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Bambini in pericolo
Save the children - 20-05-2003
Iraq, riaprono le scuole ma per Save the Children il vuoto di potere alimenta sequestri e abusi sui bambini


Save the Children denuncia nuovi gravi problemi per l’infanzia irachena. “Lo scorso 5 maggio – afferma l’organizzazione - sono finalmente riaperte le scuole e si calcola che un terzo dei bambini iracheni sia tornato sui banchi. Il clima è molto teso: gli insegnanti non vengono pagati da marzo e non è ancora stato stilato il calendario delle lezioni e degli esami”.

L’attuale vuoto di potere, legge e ordine e la completa assenza di un corpo di polizia, espone soprattutto le bambine a rischio di abusi e violenze. A Baghdad numerose bambine sono state rapite all’uscita di scuola e violentate. Dichiara il direttore di Save the Children Italia, Angelo Simonazzi: “Save the Children ritiene che le forze occupanti debbano istituire al più presto una forza di polizia che garantisca una protezione adeguata e imparziale. E’ altresì necessario istituire un sistema giudiziario che vigili sul rispetto dei diritti umani e aiuti gli adulti e i bambini che hanno sofferto violenze fisiche e sessuali. Soltanto l’Onu ha l’autorevolezza, la legittimità e le competenza adatte a gestire la transizione verso un nuovo governo democratico”.

La situazione sanitaria è ancora grave. “A Bassora – spiega Save the Children - l’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato 18 casi di colera. 45 quelli ancora non confermati. Dal 1991 il colera ha colpito tutto il Paese, soprattutto le aree rurali, con punte più gravi di diffusione nel periodo tra aprile e novembre. I danni alle strutture idriche portati dalla recente guerra hanno esacerbato la situazione. Particolarmente grave la mancanza di cloro: l’unica fabbrica irachena che lo produceva è stata distrutta e le scorte sono state saccheggiate. Una task force anti colera è stata istituita a Baghdad. A Bassora il 70% delle cliniche sono state danneggiate e saccheggiate. Save the Children sta lavorando per portare un aiuto concreto a queste strutture sanitarie. Nella città migliora la situazione idrica: le scorte d’acqua per abitante sono aumentate da 15 a 20-30 litri. Il depuratore dell’aeroporto (che copre il 60% del fabbisogno idrico di Bassora) lavora ancora al 50% in seguito ai danni della guerra”.

Save the Children ha al momento propri uffici a Erbil, Suleimaniya, Dahuk, Kirlul, Baghdad e Bassora. Si prevede di aprire nuovi uffici entro le prossime due settimane anche nelle province di Najaf e Kerbala. L’organizzazione sta realizzando inchieste sulla situazione alimentare a Baghdad, Mosul, Kirkuk e altre zone del Nord Iraq. Nella capitale, Save the Children sta organizzando attività ricreative e progetti di sviluppo per i bambini dei quartieri poveri di Shu’lah e Dora.

continua
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