breve di cronaca
Elementari, il sussidiario va in pensione
Corriere della Sera - 30-05-2003



Il pedagogista: «I bambini imparano attraverso tv, Internet, viaggi: le nozioni non bastano più». Preoccupati gli editori



ROMA - Il vecchio sussidiario, dopo più di un secolo di onorata carriera, dopo aver introdotto alle conoscenza delle discipline decine di generazioni di studenti tra gli 8 e i 10 anni, andrà in pensione. Va al macero una sorta di monumento dell’istruzione elementare, un testo - spesso l’unico disponibile nelle famiglie - sul quale si è sviluppata la cultura del nostro Paese. E viene sostituito da un altro tipo di testo. Nell’era della comunicazione globale il sussidiario era diventato uno strumento obsoleto.

«Il problema maggiore oggi - spiega il pedagogista Benedetto Vertecchi - non è tanto fornire le conoscenze, quanto organizzarle». Il ministero dell’Istruzione, unico committente e acquirente dei libri scolastici per le elementari, pochi giorni fa ha chiesto agli editori di produrre un nuovo tipo di testo per le terze, quarte e quinte classi. Non più un contenitore di singole materie - storia, geografia, scienze e grammatica - ma un insieme di unità di apprendimento realizzate attraverso un intreccio di discipline. L’obiettivo principale non sarà quello di fornire nozioni, piuttosto di insegnare ai bambini a collegarle tra loro

Si tratterà di testi meno complicati, più a misura di fanciullo, sostengono gli esperti: le ultime generazioni di sussidiari hanno finito col dare un’eccessiva importanza alle discipline a scapito della semplicità. Gli editori scolastici, presi alla sprovvista - è tutto da inventare o quasi - sono piuttosto preoccupati e si sono riservati una risposta. Le redazioni dovrebbero completare il lavoro entro gennaio, affinché i nuovi libri possano essere adottati per l’anno scolastico 2004-05, quando la riforma coinvolgerà gli ultimi tre anni delle primarie, come si chiamano oggi le ex elementari. Sempre che i tempi annunciati siano rispettati.

L’impresa non si annuncia facile. Per quanto riguarda invece la prima, ma soprattutto la seconda classe, lo studio dell’inglese, che costituisce una delle principali novità della riforma la cui partenza è prevista dal mese di settembre, sarà supportato dalla produzione parascolastica a carico delle famiglie. I libri non sono ancora pronti. Per le nuove tecnologie, altra novità in vigore dal prossimo anno scolastico, il ministero potrebbe ricorrere alla tv e produrre in proprio dei moduli.

«Credo che il sussidiario, nella sua forma tradizionale - continua Vertecchi - abbia risposto alle esigenze di un Paese culturalmente deprivato, al primo livello di alfabetizzazione. Era spesso l’unico libro che entrava nelle case». «Si deve tenere conto - osserva il pedagogista - che oggi i bambini dispongono di una quantità di mezzi di informazione e quindi la funzione enciclopedica del sussidiario è superata. Conta molto di più, invece - conclude il docente - la capacità di un libro di uso didattico di produrre una rete organizzativa delle conoscenze: un bambino oggi apprende attraverso internet, la tv, ha esperienze formative con i genitori, viaggia. Insomma lo spazio delle materie tradizionali non è più solo uno spazio di documentazione ma diventa uno spazio concettuale di organizzazione».

Sull'argomento, l'intervista a Luciano Corradini, sempre dal Corriere della sera





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