Valutazioni di una vecchia insegnante
Antonietta Belotti - 07-06-2003
Una mamma ha letto questa lettera in un incontro promosso dalla Commissione Servizi Individualizzati dell ' Istituto Comprensivo dove lavoro da anni come psicopedagogista .
Ho già espresso in un ' interclasse, e lo ribadisco in questa occasione, come si può sentire una persona che ha lavorato per 40 anni nelle scuola , con funzioni diverse, ma sempre con la stessa tensione : migliorare la qualità di vita a scuola per tutti i bambini , ma , in modo particolare , per quei bambini che hanno bisogno di una " speciale normalità " .

Provo pena e sdegno verso nuove condizioni che qualcuno definisce obbligate ( per mancanza di risorse ) e che io considero una perdita di valori , di prospettive , di fattività . La società del passato non era più ricca dell ' attuale , eppure le risorse per le esigenze importanti della scuola le trovava .

Le istanze pedagogiche che ci hanno spinto in questi anni hanno contribuito a valorizzare le differenze , per dare ad ognuno , o per sperarlo , spazi , tempi , strategie adeguate alle diverse necessità .
Fatico , ora , a capire in nome di quali altre idee i ragazzi , ed in particolare quelli " speciali " nei loro bisogni , che verranno nelle nostre scuole dovrebbero avere di meno rispetto a quelli che li hanno preceduti .

Forse che , nella cultura attuale , non ha più valore l ' aver lavorato e messo in campo progetti che hanno realizzato prospettive e realtà di integrazione dei ragazzi che hanno maggiori difficoltà ?

Dott. Antonietta Belotti
Telgate Giugno 2003





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