A proposito delle 18 ore
Patrizia Lepri - 27-05-2003
Concordo con la protesta del Neumann ed invio il documento approvato da genitori, docenti e personale Ata nella riunione dell'8 maggio presso il Liceo Scientifico Nomentano di Roma

In data 8/05/2003 l’ASSEMBLEA dei genitori con il corpo docente e il personale ATA, preso atto di quanto esposto dai rappresentanti delle RSU-Nomentano, indica come operatività immediate la maggiore sensibilizzazione da parte di tutti i genitori e la sottoscrizione del documento di seguito allegato


DENUNCIA


i gravissimi danni che derivano dall'insieme della politica scolastica, leggi e provvedimenti governativi, che riguardano l'organizzazione, la didattica e, più in generale, la realizzazione delle finalità che la Costituzione della Repubblica assegna alle istituzioni scolastiche.

I tagli alla scuola, indotti dalla legge finanziaria 2003, riducono, in alcuni casi in maniera drastica, gli organici dei docenti e degli A T A provocando un reale peggioramento dell ' offerta formativa nel suo complesso, e delle condizioni lavorative -senza contropartite salariali -per i lavoratori della scuola. In particolare dell ' art. 7 della legge finanziaria 2002, prevede la riorganizzazione dell ' orario di cattedra, riconducendo tutte le cattedre a 18 ore di insegnamento. Tale disposizione, proponendo abbinamenti legati ad una logica puramente matematica di calcolo orario, implica la destrutturazione di gran parte delle cattedre ordinarie con effetti devastanti particolarmente nel Liceo Scientifico. La trasformazione delle cattedre ordinarie in cattedre orario causa il venir meno di uno dei cardini del sistema: la continuità didattica dei docenti sui vari corsi.

L'ASSEMBLEA RILEVA

che i provvedimenti finanziari adottati da questo governo, nei confronti della scuola pubblica, sono dettati solo da finalità ragionieristiche, ispirate a motivazioni economiche discendenti, peraltro, da scelte programmati che molto discutibili. A fronte di risparmi irrisori nel bilancio dello stato italiano, i danni si profilano incalcolabili.

L'ASSEMBLEA INOLTRE

NOTA



che i tagli del governo non sono stati applicati al settore della scuola privata. Risulta quindi ancora più incomprensibile, la motivazione della scure che si è abbattuta sulle scuole statali, visto, tra l'altro, che tra il 2001 e il 2003 il numero degli alunni delle scuole statali è cresciuto del 19%, mentre si è registrata una diminuzione di 8.725 posti di insegnamento (da 755.880 a 747.155). A fronte di tale drammatica situazione. l'Assemblea

FA APPELLO

A tutte le istituzioni scolastiche affinché le diverse componenti si attivino in tutti i modi possibili per chiedere con nettezza al governo di modificare i provvedimenti economico-finanziari che producono le riduzioni d'organico.
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