breve di cronaca
Sceneggiate in campo
Cub Scuola Torino - 05-06-2003



Tende e caffè, i professori occupano la scuola


Leggiamo oggi sui giornali che Luigi Catalano, il Direttore Scolastico Regionale, ritiene la mobilitazione dei docenti contro il decreto sfasciacattedre “strumentale” e che un autorevole dirigente sindacale definisce le occupazioni delle scuole una “sceneggiata”.

Abbiamo, finalmente, un Dirigente Scolastico che esercita senza limiti il potere accordatogli e che impedisce ai colleghi l’occupazione della sua scuola!

Una sola domanda ci permettiamo di porgli, visto che ha ritenuto di convocare il collegio docenti per quattro volte e l’ultima volta di sabato pur di vedere spesso i suoi docenti, cosa lo ha indotto a espellerli dall’Istituto?

Teme forse che rubino i gessetti?


COMUNICATO STAMPA

GLI INSEGNANTI DI ALTRI TRE ISTITUTI COMINCIANO OGGI L’OCCUPAZIONE E SI AGGIUNGONO A QUELLI DELLE CINQUE SCUOLE GIÀ OCCUPATE

LA CUB SCUOLA RISPONDE AL DIRETTORE SCOLASTICO REGIONALE LUIGI CATALANO E A CGIL, CISL E SNALS



Oggi inizia l’occupazione all’ITIS Peano ed al Liceo Artistico Cottini e, domani, all’ITIS Russel – Moro. La prima giornata di occupazione all’Amaldi, Copernico, Luxemburg, Romero, Sraffa ha visto una partecipazione ampia e iniziative culturali ben riuscite. In altre scuole si tengono assemblee aperte ai genitori ed agli studenti. Vivace anche la mobilitazione in difesa del tempo pieno e contro il maestro prevalente nelle scuole elementari.


Istituto tecnico commerciale Sraffa


“L’estensione della mobilitazione – rileva Cosimo Scarinzi, Coordinatore Provinciale della CUB Scuola – e la sua tenuta nel tempo, non dimentichiamo che in molte altre scuole prosegue il blocco delle adozioni dei libri di testo, dimostrano che siamo di fronte ad una mobilitazione seria e sentita dai colleghi.”


La CUB Scuola ritiene le recenti esternazioni di Luigi Catalano, Direttore Scolastico Regionale, secondo cui vi sarebbe un eccesso di docenti del 30%, preoccupanti e rivelatrici. Rispetto alle intenzioni del governo rispetto alla scuola pubblica oltre che infondate dal punto di vista statistico.
Quando Luigi Catalano parla di “riflessi sull’occupazione che incidono soprattutto sui precari”, sembra non essere consapevole che i nostri colleghi non sono “risorse umane” da usare a piacimento, ma persone che hanno maturato, negli anni, diritti e competenze.
La CUB Scuola ribadisce che la mobilitazione in atto ha due obiettivi:
· una gestione trasparente di quanto stabilito dalle recenti circolari della Direzione Scolastica Regionale e del Centro Servizi Amministrativi sugli organici, circolari conquistate con il blocco dell’adozione dei libri di testo, con la mobilitazione diretta dei colleghi e non certo grazie a trattative segrete;
· la critica alle misure imposte alla scuola pubblica dalla Legge Finanziaria e dalla Riforma Moratti.
Non vi è, con ogni evidenza, alcuna contraddizione fra le due questioni.

La CUB Scuola chiede ancora che gli incontri con la controparte siano condotti unitariamente e che siano sottoposti al controllo dei delegati di scuola. Se, come affermano, i sindacati istituzionali hanno operato ed operano per salvare le cattedre, non hanno alcuna ragione per farlo in maniera separata.
Infine, la CUB Scuola ritiene sconcertante e bizzarro quanto afferma Franco Coviello, segretario dello SNALS di Torino il quale sostiene che le occupazioni sarebbero “una sceneggiata” e lo invita a manifestare maggiore rispetto alle migliaia di colleghi che si sono mobilitati con il blocco delle adozioni dei libri di testo ed alle centinaia che occupano. Si può non condividere una forma di lotta ma non è un buon motivo per attaccarla.


Per la CUB Scuola
Mara Teresa Gianolio
Per informazioni 3298998546
Torino, 4 giugno 2003




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 Cosimo Scarinzi    - 05-06-2003
NOI, AVANGUARDIE COL REGISTRO


Scarinzi (CUB) Siamo pochi, ma la categoria è tutta con noi
I colleghi han capito e vogliono difendere la dignità professionale. È la prova generale della prossima sfida alla riforma Moratti


Marco Trabucco in “La Repubblica” 3 giugno 2003

È un Coordinamento delle rappresentanze sindacali di una cinquantina di istituti superiori, quello che ha fatto nascere la protesta contro il decreto delle 18 ore. Ne fanno parte esponenti di molti sindacati. Ma, come si sarebbe detto un tempo, il movimento è “egemonizzato” dalla CUB, “piccolo” sindacato di base. Sono stati loro a tessere la tela che porta oggi all’occupazione. Cosimo Scarinzi, docente del Liceo Umberto I°, della CUB è una delle anime.

Scarinzi, non siete un po’ pochi per occupare? Questo movimento è combattivo, certo. Ma partecipa solo una minoranza di professori.

“Chi occuperà rappresenta certo un’avanguardia. Ma il movimento è molto più ampio. Ormai sono decine le scuole superiore di Torino e provincia che nell’ultimo mese hanno approvato in collegio docenti documenti contro il decreto delle 18 ore e hanno bloccato l’adozione dei libri di testo. In più alla protesta delle superiori si è unita quella di molti docenti di elementari e materne, contro la riforma Moratti e l’abolizione del tempo pieno. Stiamo facendo un sacco di assemblee con i genitori su questo”.

Come mai sulle 18 ore per adesso si è mossa solo Torino?

“Ci sono proteste anche in altre parti di Italia. Qui però siamo partiti prima. Noi della CUB a Torino abbiamo messo in rete e distribuito, già prima delle vacanze di Pasqua, documenti in cui dimostravamo quanto fosse pericolosa per la scuola questa norma. È una nostra ossessione distribuire documenti, ogni tanto penso che sia inutile. Invece questa volta è servito: i professori hanno capito e la protesta nelle scuole è nata subito, spontanea”.

Che tipo di movimento è questo?

“Credo parta dalla motivazione che attraversa tutte le proteste degli insegnanti: la difesa della dignità professionale. Un tema che va al di là delle appartenenze politiche. In piccolo è la stessa cosa che era successa per il “concorsone” di Berlinguer: qui è stata messa in discussione la continuità didattica che è alla base dell’idea di insegnamento che abbiamo in molti. Poi c’è un ragionevole timore: quello di perdere il posto. Per la prima volta tra gli insegnanti si sta insinuando il dubbio che stiano togliendoci quella che era la nostra unica sicurezza. Questa norma fa sì che chi è di ruolo, magari da vent’anni, si trovi improvvisamente soprannumerario. E non è una bella sensazione anche se sa che, per ora, non sarà licenziato”.

Voi siete un piccolo sindacato. Quanti iscritti avete?

“Nella scuola a Torino circa quattrocento. Ma abbiamo l’8% delle RSU, quasi come la UIL”.

In cosa siete diversi dagli altri?
“Prima di tutto il nostro è sindacalismo militante. Tutti gli iscritti danno una mano, non si usa il sindacato come un’agenzia. Poi siamo di sinistra certo, ma senza collateralismo con i partiti. Voglio dire che se un preside di Rifondazione fa qualcosa che non ci piace gli piazziamo uno sciopero come a uno di destra. Alla base del nostro movimento c’è l’idea dell’unità dei lavoratori, rifiutiamo ogni logica corporativa o di categoria”.

E che rapporti avete con CGIL, CISL, UIL e SNALS?

“Su singoli problemi abbiamo anche manifestato insieme. Loro spesso ci propongono di collaborare, ma sempre sottotraccia, mai in modo pubblico. Poi nelle scuole o nelle trattative non ci riconoscono pari dignità. Comunque non ci perdiamo il sonno”.

Dove potrà arrivare questo movimento? Le vacanze sono vicine.

“Ridurre gli effetti della norma sulle 18 ore e salvare qualche centinaio di posti di docenti precari sarebbe un buon risultato. Soprattutto però può essere la prova generale per la mobilitazione dell’anno prossimo, contro la riforma Moratti”.

 La Repubblica    - 07-06-2003
TENDE E CAFFE', I PROFESSORI OCCUPANO LA SCUOLA


TORINO —Per ora sono pochi-—sei scuole a Torino e provincia, duecento professori — ma sono i pionieri di un nuovo modo di respingere al mittente un progetto di riforma che ritengono penalizzante per la qualità della scuola italiana. Pochi, ma orgogliosi e arrabbiati, che hanno preso sacco a pelo e montato le tende nel cortile deila scuola perspiegare a tutti, genitori, allievi e non addetti ai lavori, perché, a qualche giorno dalla fine delle lezioni, con pile di compiti da correggere e chilometri di registi da compilare, hanno deciso di occuparela scuola. Come hanno fatto tante volte, a torto o a ragione, i loro studenti. Ma come invece non accadeva da anni tra gli insegnanti.
La decisione di rompere il silenzio con un’iniziativa che non appartiene al Dna della classe docente è partitadaCub e Cobas, due delle sigle sindacali che non hanno firmato il nuovo contrattodilavoro. In poco tempo èperò diventata trasversale, ha coinvolto docenti iscritti ad altri sindacati e “Cani sciolti”.
La ragione che ha portato i duecento di Torino ad abitare la scuola notte e giorno, almeno fino adomanisera, è quello che loro chiamano il "decreto sfasciacattedere". La norma (contenuta nella Finanziaria 2003) che per risparmiare risorse obbliga tuttiidocenti delle superiori a 18 ore cattedra’.
Per chi non conosce il mondo della scuola può sembrare un’ ovvietà (18 ore di lezione alla settimana rientrano fra gli obblighi contrattuali degli insegnanti) ma la norma introduce invece una forma di rigidità paralizzante per lavita quotidiana degli istituti. Per spiegarlo gli arrabbiati docenti torinesi hanno disegnato cartelloni, preparato tabelle:
«Sono tabelle dadaiste — ironizzavano ieri i professori dell’istituto tecnico Sraffa di Orbassano —guardate a cosa ci costringono peralzareunpiccolo scudo in difesa della continuità didattica».
«Già oggi — dice Enza D’Ambrosio del tecnico commerciale Luxemburg di Torino — il nostro orario settimanale è di 18 ore. La maggior parte le facciamo in classe ma ne restano una o due che vengono utilizzate per le attività integrative o le supplenze brevi. E poi, in questo modo salta la continuità didattica, un principio cardine della scuola italiana». Aggiunge Anna Indiacolo del liceo scientifico Copernico: «Per completare l’orario settimanale di 18 ore gli insegnanti useranno spezzoni di cattedre. Così in molti casi gli studenti cambieranno docente ogni anno,in moltematerie». Ulteriori corollari della legge saranno poi la perdita secca di posti di lavoro, alcune centinaia solo in Piemonte, che non ricadranno su chi è in ruolo, ma andranno a colpire i precani. E la diminuzione degli insegnanti di sostegno per gli alunni disabii.
Occupano la scuola e intanto pianificano assemblee, organizzano cene e correggono i compiti in pubblico «Nessuno si rende conto di quante ore di lavoro servono per valutare le verifiche —dice CinziaBertolotto del Coperfico — e per preparare le lezioni».
Lezioni, che, comunque, in nessuna delle scuole occupate, sono state interrotte: «Siamo alla fine dell’anno e non vogliamo in alcun modo danneggiare i nostri studenti che anzi rischiano di essere le principali vittime di queste riforme — dice Alfredo Tassone, docente al Rosa Luxemburg — il nostro unico obiettivo è difendere la qualità della scuola pubblica». Mentre parla arrivano tre studentesse: «professore, se stasera ha bisogno di un caffè ci chiami, glielo portiamo subito. Ma per favore tenga duro».

Sara Strippou e Marco Trabucco

 Cub Scuola Torino    - 02-06-2003
Comunicato stampa
MOMENTI DI LOTTA

In otto scuole di Torino gli insegnanti iniziano l'occupazione.
Altre, forse, si aggiungeranno


"Era da circa dieci anni che non avveniva un fatto del genere e allora è capitato in una sola scuola di Roma - osserva Cosimo Scarinzi, Coordinatore Provinciale della CUB Scuola. Che gli insegnanti occupino le scuole non è certo un fatto usuale. D'altro canto - prosegue - decine di scuole hanno bloccato per settimane l'adozione dei libri di testo nonostante le riconvocazioni a raffica dei collegi docenti per le quali richiediamo la retribuzione dovuta, centinaia di colleghi hanno manifestato e bloccato il traffico davanti alla Direzione Scolastica Regionale, la tensione è alta".

La CUB Scuola sostiene la mobilitazione stabilita dal Coordinamento delle Scuole in Lotta contro la normativa sfasciacattedre e rileva che si sta allargando alle scuole medie ed elementari dove i colleghi sono preoccupati, principalmente, per l'attacco al tempo pieno che comporta l'applicazione della Riforma Moratti.

Le concessioni promesse dalla Direzione Scolastica Regionale del Piemonte sono, infatti, vaghe e, soprattutto, non comportano il ritiro della normativa sfasciacattedre.

Nelle scuole occupate sono previste assemblee aperte, conferenze, spettacoli, iniziative varie. Iniziative comuni con gli studenti ed i genitori sono in cantiere.

Per la CUB Scuola
Benedetto De Gaspari

Materiale utile: mozioni, comunicati stampa, volantini, verbali sono disponibili sul sito
www.cubscuolatorino.netfirms.com



  • L'I.T.I.S. "G. Peano" di Torino continua la sua protesta contro i tagli all'istruzione, che portano ad un netto peggioramento delle condizioni di lavoro per il personale della scuola, ad una perdita di posti in organico e ad un conseguente degrado della scuola pubblica.

    Mercoledì 4 giugno 2003, dalle ore 19.30 Assemblea aperta a tutti sul tema: L'istruzione è un diritto (perché non ci piace la riforma Moratti)

    Interverranno Adriano Ballone (membro della commissione Brocca) e Domenico Chiesa (presidente del CIDI), entrambi docenti del Peano.

    L'assemblea sindacale dell'I.T.I.S. "G. Peano"


  • LICEO SCIENTIFICO STATALE "N. COPERNICO" : DUE GIORNATE DI PROTESTA CONTRO L'ATTACCO SISTEMATICO ALLA SCUOLA PUBBLICA: 3 e 4 GIUGNO 2003 (a partire dal Decreto sugli Organici e dalla saturazione a 18 ore delle cattedre)

    "NOI INSEGNANTI DECIDIAMO DI PRENDERCI LA SCUOLA PER FAR EMERGERE IL LAVORO SOMMERSO, CONFRONTARCI E INCONTRARE GENITORI E STUDENTI PER DISCUTERE DEL FUTURO DELLA SCUOLA PUBBLICA" GRUPPI DI LAVORO aperti ai Mass Media, ai genitori, agli studenti

    MARTEDÌ 3 GIUGNO - 2003 MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2003 .
    - Dalle ore 14.00 alle ore 17.00 Autogestito Presso Sala insegnanti . "L'EMERSIONE DEL SOMMERSO: pubblica correzione di compiti.
    - Dalle ore 14.00 alle ore 17. Autogestito Presso Sala insegnanti . "COSTITUZIONE CATTEDRE": analisi dati, preparazione lucidi, proiezioni da utilizzare in occasione dell'Assemblea con le altre componenti della scuola. Responsabili: Urigu, Massirio .
    - Dalle 14.00 alle 18.00 "L'ANGOLO CREATIVO": preparazione materiale informativo : slogan migliori contro i provvedimenti e la riforma del Ministro Moratti.
    Responsabile: Surace, Sillitti Corridoio primo piano e/o labortatorio .........
    - "dalle 14.00 alle 17.00.PREPARAZIONE ASSEMBLEA CON GENITORI E STUDENTI":
    Responsabili: Bertolotto, Massirio, Negri........
    - ORE 18.00 Sala insegnanti . "RESOCONTO RIUNIONE DELLE ORE 15 CON RESPONSABILI DELLA DIREZIONE GENERALE REGIONALE": .
    - dalle 17.30 alle 19.30 Sala insegnanti . "ASSEMBLEA CON GENITORI, NON DOCENTI E STUDENTI": presso Auditorium DEL Liceo Copernico Responsabili: tutti i docenti disponibili.
    - dalle ore 15 alle ore 17.00 "CINEFORUM": proiezione film Aula Magna
    - Ore 19.30: "CENA AUTOGESTITA" CON I COLLEGHI DELL'ITC LUXEMBURG.
    - Dopo cena: discussione sulla riforma.


Torino, 30 maggio 2003