Formazione Oh! Oh!
Vittorio Delmoro - 30-05-2003
Sono stato indicato con mia grande meraviglia (ma era solo perché il mio dirigente era arrivato in fondo alla lista senza raccattare alcuna disponibilità) a fare il referente per la scuola elementare del mio istituto alla prima fase del Piano di Formazione sulla Riforma. Ho accettato senz’altro, precisando che sarei andato all’incontro provinciale per fare più casino possibile (nei limiti della legalità, s’è raccomandato il dirigente).

L’ho fatto; nel senso che fin dall’inizio, proprio prima che cominciassero le relazioni, ho chiesto la parola ed ho esposto il documento che avevo consegnato poc’anzi al tavolo, da cui emergeva sostanzialmente che ci trovavamo lì a rischio di illegittimità e per di più per la solita mancia d’accattonaggio.

Consensi e anche un po’ di stupore da parte degli insegnanti più giovani, convinti di prendere parte ad un’occasione elitaria, piuttosto che al solito rendez-vous dei soliti quattro gatti che da anni si fanno carico di tutte le incombenze che arrivano dall’alto.

Prima ancora dell’inizio una collega commentava comunque che la riforma non è puntuale e poggia su fragili basi, visto che si era quasi ad un’ora di ritardo ed appena il primo relatore ha appoggiato la mano sul tavolo, questo si è paurosamente inclinato, minacciando di franare con tutto il suo carico tecnologico sui piedi della prima fila.

Seppure in ritardo, seppure con tutta la cautela corporea possibile, sono alfine partiti; un folto gruppo di ispettori e dirigenti (e qualche insegnante di supporto), tutti protesi ad informarci. Perché di questo si trattava : informarci, non formarci – giammai – e chi aveva scritto la circolare intestandola Piano di Formazione, aveva sbagliato, perché quello era solo il modulo 0 (zero) di un piano di informazione, essenzialmente sulla legge 53 (di cui nelle successive 7 ore non si è più parlato) e sulle Indicazioni e Raccomandazioni bertagnesche su cui si era avviata la famosa sperimentazione delle 251 scuole.

La cosa che ho percepito subito e che ha fatto da sfondo a tutta la giornata è stato il palpabile imbarazzo con cui tutta la schiera relatrice affrontava l’argomento riforma : nessun entusiasmo, nessuna esposizione convinta, solo un atteggiamento neutrale e l’affabilità di chi si sente designato ad un compito per lo più burocratico ed amministrativo.

Ad eccezione dei quattro dirigenti e codazzo di insegnanti delle scuole sperimentatrici; loro sì entusiasti : abbiamo fatto questo e quello, ci siamo organizzati così e cosà, è stato difficile, ma siamo tanto soddisfatti.

Compresenze? Prima c’erano, ma abbiamo dovuto utilizzarle diversamente.

Tempo pieno? Sì, ma ci siamo dovuti organizzare con qualche sabato lavorativo.

Laboratorio di informatica? Sì, i bambini hanno colorato le figure con Paint.

Piani personalizzati e portfoli? Sì, uno per ciascun bambino.

Numeri? Una prima di 12 alunni, un’altra di 15, massimo una da 19.

- Ma i genitori sono stati tanto contenti – ha detto il tutor a 20 ore (su 27) – perché hanno capito che finalmente c’è qualcuno che si prende cura dei propri figli.

Punti deboli? Alcuni : la confusione iniziale, le difficoltà della formazione (la mole dei materiali, l’accesso a Punto.edu), l’impegno profuso; ma anche tanta soddisfazione.

Continuerete? Certo!

Già da ottobre avevo previsto che la sperimentazione avrebbe prodotto questi risultati, sulla base di semplici deduzioni di carattere psicologico-sociale; sono pertanto contento di come le cose sono andate : del tutto indipendenti dalla riforma.

L’unico aspetto su cui mi propongo di riflettere (in seguito) è la supposta soddisfazione delle famiglie.

Conclusioni.

La platea ha esposto i molti dubbi che l’attanagliano, dagli orari all’organico, dal tutor all’autonomia, ottenendo risposte che fatalmente finivano sempre allo stesso punto : molte cose devono essere ancora decise, noi possiamo solo farvi conoscere i documenti ufficiali e comunque potrete presto accedere tutti a Punto.edu, dove troverete le risposte a tutte le vostre domande; andate e portate la buona novella ai vostri colleghi.

Ce ne siamo andati scrollando la testa e per quanto mi riguarda la novella che porterò sarà tutto fuorché buona : un ordine del giorno in cui si rifiuta il Piano di Formazione.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 30-05-2003
Mi meraviglia, caro Vittorio che tu speravi di recepire qualcosa di diverso dai vari luminari, anche se eri partito un po' vaccinato alle argomentazioni di questo incontro. Ti ringrazio comunque per aver riferito ciò che tu ed altri avete vissuto : un incontro in cui forse è emerso sostanzialmente uno spot " questa controriforma s'ha da fare", punto.

 valeria gatti    - 02-06-2003
Leggo in questo articolo impressioni simili a quelle riportate anche dalla mia collega ( siamo in prov di Ancona), che è andata al così detto corso di formazione. E' tornata con molti interrogativi in più di quando è partita. Noi aspettavamo il suo ritorno per essere illuminati, ma ... Comunque il nostro capo ha detto che lui ce l'ha già le idee chiare... sul tutor, sui responsabili di laboratorio ed ha ipotizzato anche la possibilità di insegnanti che dovranno fare dieci ore di mensa. bella questa scuola!...