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Piazza della Loggia
Enrico Panini - 29-05-2003
La richiesta di giustizia che ancora oggi i cittadini di Brescia esprimono in Piazza della Loggia, a 29 anni da quel giorno in cui la mano fascista strappava la vita a Clementina, Luigi, Giulietta, Alberto, Livia, Euplo e Vittorio, rappresenta la forza della democrazia, la capacità di una città di costruirsi la propria memoria civile e la propria storia, che sono sempre consapevolezza del passato.



Oggi i lavoratori della scuola, quelli della Cgil Scuola che rappresento, sono qui con voi, in Piazza.

Oggi come quel giorno.

Siamo qui per riaffermare i fondamenti della convivenza e della cittadinanza. Per questi stessi valori noi operiamo tutti i giorni in una scuola che vogliamo capace di rispondere ai bisogni di conoscenza di tutte e di tutti, al grande desiderio di andare oltre lo sterile sommarsi dei dati, delle procedure. Nella scuola bisogna condividere, con gli altri, i perché dell’agire umano, confrontandosi nel tempo e nello spazio con le risposte abbozzate dall’insieme di quelle che nominiamo, appunto, civiltà.

Troncare questa ricerca è fascismo, escludere qualcuno indicandolo come nemico è razzismo. Altre parole il vocabolario della storia non ne ha mediate.

Chi in questi giorni sta operando, anche nella scuola, per promuovere la divisione sociale sulla base del censo si rende colpevole di costruire un contesto di impoverimento educativo, che avrà pesanti ricadute sugli stessi livelli di partecipazione alla vita sociale e democratica.

Le compagne ed i compagni assassinati quel giorno esprimevano, anche nel loro lavoro quotidiano, un progetto opposto a questo.

L’impegno di oggi nella ricerca della giustizia sta anche nel raccontare alle nuove generazioni la storia di chi in quegli anni progettava, sognandola ed impegnandosi quotidianamente, una scuola nella quale la voce degli studenti, la ricerca degli insegnanti venissero rispettate.

Questo come esito concreto di quanto, negli anni precedenti, le lotte degli studenti e di tutti i lavoratori avevano richiesto e che la violenza, la follia del terrore, cercava in ogni modo di arginare.

Sono molti in questo Paese i vuoti di conoscenza sul nostro passato, fra i più inquietanti certo quelli delle stragi.

Essi sono angoscianti al pari del vuoto lasciato dalle persone che con lucida coerenza, con la dolcezza della testimonianza di un impegno civile, conversavano quel mattino piovoso di maggio del loro lavoro.

Della loro assenza dovremo dare ragione alle nuove generazioni.

Enrico Panini
Segretario Generale Cgil Scuola

Roma, 28 maggio 2003

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 ilaria ricciotti    - 30-05-2003
In questa società di poteri, di mancanza di valori, si sta pensando un po' troppo a zappettare il proprio campetto e ci stiamo dimenticando di coloro che ci hanno permesso, donandoci la nostra vita, che ogni uomo per essere considerato tale deve lottare per affermare la propria dignità, cominciando, pur nella diversità, di rispettare gli altri, come ricordava Enrico.

 ilaria ricciotti    - 08-06-2003
E' alquanto scandaloso che tutti coloro che hanno da ridire su un contratto che rifiutano, non abbiano da spendere due parole per ciò che è avvenuto a Piazza della Loggia! Forse ci siamo dimenticati troppo presto di un fatto tanto orribile? O, forse siamo, come ho già espresso troppo impegnati a pensare soltanto ad un presente che è molto triste, troppo triste, per essere continuamente "cantato"?