breve di cronaca
Il G8
Rolando A. Borzetti - 29-05-2003

Si svolge in Francia a Evian dal 1 al 3 giugno.
Quest'anno, gli Otto Grandi hanno invitato al loro banchetto 12 paesi (tra cui Cina, Messico, Brasile, Nigeria, Egitto, Arabia Saudita), oltre alla Svizzera che come paese limitrofo collabora all'organizzazione del vertice.
In questo summit, in realtà un G21, che nasce all'insegna dell'antiterrorismo come "legittima" pratica di governo imposta da Bush ai non alleati dell'ultima guerra in Irak, si parlerà del NEPAD (New Partnership for African Development), un accordo che affida lo sviluppo dell'Africa agli stessi G8 che l'hanno depredata.
Evian è chiusa a nord dal lago Lemano (quello di Ginevra) e a sud dalle montagne. Ma trattandosi di un paesino, non può alloggiare le delegazioni diplomatiche, che verranno distribuite tra Ginevra e Losanna, vicine a Evian ma in territorio svizzero.

Come in tutti i vertici internazionali, anche in questo caso migliaia di manifestanti da tutta l'Europa convergeranno nella regione per protestare contro un summit illegale e isolato da chi ne subisce le decisioni. Ma per la particolare situazione geografica, raggiungere Evian è impossibile. Le manifestazioni si svolgeranno quindi tra Losanna, Ginevra e Annemasse, in Francia ma a pochi km da Ginevra. Per Tenere sotto controllo queste manifestazioni sono stati mobilitati 25000 tra poliziotti e soldati. Non soddisfatte, le autorità hanno chiesto rinforzi alla Germania, che invierà 1000 agenti.

Si inizia a Losanna giovedi pomeriggio 29 maggio, a ridosso della zona rossa. Venerdi 30 una carovana in bici arrivera' da Berna a Losanna, e a Ginevra si manifestera' contro WTO, WIPO e IOM. Sabato sera, 31 maggio, tutto il perimetro del lago tranne Evian sarà illuminato da falò per il "Fuoco al lago!". Domenica 1 giugno due manifestazioni si incontreranno alla frontiera partendo da Ginevra e Annemasse. E il pomeriggio la zona rossa di Losanna verrà bloccata per ostacolare le delegazioni dirette a Evian. In tutte e tre le località in cui si svolgerà, la protesta sono previsti Villaggi alternativi.

Approfondimenti su uno degli attori del prossimo G8 : il nepad

il Nepad si propone come il mezzo attraverso il quale risolvere i problemi dell'africa, invece...

Il NEPAD (New Partnership for Africa’s Development) nasce nel 2001 dalla fusione del Millennium Partnership per il rinnovamento dell'Africa (MAP) e dal Piano Omega, promossi rispettivamente dai Presidenti di Sudafrica, Algeria e Nigeria e dal Presidente del Senegal.

Il NEPAD ha come obiettivi:

- Promuovere una crescita accelerata e uno sviluppo sostenibile
- Sradicare la povertà
- Arrestare la marginalizzazione dell'Africa nel processo di globalizzazione economica


Appoggiato dai paesi membri del G8 durante il vertice di Genova, il NEPAD e' stato al centro dell'incontro del 2002 in Canada (sempre del G8).
La proposta dei paesi promotori era quella di riuscire a creare in Africa una situazione politica favorevole agli investimenti da parte di "privati" principalmente stranieri, investimenti che dovrebbero essere nell'ordine di 64 miliardi di dollari l'anno, tali da innescare uno sviluppo dell'economia africana del 7% annuo al fine di contrastare fame e povertà
Alla fine del meeting, nel documento finale, i paesi membri del G8 di limitano a fare promesse vaghe senza, di fatto, dare un appoggio concreto alla proposta.

Il NEPAD ha raccolto una serie di programmi e concetti gia' visti nella Banca Mondiale e nel Fondo Monetario Internazionale dando un nome nuovo a vecchie idee, proponendo in pratica come risoluzione dei problemi del continente africano le politiche neo-liberiste che lo hanno trascinato alla deriva.

Critiche molto aspre sono state mosse al NEPAD, in testa il Consiglio per la ricerca delle scienze sociali e dello sviluppo ed il Network Terzo Mondo-Africa che hanno stilato un documento chiamato "Dichiarazione sulle sfide dello sviluppo africano" che boccia senza appello le pratiche che vengono proposte per risolvere i problemi africani. In primis accusano il NEPAD di ridurre le economie africane a semplici esportatrici di materie prime ed importatrici di manufatti, si accusa, inoltre, il fatto che questo piano di recupero è appoggiato da una elitè e che, di fatto, viene imposto alla popolazione africana.
Associazioni come Amnesty international e Oxfam denunciano anche il fatto che mentre si pensa a come rendere l'Africa un mercato fruttuoso per le multinazionali, questioni come la battaglia all'AIDS, alla TUBERCOLOSI, il controllo della vendita di armi ai paesi africani, l'alfabetizzazione siano problemi passati in secondo piano.


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 Rolando A. Borzetti    - 03-06-2003
"I G8 ad Evian non hanno onorato le proprie responsabilità verso l'Africa": così l'organizzazione internazionale "Azione Aiuto" (ActionAid) ha commentato i risultati politici del vertice di Evian. "L'Africa sta cercando di risolvere i suoi problemi - dichiara Abimbola Akinyemi di ActionAid Nigeria - insieme ai G8. Ma quello che l'Africa ottiene da questo Summit sono solo nuove condizioni per l'aiuto e assegni postdatati" Azione Aiuto spiega che entro il 2006 sono stati previsti 6 miliardi di dollari in aiuti addizionali per l'Africa, secondo gli accordi raggiunti l'anno passato nella conferenza per la finanza per lo sviluppo delle Nazioni Unite. Tuttavia questo impegno, secondo l'organizzazione umanitaria, corrisponde solamente ad una frazione dei 20-25 miliardi di dollari di cui l'Africa ha bisogno ogni anno per raggiungere i "Millennium Development Goals", gli obiettivi di sviluppo concordatati in seno all'Onu. "Le Nazioni Unite - si legge in un comunicato di ActionAid - stimano che almeno 10 miliardi di dollari all'anno siano necessari per combattere l'HIV. E all'Africa è ancora impedita la possibilità di importare medicine generiche ad prezzo più conveniente. La Gran Bretagna e l'Italia - prosegue il documento - invece di aggiungere altre risorse per il Fondo, hanno annunciato nuovi contributi che dilazionano l'erogazione su diversi anni". Nel frattempo gli osservatori di ActionAid denunciano l'assenza di progressi sulla questione del debito estero dei paesi impoveriti, a cui si aggiunge un silenzio totale sulla questione dell'educazione, che sarebbe il più vicino fra i Millennium Development Goals.

 Vita non profit    - 03-06-2003
G8: dal vertice impegni deludenti

di Luca De Fraia
03/06/2003

La competizione fra i leader del mondo per diventare i campioni nella lotta all'HIV ha portato ad un risultato deludente

La competizione fra i leader del mondo per diventare i campioni nella lotta all'HIV ha portato ad un risultato deludente: nella migliore delle ipotesi, potremo contare su $2 miliardi all'anno aggiuntivi per il Fondo Globale per la lotta all'HIV, Tubercolosi e Malaria. Il Fondo rimarrà largamente sotto finanziato: entro il 2008, mancheranno $29 miliardi per arrivare ai $42 necessari. I G8 ancora una volta non passano dalle promesse ai fatti: questo è quanto denunciato Azione Aiuto e ActionAid Alliance sulla base del rapporto Un Fondo per la Vita! Il G8 e il Fondo Globale, lanciato con BONO a Torino in occasione del World Political Forum del 19-20 maggio. Secondo le Nazioni Unite sono necessari dagli 11 ai 15 miliardi di US$ all'anno per combattere AIDS, Malaria e Tubercolosi. Fino ad oggi il Fondo ha erogato solo 20 milioni di US$ dei 1,5 miliardi allocati per i primi progetti. Il Fondo Globale ha immediato bisogno di: * più risorse addizionali: denaro in più, non trasferito da altri progetti di aiuto; * maggiori finanziamenti per garantire l'accesso ai farmaci "allunga vita" a tutte le persone malate: la salute è un diritto, non un bene di consumo; * più voce alle comunità e alle persone malate di AIDS, perché possano prendere parte attiva alle decisioni che le riguardano. "Non possiamo essere soddisfatti dell'annuncio del Presidente Bush -dichiara Bimbola Akinyemi, di ActionAid Nigeria- che ha lanciato un piano per $15 miliardi nei prossimi cinque anni. Sono risorse consistenti ma i 2/3 saranno spesi unilateralemente,a beneficio delle imprese americane, secondo la politica tradizionale degli USA. Per combatter l'HIV è necessario un sforzo collettivo della comunità internazionale; la scelta di Bush, se confermata dal Congresso, porterà a nuove pressioni sui in paesi va di sviluppo, che saranno costretti ad accettare i brevetti sui farmaci e l'uso degli OGM" Il rapporto evidenzia inoltre la contraddizione relativa all'impegno del settore privato. Il Fondo è nato come una partnership pubblico-privata e le aziende hanno diritto di voto all'interno del suo Consiglio Direttivo. Ad oggi però il contributo delle aziende è quasi inesistente: lo 0,05% dei finanziamenti totali. I fondi provengono da Eni, Statoil e Winterthur; il totale di queste donazioni equivale a quanto donato personalmente da Kofi Annan, da D. Fernandez, da un gruppo di privati cittadini di Taiwan e da quanto raccolto durante una partita di beneficenza del Real Madrid.



 ilaria ricciotti    - 13-06-2003
Cosa vuol dire G8 se si leggono" i Diritti Universali Delle Donne e Degli Uomini"? Chi ha inventato questo patto che sa di triplice alleanza se poi, di fatto, il G8 serve soltanto a differenziare i popoli e a non riconoscere le loro storie, la loro civiltà o a non aiutarli disinteressatamente per risolvere i loro problemi? Certa storia non cambia mai: con il Congresso di Vienna si sancì la Santa Alleanta, nei tempi moderni si è sancito IL G8. G8 che sta, come dicevo imponendo al mondo le sue voglie, le sue regole ed un suo sistema verticistico basato sulla legge del più forte.
"I popoli deboli" europei,africani, asiatici, americani ringrazieranno questi signori per ciò che decideranno per loro.