere alunni diversi dai propri, sapere come lavorano altri colleghi è un'occasione che non merita di essere persa;
- perchè non remunerare i docenti impegnati nello svolgimento degli esami, visto che tutti quelli che non hanno classi quinte non lavoreranno altrettanto?






 Corrada Cardini    - 25-11-2001
Condivido le tue perplessità, anzi è chiaro che lo scopo è quello di togliere valore al titolo di studio rilasciato dalla Pubblica Istruzione.

 Maria Adelaide Bergami    - 25-11-2001
Sono d'accordo con quanto affermato dall'articolo. La valutazione di una commissione esterna è preferibile a quella dei docenti interni, che possono valutare anche in base a stereotipi e, sicuramente, in modo non oggettivo.
Ritengo, inoltre, che la scuola pubblica debba essere potenziata. Questa delle commissioni interne è solo un modo per risparmiare il denaro delle trasferte.
Un Paese come l'Italia, che vuole essere all'altezza degli standard europei, deve investire nella scuola molte più risorse di quanto non faccia attualmente.
La politica di risparmio intrapresa dal governo tende solo a dare la spallata finale alla scuola pubblica.

 Clara Pistolesi    - 25-11-2001
Sono del tutto d'accordo con te sulla gravità delle modifiche all'esame di stato prospettate in finanziaria, sia perché favorisce in modo vergognoso le private, sia perché contribuisce a diminuire il valore del diploma.
Il prossimo passo sarà l'abolizione del valore legale del titolo di studio.

 ernesto berra    - 25-11-2001
condivido le preoccupazioni ed è ovvio che a qualcuno non possa essere sfuggita la reale implicazione della scelta fatta.
però sono anche perplesso nel voler a tutti i costi fare di ogni erba un fascio e dimenticarsi che in alcune zone d'italia l'istruzione è stata lasciata colpevolmente dallo stato ad altri ed in particolare ordini religiosi che non sempre sono stati NEMICI dell'istruzione

ci penserei sopra

 Maurizio Pistone    - 25-11-2001
Approvo la protesta contro la dequalificazione dell'esame di Stato

 Casali Claudio    - 25-11-2001
Penso anch'io che la commissione interna sia un passo grave che punta verso una destrutturazione dell'esame di Stato, non perchè esso debba essere più o meno selettivo, ma perchè così perde di credibilità: si potrebbe allora non fare e terminare il corso di studi con lo scrutinio dell'ultimo anno, sarebbe la stessa cosa!

 Pietro Fazio    - 25-11-2001
Caro collega
credo che tu ti sia dimenticato di sottolineare che l'art.citato contribuisce in modo esplicito all'abolizione del valore economico e legale del diploma. Già da tempo si sta affermando questa tendenza, alla quale non sono estranei i ministri che hanno preceduto la Moratti. Il numero chiuso, ad esempio, adottato sempre di più dalle facoltà universitarie, non è solo un modo per escludere dal diritto di studiare ma anche un preciso colpo inferto alla nostra categoria: il nostro giudizio e la nostra valutazione non sono più sufficienti per far ammettere uno studente all'Università. Vorrei che tutti meditassero a partire da qui anche perchè il ragionamento si può estendere alle imprese ed altro ancora. Non va nemmeno dimenticato che una scuola che, in ultima, non attesta nulla, non può dare a nessuno promozione sociale. Tutto questo è una iattura per i ceti sociali meno abbienti giacchè la selezione si rafforza e si sposta altrove ad esempio sui corsi post-diploma o post-laurea che costano un occhio della testa. Per quanti anni dovranno studiare i nostri figli per avere un titolo utilizzabile in modo dignitoso? In questo modo si reintroduce la peggiore delle selezioni : quella per censo.

 monica mazzotti    - 25-11-2001
sono perfettamente d'accordo....l'ennesimo regalo alle scuole private

 Adriano    - 26-11-2001
Sono un insegnante di un Istituto di TORINO.
Ritengo scandalose le proposte di rivisitazione degli esami di Stato.
Il signor Ministro (e non solo lui) farebbe bene a passare qualche giorno sui banchi di scuola, ma non come Ministro, come anonimo insegnante, e poi probabilmente riuscirebbe a capire qualcosa di come vanno i fatti tra i muri di tutte le scuole della Repubblica. Solo allora forse incomincerebbe a proporre qualcosa che tenga su la scuola italiana.

 Domenico Calabrò    - 25-11-2001
Condivido le perplessità espresse. Per la scuola di Stato si potrebbe anche ridiscutere qualche cambiamento. Le perplessità sulla proposta diventano immense per la presenza di gran parte di scuole cosidette "paritarie" che di parità, particolarmente in alcune realtà, hanno sono il riconoscimento giuridico. Con la Commissione d'esami, costituita interamente da commissari interni, si rischia d'implementare i cosidetti "Diplomifici".
Nulla da dire per la residua parte di scuole paritarie "normali".

 Antonio    - 25-11-2001
Credo che la logica migliorativa non ci sia proprio, né si comprende la scelta del ministro che aveva deprecato il "troppo basso" livello di selezione degli esami di stato, senza per altro tener conto delle ingenti percentuali di selezione, queste sì significative, che caratterizzano invece i percorsi scolastici dalla classe 1^ alla classe 4^.
A queste condizioni è meglio abolire anche la figura del presidente, ridotto a funzioni meramente notarili, e sostituire l'esame di stato con lo scrutinio finale.
In assenza di standard nazionali definiti e di un servizio di valutazione esterno, l'esame diventa totalmente autoreferenziale e con le situazioni di competizione distorta che ci sono fra istituti si possono ragionevolmente prevedere comportamenti fortemente disomogenei, a meno che non si risolva il problema alla radice, abolendo il valore legale del titolo di studio...
Cordiamente

 Antonio Callari    - 25-11-2001
Concordo assolutamente, anzi sottolineo l'atteggiamento distruttivo di questo governo nei confronti della scuola pubblica!

 Prof. Giuseppe GIRESINI    - 25-11-2001
Sono favorevole all'esame di stato con il solo presidente esterno in quanto soltanto gli insegnanti interni sono in grado di valutare conoscenze, capacità e competenze dello studente. Il commissario esterno, spesso demotivato perché "costretto" dalla normativa vigente a svolgere gli esami di stato non conosce lo studente ed è portato a formulare giudizi non adeguati.
Prof. Giuseppe Giresini

 Prof. Giuseppe PERU    - 25-11-2001
Sono favorevole all'esame di stato con i soli commissari interni e presidente esterno.

 Prof.ssa Laursa SOLANAS    - 25-11-2001
Non sono favorevole con il previsto nuovo ordinamento dell'Esame di Stato perché mancherrebe una valutazione obiettiva.

 loris borghi    - 25-11-2001
Credo che i difetti dell'esame di stato non possano assolutamente venire corretti affidandone lo svolgimento ai soli insegnanti interni, tanto più che un solo presidente per ciascun istituto non può far altro che avallare con la propria firma la correttezza formale degli atti.
Quindi sono decisamente contrario a questa riforma.
LOris Borghi

 nico    - 25-11-2001
è sicuramente una spinta notevole alla scuola privata.

 Giovanni Pecoraro    - 26-11-2001
Ritengo che questo provvedimento rappresenti la morte prima della scuola pubblica e successivamente della scuola senza aggettivi: infatti la superficialità del controllo, in qualche caso affidato a dirigenti scolastici provenienti dalla scuola elementari e transitati, senza nessuna esperienza di esame di stato, nella scuola superiore finirà con il rendere inuitle lo studio e il lavoro scolastico quotidiano.
La riforma Moratti finisce di completare l'opera della riforma D'onofrio, la sciagurata eliminazione degli esami di riparazione; dopo questo diluvio sarà impossibile risollevarsi.

 Anita Lazzaro    - 26-11-2001
Le modifiche apportate alla composizione delle Commissioni dell'Esame di Stato sviliscono ulteriormente sia l'Istituzone sia il titolo di studio conseguito dagli studenti.

 valentina Soncini    - 26-11-2001
Sono d'accordo. Mi sto muovendo nella medesima direzione insieme ad altri 150 firmatari di una lettera inviata alla Moratti. Per ora questa lettera è comparsa su un giornale dell'area cattoloca della provincia di Lecco ( il Resegone), è giunta alla moratti, ne ho fatto un estratto per i gironali, l'ho inviata a Repubblica, dove oggi compare a proposito un articolo di Pirani. Si tratta di unire le forze per impedoire che questo provvedimento snaturi l'esame di maturità rendendolo un inutile prova tutta interna alla scuola che ha prodotto certi programmi.
Se posso avere un indirzzo di riferimento posso inviare il testo fatto avere alla Moratti.
risentiamoci Cordiali saluti Valentina Soncini

 giovanna de luca    - 26-11-2001
sono completamente d'accordo con te.ciao e andiamo avanti a far sentire la nostra voce.

 Prof. Ennio Salemme    - 26-11-2001
Perfettamente d'accordo con le argomentazioni contenute nella Petizione di Renato Cavedon.
Se si vuole eliminare l'esame di stato, si abbia il coraggio di eliminarlo del tutto!
Non esiste, infatti, alcuna ragione valida per tenere in piedi un esame, che, con una
commissione interna non sarebbe più un vero esame, ma solo uno scrutinio finale.
Togliere a questa ed alle prossime generazioni di diplomandi la possibilità di sostenere un vero esame finale
del corso di studi è un atto estremamente grave!

 Franco Villa    - 26-11-2001
Condivido pienamente la preoccupazione per la norma che elimina i commissari interni.
Credo che siano scorrette norme inserite nella finanziaria che, al solo fine di risparmiare, modificano la didattica.
Inoltre non mi pare legittima una proposta di modifica in corso d'anno, con la conseguenza che gli studenti non sanno il tipo di esame che li aspetta.
Saluti
Franco

 Luigi Giuseppe Reho    - 26-11-2001
Chiedo che non sia approvata la norma che modifica la costituzione delle Commissioni esaminatrici degli Esami di Stato di cui alla legge n. 425/97, sia perché condivido le motivazioni e le preoccupazioni di Cavedon sia perché l'attuale regolamento, a mio parere, andrebbe modificato allo scopo di rendere le operazioni di accertamento della preparazione dei candidati più rigorose (ad esempio attenuando l'automatismo della somma dei voti delle prove scritte, della prova orale e del credito scolastico, che fa prendere il minimo a tutti o quasi).

 Stefano Drei - insegnante di lettere al LIceo Torricelli di    - 26-11-2001
Mi associo alla petizione. Credo che l'abolizione di membri esterni all'esame di maturità sia un colpo gravissimo alla qualità dell'istruzione pubblica (e anche privata). Alle motivazioni espresse da Renato Cavedon ne aggiungo un'altra: gli esami erano l'unica occasione istituzionale di un confronto fra gli insegnanti e di messa in discussione del lavoro svolto. Ora questa occasione verrà a mancare.
Vi autorizzo fin d'ora a mettere il mio nome fra quelli dei firmatari.


 Falluto Salvatore    - 26-11-2001
dopo l'eliminazione degli esami di riparazione, è un altro duro colpo alla qualità dell'istruzione scolastica.

 Scavello Vincenzo    - 26-11-2001
Non ci sono commenti di sorta, capaci di dissuadere chi ha deciso di smantellare quel poco di buono che si è costruito in tanti anni di confronto ed anche di aspro dibattito. Ancora per poco sarà permesso stupirci ... e, fra qualche anno, dimenticheremo anche questa meravigliosa condizione dell'animo: lo STUPORE, appunto! La Scuola pubblica sta subendo una vera e propria aggressione che, se così continueranno ad andare le cose, la porteranno ad una lenta ed inesorabile agonia. Stiamo destrutturando quel patrimonio di civiltà giuridica e sociale derivante dalla LAICITA' dello Stato. Tutto si muove con il preciso intento di favorire le Scuole confessionali che, sono convinto, debbano continuare ad esistere - SENZA ONERI PER LO STATO - diceva una famosa CARTA, mi pare, COSTITUZIONALE!
Invece, ogni famiglia, per la GARANZIA del diritto allo studio riceverà dei soldi (il famoso buono, che ognuno potrà spendere come meglio gli conviene). Tutti uguali (che bello!) dai miliardari ai disoccupati ... evviva!
L'esame di Stato, riformato dopo più di vent'anni, viene "trasformato" senza che nessuno abbia potuto esprimere, preventivamente, il proprio pensiero, nemmeno gli addetti ai lavori.
Lo stupore diventa sdegno se pensiamo ai Giudici che si vogliono rinchiudere in galera, alla possibilità di andare in pensione a 70 anni (olè!), alla Giustizia, alla Sanità ed ai Servizi Segreti, i cui agenti, all'infuori di uccidere potranno commettere tutte le tipologie di illecito, senza dare conto a nessuno. Dimentichiamo che l'Italia ha sconfitto le Brigate Rosse senza questi lampi di genio. STUPIAMOCI, FINCHE' POSSIAMO FARLO! STUPIAMOCI, FINCHE' QUALCUNO NON DIRA' A QUALCHE SUPER AGENTE CHE LO STUPORE E' REATO E CHE CHI OSA STUPIRSI MERITA LA "LOBOTOMIA"! - IN BASE ALLA NUOVA RIFORMA DEI SERVIZI SEGRETI, NON SAREBBE NEMMENO REATO! - EVVIVA! - EVVIVA! - EVVIVA!

 MAURIZIO MACCHIARULO    - 26-11-2001
CONDIVIDO PIENAMENTE!!!
F.TO MAURIZIO MACCHIARULO
DOCENTE MATEMATICA E FISICA
LICEO SCIENTIFICO "R. DONATELLI" - TERNI

 Liliana Romani    - 26-11-2001
Siamo d'accordo sulla petizione.
Liliana Romani
Marco Bavosi

 Giovanni P.    - 26-11-2001
Sono perfettamente d'accordo con la petizione di Cavedon, vorrei solo aggiungere che, con la nuova impostazione dell'esame di stato, viene a mancare quel confronto tra docenti che ha permesso un miglioramento continuo, uno scambio di metodologie e una maggiore uniformità del servizio tra i diversi istituti impedendo anche la formazione di scuole di serie "A" e "B".

 Cecilia M. Colombini    - 26-11-2001
Sono d'accordo con il mantenimento di almeno la metà dei commissari esterni. Anzi abolirei anche il criterio della "provincializzazione" delle nomine e tornerei al rimescolamento più ampio che avveniva anni fa. E' l'unico modo per evitare che le scuole diventino "monadi" autoreferenti, completamente slegate da interscambi con altri. Inoltre con il criterio provinciale delle nomine, per materie con poche cattedre si finisce a fare una "partita di giro", esaminando alunni di colleghi-amici o di colleghi-nemici con tutte le ovvie conseguenze.

 Ettore Martinez    - 26-11-2001
Mi sembra una petizione piuttosto interessante, come pure l'articolo
dell'oramai sempre ottimo Pirani.

L'unico punto della petizione che mi lascia perplesso è questo:

> Questo governo è in imbarazzo rispetto alla liquidazione della riforma dei
> cicli: abbia almeno il coraggio di mettere mano a una legge che modifichi
il
> sistema vigente.

Qualora si volesse qui in un qualsivoglia modo difendere o propugnare la
disgraziata Riforma dei Cicli buttata fuori a suon di corno dalla porta e
che, sembrerebbe addirittura peggiorata,si vuole far rientrare dalla
finestra -ebbene, allora, su questo punto *non* concorderei affatto con la
petizione.

 Manuela    - 26-11-2001
personalmente invidio il docente che si è così ben espresso e condividendo
l'atteggiamento degli studenti in sciopero della fame Presso l'istituto in
cui insegno da ormai tanti anni, gli studenti hanno iniziato l'autogestione
e poi l'occupazione per motivi che ancora stanno cercando, non sanno che
cosa è la finanziaria e quali sono le cose tragiche(?) che essa prevede per
la scuola pubblica, Tuttavia vorrei fare una osservazione. si ha tanta paura
di trasformare la scuola in una azienda, si ha paura di pensarla come una
fucina di alunni che vengono forgiati ad immagine e somiglianza di un
dirigente di azienda, si ha paura di pensare solo al mercato. Ma il privato,
il mercato c'è già nella scuola perchè negli istituti professionali i corsi
della 3 area vengono istituiti solo se rispondono ad esigenze di mercato ,
se garantiscono la presenza di professionisti esterni del mondo del lavoro,
se fanno nelle aziende stages di molte ore. Non è già questo un elemento che
fa pensare? O forse il motivo incoffessato di tante proteste è che qualsiasi
cosa faccia questo governo, tutti si devono ribellare? Ma che non è forse
stato un atto di arroganza obbligarci dall'oggi al domani a subire un esame
di stato come quello che Berlinguer ha voluto dove alla fine si deve fare
una somma di voti annullando il trascorso scolastico di ogni alunno, il suo
curricolo fatto di sforzi, sacrifici, attenzione, tutto ciò dimenticato di
fronte ad una somma che se non è 60 per i motivi più vari, uno viene non
licenziato?


 Sandra    - 26-11-2001
L'articolo si commenta da solo. Il problema è talmente serio da far venire i brividi. L'unica cosa che mi viene in mente è che se non facciamo subito qualcosa di forte e immediato il futuro della nostra scuola sarà irrimediabilmente compromesso. Perché non organizziamo scioperi, manifestazioni a tappeto... coinvolgendo non solo docenti, ma anche ragazzi, genitori e l'opinione pubblica al completo? Bisogna far capire a tutti la gravità della cosa, anche a chi non ha figli!!! E' in gioco il futuro della nostra società!

p.s. vorrei che le mie generalità non fossero rese pubbliche, per il rispetto della mia privacy

 Rossana Pasculli    - 26-11-2001
Sono d'accordo con te! Dobbiamo muoverci al più presto. Per questo motivo ho partecipato allo sciopero e corteo di Bari, dello scorso 19/11/01. Mi è parso purtroppo che non abbia sortito gli effetti sperati. Forse dovremmo fare tutti lo sciopero della fame?

 Podda Raffaela    - 26-11-2001
Ritengo anch'io che si tratti di un'indebita intromissione della Finanziaria in questioni il cui merito è prettamente pedagogico,
e nello specifico docimologico. Se il sistema nazionale di valutazione e lo studio di indicatori
per la valutazione del sistema dell'istruzione ha un senso anche per il controllo sociale della qualità degli esiti formativi
promossi da ogni scuola, questo tipo d'iniziativa mina, a mio avviso, alla radice la possibilità stessa di effettuare verifiche,e
controlli e certificazioni di competenze, attendibilmente uniformi e trasparenti sul territorio nazionale.

 Michele Kodric    - 26-11-2001
Sono d'accordo. Propongo che le Commissioni dell'Esame di Stato abbiano tra i componenti almeno il presidente ed il vicepresidente esterni nelle scuole statali, mentre nelle scuole private rimangano formate come sono ora. Il provvedimento comporterebbe comunque una riduzione di spesa, ma verrebbe garantito almeno un minimo di serietà.

 Serafina Armango    - 26-11-2001
Gli Esami di Stato costituiscono da sempre anche un'occasione per collaborare con i colleghi di altre realtà scolastiche. Vogliamo perdere questa opportunità?

 Alberto Moreni (dirigente scolastico - Firenze)    - 26-11-2001
Condivido le preoccupazioni "rispetto alla eliminazione dei membri esterni nelle Commissioni d'esame", un provvedimento che "destrutturando e banalizzando la prova finale delle scuole superiori [...] incide direttamente sulla qualità dell'istruzione" in termini decisamente negativi. Segnalo in proposito anche l'articolo "L’esame di Stato stravolto" di Antonio Valentino in "Valore scuola" n. 19 (31.10.2001), pp. 9-10

 monica    - 26-11-2001
Sono contraria all'eleminazione dei membri esterni nelle Commissioni d'esame in quanto solo la loro presenza può garantire logicamente una valutazione oggettiva degli studenti al di sopra di quel inevitabile giudizio soggettivo( da non condannare in altri contesti) che si insinua tra le mura di ogni istituto

 Carla Nielfi    - 26-11-2001
Sono assolutamente d'accordo con il prof. Cavedon. Anch'io ho forti perplessità sulla legittimità di questa modifica della strruttura delle commissioni d'esame che va ad intaccare una materia squisitamente didattica.
Vorrei aggiungere che quando è entrato in vigore il nuovo Esame di Stato si parlò di valore retroattivo che la nuova impostazione avrebbe avuto sulla metodologia. Nel mio liceo è cambiata la programmazione del triennio: tutti i Consgli di classe hanno imparato a formulare percorsi pluridisciplinari che hanno dato buoni frutti e hanno elevato il livello progettuale della scuola. Chi motiverà i docenti a lavorare ancora così, tanto più che questo tipo di lavoro comporta un impegno maggiore, anche in termini di riunioni supplementari? Ho già sentito una mia collega dire "bene! così potrò fare in classe quello che voglio!" ...e non commento.
Inoltre quest'idea di un solo presidente esterno per Istituto è incredibile! Neanche un minimo controllo in fase di colloquio! Tutto sarà possibile, anche concordare con gli studenti domande e risposte!!
Non parliamo poi di come si va profilando la riforma dei cicli.
Grazie per l''iniziativa e per avermi dato spazio, viste le flebili voci dell'opposizione e la latitanza delle associazioni di categoria al riguardo.

 Claudio Tugnoli    - 26-11-2001
L'eliminazione dei membri esterni dalle commissioni degli esami di stato obbedisce a una mera logica finanziaria, ma è in palese contrasto con il buon senso. Il quale buon senso suggerisce che, a questo punto, (e forse la prossima riforma andrà in questa direzione), si abolisca l'esame di stato, facendo valere il voto assegnato allo studente in sede di scrutinio del secondo quadrimestre del quinto anno.
Ma forse in tempo di guerra (come ormai siamo) è troppo anche questo. Una mossa ulteriore potrebbe consistere nel chiudere la scuola pubblica, sic et simpliciter, lasciando ai privati il compito della formazione, nel libero gioco del mercato dello scambio, del ricambio, del commercio e dello smercio. Neppure l'italiano sarà più usato dalle scuole private, che introdurranno l'inglese, più richiesto dai loro facoltosi clienti.
Perciò, non fermiamoci alla superficie, non siamo troppo ottimisti, perché il risparmio sulla spesa potrebbe essere solo un pretesto per inforcare una direzione di marcia verso mete non casuali....

Claudio Tugnoli

 Barbara Orusa    - 26-11-2001
Sono assolutamente d'accordo con quanto sostiene Cavedon pur essendo una elettrice di centro -destra!!!!
Mi dispiace per la Moratti ma l'efficenza nella scuola si fa in modo diverso,non certo risparmiando sull'esame di Stato o di Maturità????

 Righetti Marilena    - 27-11-2001
Sono più che d'accordo. Ritengo che sarebbe doveroso, per una uniformità di preparazione della scuola italiana, riattivare le nomine fuori provincia di almeno due commissari d'esame.

 Marco Bandini    - 27-11-2001
Sono d'accordo, la maturità deve rappresentare la capacità di un adolescente di affrontare situazioni non interamente nuove ma con imprevisti e difficoltà. Non certo per penalizzare lo studente ma per dargli quella carica necessaria ad affrontare situazioni talvolta imprevedibili, come succede sempre nella realtà sia universitaria che del mondo del lavoro.

 Coli Donatella    - 27-11-2001
Condivido il giudizio negativo sull'eliminazione dei commissari esterni per i motivi espostinel commento
di Renato Cavedon

 morena vannucchi    - 27-11-2001
Concordo in tutto . Sono un insegnante di materie letterarie in un istituto superiore ( itis) con un abuona esperienza di esami, sia come doecente che come presidente di commissione.

 Gabriele Garavini doc. al Liceo Classico Morgagni - Forlì    - 27-11-2001
purtroppo la via italiana alla destrutturazione delle istituzioni con travestimenti morbidi e insidiosi, trova una grave conferma con questa riforma apparentemente "blanda".

Di fatto è il colpo definitivo a qualunque significato del concetto di istituzione scolastica nazionale, e consente con pochi altri provvedimenti di minore impatto, di avviare quello che è sempre stato il vero sogno inespresso di tanti (forse anche a sinistra) : qualche piccola buona scuola riservata a pochi, con rigida esclusione di ogni elemento di disturbo.

La via italiana alla società della conoscenza passerà per uno stretto "sentiero" praticabile solo da una piccola elite.

 Prof.ssa Rosa Maria Conti    - 27-11-2001
Non sono assolutamente d'accordo con la decisione di eliminare i commissari esterni all'esame di stato.
Allora togliamo addirittura di mezzo l'esame: così risparmiamo ancora di più.

 Tino Visigalli    - 27-11-2001
sottoscriviamo in pieno la petizione.
Tino Visigalli e Franca Mazzadi
liceo scientifico di Codogno

 Prof. Pagnutti Leopoldo    - 27-11-2001
Sono completamente d'accordo con la petizione e condivido in pieno la preoccupazione; spero che il ministero voglia rivedere la sua posizione.
Ipssct e Itc Linussio Gortani - Tolmezzo (UD)

 Donatella Lissia    - 27-11-2001
Sono d'accordo sull'analisi di Renato Cavedon. Io insegno in un Liceo classico di Cagliari e non mi trovo d'accordo su nessuno dei punti della finanziaria proposti dal Ministro Moratti. Dovremmo davvero farci sentire in molti. Grazie dell'opportunità.

 Nadia Tinelli    - 28-11-2001
Questo governo non è solo in imbarazzo, ha un suo preciso proposito:dequalificare la scuola pubblica.
La "scelta" di modificare le norme relative alla composizione delle commissioni d'esame è uno dei tasselli.
Non meravigliamoci ,inoltre, che tale modifica sia affidata alla finanziaria. In un'ottica liberista si gestisce tutto attraverso questo strumento, tagliando fondi e investimenti sul bene più prezioso per il futuro:l'istruzione dei nostri ragazzi.

 Claudia Enrico    - 28-11-2001
Sottoscrivo appieno la PETIZIONE!
Claudia Enrico
docente di Scienze in Istituto superiore
e madre di 2 studenti liceali

 Valeria Venza    - 28-11-2001
E' assolutamente inammissibile che le scuole private siano lasciate senza alcun controllo. come insegnante di scuola pubblica sento la mia personale necessità di confrontare il lavoro svolto dalle mie classi con docenti esterni che possano fornirmi stimoli e consigli.
No alle commissioni interne!
Valeria Venza

 Giovanna Ridente    - 28-11-2001
Sono docente in un istituto tecnico e condivido pienamente l'allarme lanciato , Sono sicura che questa nuova commissione banalizzerà l'esame e che l'unico scopo della riforma è un taglio di spesa.
Proprio grazie alla presenza di una commissione per metà formata da membri esterni è stato possibile nell'ultima sessione d'esame ristabilire le differenze fra due classi del mio istituto, che venivano invece presentate dai rispettivi consigli di classe su una posizione paritaria.
L'esame finale restava forse l'unica prova seria che gli alunni dovevano affrontare prima di inserirsi nel mondo "dei grandi" e che permetteva a molti di crescere sia nel caso di esito favorevole che contrario

 claudio corzani    - 29-11-2001
sono della tua opinione.

 Rossana Serra    - 30-11-2001
condivido pienamente le osservazioni fatte, questo governo ha un solo obiettivo: smantellare la scuola pubblica. le commissioni d'esame sono solo un aspetto dell'intero progetto, infatti da una parte risparmiano, dall'altra agevolano "i diplomifici privati" naturalmente. tra le tante cose quella più assurda di tutte mi sembra la proposta di eliminare 1 anno della scuola superiore; gli stessi ragazzi che conoscono bene i programmi sono rimasti alibiti; e che dire della riforma degli organi collegiali! spariranno tutti quegli spazi di partecipazione democratica alla vita della scuola. infine mi sembra assurda anche la proposta di cattedre di 24 ore per chi insegna latino e italiano nei licei aumenterebbe in maniera insostenibile il lavoro a casa. aaaanche questa finirebbe da una parte ad abassare la qualità e dall'altra favorirebbe spudoratamente i colleghi che insegnano materie dove per legge gli scritti sono facoltativi e volontari.

 silvia bocchio    - 01-12-2001
Chi lavora con correttezza e professionalità è in grado di valutare meglio di chiunque altro i propri alunni in uscita dopo un percorso di tre anni. Da questo punto di vista i migliori saranno ben valutati e i furbetti non avranno molta buona sorte. Dall'altra parte mi lascia perplessa il fatto che la scuola resta autoreferente e ben sappiamo che anche all'interno dello stesso Istituto ci sono sezioni in cui tutti gli alunni prendono sempre voti altissimi, altre in cui gli alunni sono valutati con maggior severità. Si perde allora la presunta uniformità di valutazione. In compenso con la commissione esterna l'esame presenta una maggiore incognita e permette agli alunni di sperimentare le proprie abilità e competenze di fronte a situazioni e persone nuove. Non so quale male sia il peggiore. Se tutti noi docenti fossimo "veri professionisti" preferirei il nuovo modello. Ma non mi fido tanto di noi stessi: pur di far valere le nostre classi a volte siamo disposti a falsare la realtà, in fondo i buoni voti degli alunni sono prestigio per i buoni docenti. D'altra parte aggiungo che con questo nuovo sistema forse la pianteremo di passare il compito di matematica ai nostri studenti e di suggerire le domande dell'orale e della terza prova (realtà che nessuno può negare di avere incontrato, anche se coperta dallo sdegno per chi solo osa insinuare il concetto). A livello teorico sento l'esigenza di prove che rendano oggettiva la valutazione. Non è certo il criterio del risparmio a salvare la qualità della scuola italiana. Aggiungiamo che resta il problema della retribuzione dei docenti: l'esame di stato lo faranno sempre e solo quei docenti che hanno le classi finali. e gli altri? vacanza?

 Cosimo Rollo    - 01-12-2001
Esprimo la mia preoccupazione per l'eliminazione dei commissari esterni. Un'azione certamente mirata più al contenimento della spesa ma con gravi ripercussioni sulla qualità della valutazione formativa finale del percorso di istruzione secondaria.

 Giusi Livoti    - 01-12-2001
aderisco alla petizione

 Cosimo De Nitto    - 01-12-2001
Sono pienamente d'accordo con l'appello di Cavedon. Lasciare l'impianto dell'esame e cambiare la composizione della commissione è un assurdo. Se non c'è stata verifica del nuovo esame di Stato come si fa a cambiarlo? L'esame è una variabile indipendente dal curricolo, dai cicli e da tutto l'impianto didattico e valutativo? Per risparmiare, dice la Ministra, e tutti i soldi spesi in due anni per aggiornare tutto il corpo docente, dirigente ed ispettivo non sono così buttati via?

 Teo Orlando    - 01-12-2001
Ammetto molto onestamente di aver criticato con toni piuttosto duri la politica scolastica dell’Ulivo e di aver disapprovato totalmente la riforma dei cicli. Questo non vuol dire affatto che io abbia mai invitato a votare per la cosiddetta “Casa delle libertà” (ero tra l’altro candidato per un partito dell’Ulivo in un municipio - ex circoscrizione - romano), come purtroppo hanno fatto molti colleghi delusi dalle riforme di Berlinguer e De Mauro: ho infatti sempre pensato che dal centro-destra non potesse venire che un ulteriore peggioramento sia per la condizione degli insegnanti, sia per le riforme della scuola.
La conferma è offerta dagli ultimi provvedimenti del ministro Moratti, finalizzati esclusivamente al contenimento della spesa e al privilegiamento della scuola non statale. In particolare, nel testo della legge finanziaria troviamo un’autentica controriforma dell’esame di Stato, laddove viene previsto che le commissioni siano formate esclusivamente da membri interni, più un presidente esterno che, se non ho capito male, sarà unico per un’intera scuola! Cito:

«Art. 13
(disposizioni in materia di organizzazione scolastica)
[…] 7 La commissione di cui all'art. 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, è composta dagli insegnanti delle materie d'esame della classe del candidato. Il dirigente regionale competente nomina il presidente tra il personale docente e dirigente delle scuole secondarie superiori, per ogni istituto scolastico, con il compito di organizzare e coordinare le operazioni».

Inizialmente era previsto che ai membri di commissione non venisse corrisposto alcun compenso: ci si limiterà comunque a confermare quanto accadeva con la vecchia normativa, per cui i membri interni ricevevano comunque una specie di elemosina. La scomparsa dei membri esterni (che venivano compensati con un gettone di presenza che variava in base a parametri territoriali molto discutibili - ma si trattava di cambiare i parametri, evitando ad es. che chi si spostava da Milano centro a Sesto San Giovanni, 9 km, guadagnasse più di chi si spostava da Ostia a Tor Bella Monaca, 50 km, solo perché il primo cambiava comune e il secondo restava dentro il comune di Roma; invece si è scelto di sopprimere i membri esterni tout court) consentirà pertanto risibili economie di spesa, cosa che conferma il carattere pretestuoso della giustificazione di questa "controriforma" sulla base di motivi finanziari.
In realtà tutto ciò vuol dire che:
1) Le scuole private potranno promuovere tutti i loro allievi, facendo in più lievitare i voti senza alcun controllo (in pratica la funzione del presidente sarà puramente notarile).
2) Anche nelle scuole pubbliche sarà giocoforza promuovere il maggior numero possibile di candidati, quanto meno per non discriminarli a vantaggio di quelli delle private.
3) Potrà comunque accadere che alcuni docenti non vogliano accettare una logica permissiva e si comportino con i propri allievi come si sarebbero comportati se fossero stati membri esterni. Ma in mancanza di validi controlli super partes nessuno potrà stabilire se le bocciature dipenderanno dall’effettiva incapacità degli studenti o dalla volontà delle commissioni di apparire più “realiste del re”, ossia di esagerare con il rigore per non sembrare lassiste e permissive.
4) Nei fatti, questo comporta per gli insegnanti maggior carico di lavoro con un compenso irrisorio.
Chi ha votato Berlusconi e Fini è ottimamente servito: la cuoca Moratti ha ammannito un menu davvero esaltante!


Prof. Teo Orlando - dottore di ricerca in filosofia - Liceo scientifico statale "Democrito", viale Prassilla 79 - ROMA - 00124. Tel. 06/50911506 - 50915581- fax: 06/5090861.
Indirizzo privato: via Giuseppe Girolami 16 - 00168 - ROMA. Tel. privato: 06/35501523 - e-mail:teo.orlando@tiscalinet.it

 Vincenzo Maimone    - 02-12-2001
La modifica degli esami di stato rappresenta un ulteriore attacco alla capacità formativa ed alla serietà della scuola pubblica: un'istituzione che non può essere gestita utilizzando un approccio di tipo economicista. L'efficienza in termini di strategie di impresa non trova un corrispettivo nella funzione propria dell'insegnante. Una cosa è l'ottimizzazione delle risorse a disposizione di ciascun istituto, altro è fare del profitto un modello didattico funzionale.
La scuola ha come riferimento la crescita e la maturazione delle nuove generazioni. Ma forse la deresponsabilizzazione delle nuove generazioni è parte del progetto generale di riforma scolastica da parte di questo governo ( e su questo dovremmo riflettere seriamente).

 Claudia Bacchilega    - 02-12-2001
Penso che la riforma delll'esame di stato proposta dalla Moratti, insieme con la riforma dei cicli che porta le superiori a soli quattro anni, diano un colpo definitivo alla scuola pubblica, che si avvierà a diventare un ghetto come è già negli Stati Uniti

 Maria Teresa Natili    - 02-12-2001

Aderisco alla petizione

 Mauro Gianiorio    - 02-12-2001

Aderisco alla petizione

 Maurizio Lomonaco    - 02-12-2001
Siamo di fronte all'ennesimo atto di "economia politica" istituzionalizzata, volto a un mero risparmio e del tutto privo di alcuna motivazione logica, palese dichiarazione di mancanza di un "progetto scuola" a breve, medio e lungo termine degno di tale nome. I vari saggi alternatisi, le commissioni e per ultimo "il Bertagna", farebbero bene a rivedere le loro posizioni, riflettendo in termini di investimo sul "sistema scuola" con un tasso diverso del nostro PIL, per evitare cio' che gli Stati Uniti, per fare soloun esempio tra i vari Paesi che comunque solitamente "sperimentano" prima di noi, e non a caso, hanno realizzato intorno agli anni '80, e cioè l'assoluta mancanza di competività tra il loro sistema educativo, e quello giapponese, che si concretizzava in una egemonia di mercato e quindi di "ricchezza" professionale e materialenipponica. Gli USA hanno dovuto prendere allora atto del documento e dei risultati di una Commissione ad hoc costituita, modificare le loro politiche in campo educativo e riconquistare lentamente quanto perduto.
E noi? Siamo o non siamo un popolo di "creatori", di "artisti"?La risposta è sicuramente "si", ma il problema è che quallcuno vorrebbe trasformarci in "illusionisti", settore che in campo educativo ha ormai da troppo tempo registrato svariati interventi di pseudo-politica educativa a dir poco disastrosa, di cui dovremmo vergognarci un po' tutti. Ma se questo è ciò che si vuole dalla Scuola, e cioè un "fondo di riserva" governativo cui attingere per altri scopi e settori, allora che vadano avanti e mi scuso per lo sfogo. Sono un docente che sacrifica ben oltre le "18" ore settimanali, pur di rendere efficace e efficiente un servizio primario quale quello scolastico. Capirei benissimo la richiesta di un impegno maggiore e più al passo coi tempi, per noi docenti, nella scuola del terzo millennio. Il problema è invece costituito dalla assoluta mancanza di volontà di offrire un "servizio efficace e efficiente", e questo dovrebbe far molto riflettere.

 Pietro Leonardi    - 02-12-2001
Bisogna reintrodurre la facoltà del Consigli di classe di non ammettere all'Esame di Stato coloro che non lo meritano.
Condivido la necessità di mantenere un congruo numero di Commissari esterni, oppure aboliamo l'Esame di Stato.

 FRANCESCO CONSERVA    - 02-12-2001
SONO DACCORDO CON LEI; NON SI PUO' RIFORMARE L'ESAME DI STATO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER RISPARMIARE POCHE SOLDI.

 gianna gatti    - 02-12-2001
aderisco alla petizione e ho cercato di diffonderla tra quanti conosco. gianna gatti L.S. Plinio Seniore - Roma

 Stefania Rossi    - 02-12-2001
Aderisco alla petizione

 Prof. Morrone Dino    - 02-12-2001
E' l'unica forma di "controllo esterno" sull'efficacia dell'attività di formazione di una Scuola, consentendo nel contempo un momento di condivisione critica delle esperienze didattiche presenti sul territorio.
In Italia si sa, sic!, la formazione è solo una parola utile nei momenti elettorali poi....si pensa al Bilancio e alle Spese.

 Simone Pettinau    - 02-12-2001
Sono pienamente d'accordo con il Prof. Cavedon e appoggio pienamente la petizione
Simone Pettinau

 Francesco Mele    - 02-12-2001
Aderisco alla petizione. La trasformazione dell'esame di stato in esame di scuola è un altro passo verso la "descolarizzazione" che questo governo sta scientificamente operando, tassello dopo tassello, altro che privatizzazione, il disegno è molto più ambizioso.

 Agata La Terza    - 02-12-2001
Sono d'accordo. Ma ho l'impressione che il progetto sia più ampio di quello che si può vedere dalla finanziaria (leggi documento Bertagna). E allora che facciamo? mi pare che l'obiettivo dovrebbe essere tenuto (contro questa finanziaria, per quanto si può), ma anche allargato (cosa vuol dire, oggi, difendere la scuola pubblica?). Occorrono solidarietà e collocazioni di forze in campo: sindacati, associazioni, anche forze politiche (io resto una sostenitrice del progetto Berlinguer, ma il suo partito adesso cosa dice? dov'è?) Come mettere insieme un'opinione democratica in modo che pesi (studenti, insegnanti, opinione pubblica): questo mi sembra il problema e il compito per chi sta cercando di evitare il peggio. Auguri a voi e a tutti noi!

 patrizia lepri    - 02-12-2001
concordo con le critiche espresse eaderisco alla petizione

 Germana Manfredini    - 03-12-2001
Aderisco alla petizione.


 Mario Parabiaghi, Liceo Classico Beccaria - Milano    - 03-12-2001
Condivido pienamente la preoccupazione per la modificata composizione delle commissioni. Del resto è solo un'ulteriore spinta verso la sostanziale dequalificazione della scuola, pervicacemente perseguita da moltissimi provvedimenti di pur varia matrice politica. Aderisco senza riserve alla petizione.

 Eugenio Scardaccione    - 03-12-2001
Aderisco in modo convinto e determinato alla petizione proposta dal prof.Renato Cavedon.
Una riforma di soli tre anni non può essere cassata
così facilmente e con leggerezza!! I rischi di tale stravolgimento possono essere la dequalificazione della scuola statale ed agevolazioni per le scuole private (sic!)-

 Prof. Porfirio Carelli I.T.C.G.    - 03-12-2001
Aderisco con convinzione alla petizione, ma temo che questa sia un'ennesima voce dispersa al vento. Il Ministro ha deciso di regalare la scuola ai privati. Non si turberà per quattro paladini che ancora credono scioccamente al valore formativo della scuola e dell'esame, a un controllo da parte dello Stato di come spende i soldi della comunità. 'E da un pò che ho cominciato a percepire che oramai queste idee sono fuori moda, ed esattamente, lo devo proprio dire, da quando c'è stata la sollevazione contro il concorsone "tout court".
Porfirio Carelli

 Enrico Iadanza    - 03-12-2001
Assolutamente d'accordo
(non ho molto tempo ma sono con te!!)

 Enzo Sbrolli    - 03-12-2001
Sono sostanzialmente d'accordo con Cavedon ; vorrei fare comunque alcune considerazioni aggiuntive. Innanzi tutto se l'esame è di stato, i programmi corrispondenti devono essere necessariamente omogenei in tutto il territorio nazionale; inoltre se si vuole effettivamenteun'obiettività di valutazione e di giudizio sia dei programmi svolti sia degli allievi, i commissari d'esame non possono che essere tutti "esterni" alla scuola. Un altro punto importante è che le prove d'esame devono essere adeguate alla preparazione degli allievi e devono coinvolgere tutte le materie studiate durante l'ultimo anno scolastico.
Per fare in modo quindi che le prove siano adeguate bisogna realizzare un monitoraggio su scala nazionale del sistema scolastico che porti alla concreta determinazione dei livelli di preparazione effettivamente presenti e alla conseguente determinazione dei livelli di preparazione richiesti.
La storia la conosciamo tutti, l'esame di maturità incentrato sulle due prove scritte ed orali è stato un fallimento e ha fatto calare di molto la credibilità della scuola e la preparazione degli allievi; la riforma Berlinguer, dei cui effetti è prematuro parlare, ha creato un discutibile compromesso con l'introduzione dei commissari interni ed esterni in numero paritario anche se ha il grande merito di aver reintrodotto la possibilità di valutare gli studenti su tutte le materie dell'ultimo anno scolastico.
A mio avviso l'esame finale, se fosse ben strutturato, dovrebbe e potrebbe render conto della reale efficacia dell'azione didattica e avrebbe un naturale feedback positivo su tutto
il ciclo didattico. Naturalmente il criterio eccessivamente
garantista e permissivista seguito negli ultimi decenni da tutte
le istituzioni pubbliche ha inferto un colpo mortale alla scuola e alla relativa preparazione dei nostri ragazzie e la proposta in discussione alla finanziaria , se approvata, (come avverrà) farà collassare del tutto il nostro sistema scolastico.




 Marco Del Ministro    - 03-12-2001
Aderisco alla petizione

Marco Del Ministro

 Graziella Monari    - 04-12-2001
Sono contraria alle nuove disposizioni previste dal Comma 7 dell'art. 13 della Legge finanziaria, ritengo profondamente sbagliato che le Commissioni dell'Esame di Stato siano composte da professori interni, con un solo presidente esterno per ogni Istituto.

Graziella Monari,
docente di Scuola Media Inferiore

 Delfo Inserra    - 04-12-2001
Condivido il contenuto della petizione, e ritengo che su questo argomento come su tanti altri che interessano la nostra categoria, i sindacati dobbiamo far sentire la nostra voce, la voce della nostra categoria, la voce di questa nostra scuola che sta attraversando una fase di profonda crisi di identità, certamente non per colpa degli operatori o dell'utenza.

 Falluto Salvatore    - 04-12-2001
Dopo il duro colpo inferto alla qualità della scuola dal ministro D'Onofrio, arriva quello fatale della Moratti.
L'esame di stato diventa un duplicato di qullo della scuola media.

 Andrea Bonavoglia    - 04-12-2001
Aderisco all'iniziativa

 Alessandra Righini    - 04-12-2001
Il comma7 dell'art.13 banalizza l'Esame di Stato: sono contraria!

 Giovanna    - 04-12-2001
Sono un'insegnante di Scuola dell'infanzia e pur non essendo direttamente interessata sono comunque indignata per come si stia declassando la scuola in Italia: no alla riforma dei cicli per poi dare avvio ad una riforma così spudoratamente a favore della scuola privata? non ho parole

 Giovanna Miani    - 04-12-2001
Aderisco alla petizione ed esprimo tutta la mia disapprovazione per il modo in cui è stata comunicata la "riforma", meglio sarebbe chiamarla la cancellazione, dell'esame di stato: due righe di finanziaria e stop.
Esprimo la mia disapprovazione, se possibile ancora maggiore, per la scomparsa dei commissari esterni e per la figura di un presidente unico per istituto, come dire una figura che potrà fare poco più che firmare i diplomi...l'esame tutto interno è pleonastico e rituale...è il doppione dell'esame di terza media...qualche anno fa ho presieduto, in qualità di commissario governativo, una sessione di esami di terza media in un istituto religioso; è stata un'esperienza di una noia mortale, tesa unicamente alla ratifica di giudizi già formulati, nel corso del curriculum degli studi, col rischio, anche , di ripetere giudizi viziati da simpatie o antipatie diffuse e palpabili nel consiglio di classe...ritengo, infatti, che l'esame tutto a commissione interna tolga allo studente la chance di misurarsi con un giudizio differente da quello dei docenti interni, che può essere più severo, ma anche, perché no?, più favorevole.
Trovo poi indecente che si pensi di cambiare l'esame già da quest'anno, senza avere definito ancora nulla in ordine alle prove e alle modalità di lavoro; è ancora una volta il segno di una totale mancanza di rispetto per i docenti e soprattutto per gli studenti. Non voglio aggiungere nulla sulle scuole private, è già stato detto tutto; certo è che ci si è preoccupati di agevolargli il lavoro...
Grazie per avere preso questa iniziativa
Giovanna Miani
Liceo Ginnasio Statale Minghetti, Bologna

 Maria Indelicato    - 04-12-2001
Aderisco alla petizione di Renato Cavedon.
Maria Indelicato
docente di Materie giuridiche ed economiche nell'I.T.C. "De Felice", Catania

 Leo Brigante    - 05-12-2001
Condivido totalmente.
Nella logica del risparmio economico, sarebbe più onesto (?) non duplicare un giudizio già formulato qualche settimana prima dallo stesso consiglio di classe.
Saluti

 Giovanni Paoletta    - 05-12-2001
Condivido ed aderisco all'iniziativa.

 Claudio Di Pietro    - 05-12-2001
Aderisco alla petizione contro la revisione dell'Esame di Stato con l'introduzione della commissione esclusivamente interna (a parte il presidente che opererebbe in condizione di estrema difficoltà)

La commissione esterna è sintomo di regolarità e di standard nazionale

Claudio Di Pietro

 Emanuela Cerutti    - 05-12-2001
Aderisco all'iniziativa perchè credo che, per quanto progettuale, la scuola non possa chiudersi nel particolarismo di tipo "autoreferenziale". Il confronto valutativo finale mi pare essere una buona garanzia di oggettività ed equilibrio. Non mi risulta,inoltre, che l'esigenza di commissari solo interni provenga dalla componente studentesca.

 Stefania Montefiori    - 05-12-2001
E' evidente la volontà di questo governo di colpire e destrutturare in ogni modo la scuola pubblica ed ogni altro settore dello Stato per scopi che sono altro dalla proclamata volontà di portare maggiore efficienza.
Anche nel caso dell'esame di stato è rispettata questa linea.

 maurizio angelini    - 05-12-2001
Nella situazione attuale che non vede ancora l' attuazione di una valutazione nazionale la presenza di una commissione per metà esterna , per metà interna, rappresenta un buon punto di equilibrio tra esigenze educative e diritto- dovere dello stato di controllare.

 Michele Gaeta    - 05-12-2001
La conferma di disposizioni fatte a casaccio che denunciano la mancanza di un progetto, e di una idea, di scuola.
La panacea di scuola privatizzata si rivelerebbe troppo presto un efficace mezzo per ridurre il livello culturale dei ragazzi poiché contro un eventuale imprenditore seriamente motivato ce ne sarebbe (ottimisticamente) almeno un altro che lavorerebbe a solo scopo di lucro, senza farsi scrupoli sui mezzi per attirare la clientela.
Chi ha insegnato in una scuola privata diplomificio sa di cosa sto parlando.
L'esempio della sanità privata dovrebbe insegnare qualcosa.

 fernando montrasio    - 06-12-2001
Sono pienamente solidale con la petizione. Il provvedimento di "riforma" è pesantemente criticabile si per la procedura seguita (inserimento nella legge finanziaria, il che indica chiaramente la logica di tipo economico che lo ha dettato) sia e soprattutto per il contenuto: uno spudorato favore alle scuole private, definitivamente promosse ad una legittimazione che nei fatti sappiamo bene essere falsa e infondata. Insomma, chi paga per avere un titolo di studio non avrà nemmeno più la (relativa) preoccupazione di una verifica finale, peraltro già largamente vanificata in passato da una sistematica rete di favoritismi e clientelismi.

 Angela Zampogna    - 08-12-2001
Aderisco alla petizione perchè il provvedimento è solo un modo per favorire la scuole private e priva gli studenti anche dell'ultimo rituale che prmetteva loro di confrontarsi con docenti esterni.

 Laura La Fauci    - 08-12-2001
Aderisco all'iniziativa.

 Prof.Antonella Maucioni-Lic.Classico Guglielmotti-Civitavecc    - 08-12-2001
Non sono d'accordo con la proposta di eliminare i commissari esterni dalle Commissioni dell'Esame di Stato.

 Maria Paola Abbiate    - 09-12-2001
In riferimento a quanto disposto dal comma 7 dell'art. 13 della Legge finanziaria, ritengo che l'istituzione delle Commissioni dell'Esame di Stato composte da soli professori interni, con un solo presidente esterno, per ogni Istituto, renda banale la prova finale delle scuole superiori.
Quale peso potrà avere una certificazione rilasciata "in casa"? Com'è possibile che una modifica così importante sia stata decisa per motivi di "risparmio" e affidata alla Finanziaria?
Il rischio grosso che si corre è quello di non incentivare le "cattive scuole" a migliorare la qualità e di ridurre semplicemente gli Istituti superiori a dei "diplomifici".
Mi piacerebbe sapere con quali credenziali ci presenteremo all'Europa, sul mercato del lavoro europeo. Abbiamo dimenticato com'è già difficile accordarsi sul riconoscimento dei titoli di studio, malgrado il Trattato di Roma (1957!) e la miriade di direttive nata dal 1988 fino al febbraio 2001 in materia di riconoscimento dei titoli professionali?
Eppure, la qualità di un certificato di studi superiori in Italia deve ancora "fare i conti" con gli spiccioli che dobbiamo risparmiare. Possibile che non ci sia una strada più dignitosa?

 prof. Ugo Masucci - ISIS    - 09-12-2001
condivido, in pieno, i contenuti della petizione. Aggiungo che dovremmo cercare forme di lotta più "corpose" e continue: diamo una mano ai nostri studenti!

 Ivano Sala    - 09-12-2001
Sono d'accordo e sono tra i firmatri della lettera di Valentina Soncini ripresa anche da Repubblica. Il nostro lavoro fa paura perchè crea coscienze e cittadini e quindi stanno cercando di farci lavorare nelle peggiori condizioni possibili.

 Carlo Arcidiacono    - 09-12-2001
Aderisco alla petizione.
Tuttavia, convinto che Semiramide andrà avanti per la sua strada (preciso,Semiramide è Berlusconi. "Ell'è Semiramìs/che libido fe' licito in sua legge", INFERNO, canto V), mi appresto a concordare con i miei studenti due o tre argomenti su cui svolgere l'esame finale. Non li farò certo sfigurare nei confronti dei loro colleghi delle private!

Buona fortuna a tutti noi.

Carlo

 Danilo Bianchi    - 09-12-2001
aderisco con piena convinzione.
Ma ci ascolteranno?

 Fanny Giampietro    - 09-12-2001
condivido l'allarme in quanto il nuovo provvedimento comporterà una serie di effetti 'collaterali' quali l'abbassamento della motivazione negli alunni e negli insegnanti,l'isolamento culturale e didattico delle singole scuole che accentuerà ulteriormente le situazioni di disparità esistenti a livello nazionale,una dequalificazione dell'esame conclusivo della scuola superiore che dovrebbe certificare,anche in prospettiva europea,le competenze acquisite .

 Elena Ettori    - 09-12-2001
Aderisco alla Petizione di Cavedon. Sono convinta che la modifica dell'esame di stato introdotta dal Ministro Moratti sia un gran pasticcio, dettato dalla voglia di distruggere quanto fatto dal precedente governo e del desiderio di risparmio. Non riesco ad immaginare come possa una commissione interna dare giudizi diversi da quelli che ha sempre dato fino a quel momento in veste di consiglio di classe. E quindi che senso ha? Nemmeno la passata edizione d'esame era perfetta, ma almeno aveva un po' di obiettività in più .
Credo che esame e scuola abbiano un grande bisogno di riforma, ma in un'ottica di aggiornamento dei curricoli , valorizzazione delle esperienze in atto e potenziamento del valore formativo della scuola e questa non è la strada intrapresa dall'attuale governo

 Girolamo Scaglione    - 09-12-2001
Sono d'accordo con la petizione.
Le commissioni formate solo da docenti interni sono un regalo ai "diplomifici" dove gli insegnanti sono sotto la "TUTELA" dei titolari

 Grazia Tempesti    - 09-12-2001
aderisco alla petizione

 Gwenhaele Conan    - 09-12-2001
sono del tutto d'accordo con la protesta espressa nella petizione di Renato Cavedon.

 Dott. Leonardo Lampugnani - Primo Ricercatore - CONSIGLIO NA    - 09-12-2001
Sono assolutamente contrario alla proposta di "privatizzazione" delle commissioni degli esami di stato(nel senso di renderle un affare privato
di ciascuna scuola) perche' oltre a non garantire un giudizio esterno ed indipendente della formazione di ciascun candidato, impedisce una
qualche "valutazione" indipendente dell' operato in generale dell' operato didattico-pedagogico degli insegnanti che quei candidati hanno
formato.

  Valente Michelino    - 10-12-2001
Aderisco alla petizione

 Rita Ponte    - 10-12-2001
condivido la petizione di Renato Cavedon

 Laura Fineschi    - 10-12-2001
Aderisco alla petizione

 maria    - 10-12-2001
sono sicuramente d'accordo!!
e mentre gli studenti stanno occupando l'Istituto dove hanno già fatto mlioni di danni complice la Polizia che passa ogni giorno a chiedere "okkupato?", come un agente di sorveglianza che garantisce il regolare proseguimento di un servizio , mi chiedo se ha ancora un senso la professione docente in una scuola cosiì bistrattata o non servirebbero piuttosto solo guardiani di un parcheggio per ragazzi "variamente ingombranti"

 Luciano Albanese    - 10-12-2001
Sono in una scuola non statale.
1- Aderisco. Contrario all'esame con solo docenti interni.
2- Preferirei per tutti un Esame con Commissari solo esterni fuori della propria scuola. Esami scritti su tutte le materie e uguali per tutti. Solo così si farà quella giustizia tanto invocata tra scuola statale e scuola non statale.
Luciano Albanese

 Francesca Bianchi    - 14-12-2001
Aderisco alla petizione. In classe di mia figlia, quinto scientifico di un Istituto di Roma, i ragazzi stanno scappando alla scuola vicina, diplomificio da tempo riconosciuto, per sostenere senza sforzo l'esame. Gli studenti in questione "navigano" con medie basse. Grazie Ministro!! L'unica rimpianto che ho, è che come donna speravo di poter essere rappresentata meglio da Lei e dall'altra Dott.ssa Aprea.

 luciano cerra    - 25-06-2002
Desidero dire che per me va benissimo l'esame con la commissione interna, ne sono felice.. e poi alla prof.ssa Barbara Orusa che efficiente si scrive con la "i" e che quando c'è una esclamazione si mette il punto esclamativo e non interrogativo!!