Non è un buon contratto!
Gianni Mereghetti - 21-05-2003
Carissimo Omer Bonezzi,
non mi pare che quello firmato da ministro e sindacati scuola sia un buon contratto, anzi! Si tratta di un contratto che conserva lo status quo soprattutto per quanto riguarda il corpo docente, che rimane ancorato ad una concezione impiegatizia della sua funzione, nonostante le dichiarazioni d’intenti.
Del resto se si va a vedere il profilo professionale del docente, definito all’art. 25, non può non destare qualche preoccupazione il fatto che libertà di insegnamento e responsabilità professionale non siano nemmeno citate tra le caratteristiche del profilo, quando la realtà quotidiana del lavoro scolastico le richiede in modo imprescindibile. Che il ministro se ne sia dimenticato, dopo aver promesso una riforma nella direzione della libertà, qualche interrogativo lo pone; del resto lei stesso s’è accorto che questo contratto non è coerente con i principi della riforma Moratti!
Non è un buon contratto, perché la professionalità docente rimane una parola vuota, non mette i docenti nelle condizioni di diventare i protagonisti della riforma e perpetua un’immagine statica dell’insegnante, senza introdurre né elementi di valorizzazione dell’attività di insegnamento, tanto meno di carriera
Quanto all’aumento economico certamente è significativo, anche se l’obiettivo dello stipendio europeo è ancora distante anni luce. Però, mi lasci dire, il modo con cui viene affrontato l’aspetto economico è ancora una volta quello dell’egualitarismo che tanto male ha fatto alla scuola. Non sarebbe ora di introdurre degli elementi di merito, valorizzando le capacità professionali dimostrate sul campo, o dobbiamo continuare a credere che gli insegnanti siano tutti uguali?

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 Ettore Martinez    - 25-05-2003
Certo che non pare sicuramente un bel contratto, ma non proprio nel senso che intende il buon Mereghetti, più attivo di un certosino e più realista del re nell'invocare ulteriori demolizioni ai anni della Scuola Pubblica e in fondo la fine della Libertà d'Insegnamento -perché questo significa l'insegnante "professionista" sostanzialmente eterodiretto di cui vanno sognando i corifei ultraliberisti della Moratti.

 Michele Kodric    - 25-05-2003
Sono d'accordo, inoltre se è o no un buon contratto dipende :
per qualcuno è senz'altro un buon contratto?
Ad esempio per i D.S.G.A.(gli ex Segretari) che sono ancora per la maggior parte dei diplomati e si troveranno a fine carriera(35 anni, Tabelle alla mano) a percepire 147 euro in più rispetto ad un docente laureato (che deve sempre integrarsi gli anni della laurea spendendo soldoni!!).
Se è un premio per il maggior lavoro nelle Istituzioni Scolastiche dopo gli accorpamenti, mi va bene, ma dove sono gli aumenti EUROPEI per i docenti ?
Forse si attende l'ingresso in Europa dell' Albania per questioni di medie...?
CONTRATTI SEPARATI!!!

 Tonet Aldo    - 27-05-2003
Condivido il suo punto di vista. Il contratto di categoria mantiene ancora le proprie schifezze. Sembra che la professionalità del docente sia qualcosa di scandaloso perchè contrapposta al falso egualitarismo che tanti danni ha fatto alla scuola. E' evidente che il prezzo politico che la sig.a Moratti ha pagato è molto alto. Ma se le cose stanno così, allora non si doveva promettere un contratto separato per gli insegnanti. Non si trattava mica di fare la rivoluzione. Si trattava solo di essere consapevoli che la scuola è fatta dai docenti e non da altre categorie. E il prossimo passo?

 Giorgio Di Sacco    - 28-05-2003
Secondo i firmatari del nuovo contratto la funzione primaria della scuola consiste nel rilasciare documenti, amministrare i bilanci, indire gare d'appalto ecc.; mentre secondaria risulta la funzione dell'insegnamento. Infatti i dirigenti dei servizi amministrativi (già segretari) hanno avuto un aumento tale da scavalcare nella retribuzione massima i docenti della scuola media superiore.
Non si tratta tanto di scatenare una guerra tra poveri, quanto piuttosto di evidenziare il punto di vista nascosto dei sindacati e dell'Amministrazione.
Non voglio negare la funzione importante degli amministrativi, ma reputarli più importanti dei docenti equivarrebbe a privilegiare, all'interno delle forze armate, gli addetti alla logistica rispetto alle truppe di prima linea. Gli insegnanti stanno sulla linea di fuoco, gli amministrativi no. Questi ultimi servono da supporto ai primi (oltre che agli studenti) e non il contrario.
Giorgio Di Sacco
La Spezia