Incredibile la Moratti a Montecitorio!
Osvaldo Roman - 06-06-2003
Voglio riprendere e commentare la risposta che Letizia Moratti ha fornito mercoledi 4 giugno, rispondendo ad un Question time dell'opposizione, nel pieno di una sbigottita quanto deserta Aula di Montecitorio. Ne esce, io credo, l 'autentico profilo culturale e morale di questa incredibile classe dirigente che ci governa.

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto ricordare che, già nel corso della passata legislatura, la legge finanziaria per il 1998 aveva previsto una riduzione del 3 per cento degli organici del personale docente, da realizzarsi nell'anno 1999, e la successiva legge finanziaria del 2000 aveva disposto un'ulteriore riduzione dell'1 per cento. Tali riduzioni non erano mai state realizzate dal precedente Governo, e da questo ne era derivata una rilevante spesa, non prevista né coperta.


Non ci sono state le riduzioni di organico, dice il ministro , ma il dato non è dimostrato dai numeri, ma è falso che la spesa non sia stata coperta altrimenti avremmo avuto un disavanzo di bilancio, che non risulta, oppure un corrispondente numero di insegnanti non sarebbero stati pagati.


Il nostro Governo si è posto l'obiettivo di ricondurre il rapporto alunni-docenti ai parametri europei. Le leggi finanziarie per il 2002 e per il 2003 hanno previsto riduzioni di organico, peraltro contenute, ed hanno destinato tutti i risparmi alla valorizzazione del personale docente. Un ulteriore obiettivo, infatti, è il riconoscimento del ruolo dei docenti, anche sul piano economico, così come testimoniato dall'intesa raggiunta recentemente sul contratto collettivo nazionale del comparto.
Il decreto sulla determinazione degli organici per l'anno scolastico 2003-2004, nella linea indicata dalla finanziaria per il 2003, ha operato il contenimento in maniera da consentire il mantenimento qualitativo del servizio scolastico e non produrrà effetti negativi sul sistema scolastico-formativo.
Le dotazioni sono state infatti determinate in relazione alle esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche, tenendo conto sia del numero degli alunni iscritti e frequentanti, peraltro in costante e sensibile calo, specie nel sud, sia della serie storica e delle previsioni per il prossimo anno scolastico.


Gli effetti negativi ci sono e come! E' incredibile è che il ministro lo neghi nell'Aula di Montecitorio.


Per ciò che concerne le assunzioni, occorre tener presente che, negli ultimi due anni, le immissioni in ruolo hanno riguardato 63 mila docenti, poco meno di un decimo dell'intero organico; per l'anno scolastico 2003-2004 è stata avanzata al Ministero dell'economia e delle finanze la richiesta per l'assunzione di ulteriori 21 mila unità di personale.

Il Ministro ignora o vuole nascondere che le 63 mila assunzioni sono relative ai decreti approvati dal precedente governo per gli anni scolastici 2000-2001; 2001-2002 e che il governo Berlusconi-Tremonti -Moratti per l'anno 2002-2003, il primo di sua competenza, non ha emanato alcun decreto, azzerando, per la prima volta nella storia della scuola repubblicana, il contingente dei posti destinati alle nomine in ruolo (a tempo indeterminato).
In quanto ai preannunciati 21000 posti affidati alle attenzioni di Tremonti è allucinante che a poco più di un mese dalla scadenza del termine per nomine il ministro dell'istruzione non ne sappia nulla!



Quanto all'abrogazione della legge n. 9 del 1999, non vi è alcun vuoto normativo, perché la legge n. 53 del 2003 assicura il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni, e comunque sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età.
La piena realizzazione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione è uno degli obiettivi prioritari del Governo. Per l'anno 2003 stiamo concordando con le regioni, anche sulla base di esperienze maturate l'anno scorso, la realizzazione di forme di integrazione tra i sistemi dell'istruzione e della formazione professionale, che si concretizzino in piani didattici e formativi, in particolare per quei giovani che hanno manifestato un orientamento maggiormente volto a percorsi professionalizzanti.


E' un guaio che il ministro evidentemente ignori che la legge delega diviene operativa con i decreti delegati. E in assenza del Decreto che deve riordinare il diritto dovere all'obbligo formativo ( che può significare tutto o niente) è fuori discussione che l'inizio del prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da un gravissimo e incredibile vuoto legislativo. Ma se un ministro ignora queste cose di fronte ad un' Aula parlamentare perché non lo mandano a casa?
Chiunque operi nelle scuole sa perfettamente queste elementari questioni. Perché i Dirigenti scolastici non spiegano al Ministro, evidentemente circondato da collaboratori così incompetenti, come stanno veramente le cose al riguardo?



I finanziamenti per l'attuazione dell'innovazione introdotti dalla legge delega sono determinati dalla stessa legge.
Per quanto riguarda le risorse, esse hanno consentito di integrare le dotazioni organiche della scuola primaria con 1.472 posti che consentiranno la formazione di un maggior numero di classi in conseguenza delle iscrizioni anticipate dei bambini e delle bambine che compiranno i sei anni entro il 28 febbraio 2004 e la diffusione dell'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria.


Il ministro parla solo delle iscrizioni anticipate ignora che anche la generalizzazione della scuola per l'infanzia, la generalizzazione della lingua inglese nelle prime due classi della scuola primaria e la seconda lingua nella scuola secondaria di I grado, costano come ben sa Tremonti!


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 Patrizia Pesaresi    - 17-06-2003
Sai qual è il guaio amico mio?
Donna Letizia non si è limitata a dire "c........e", le sta anche attuando