breve di cronaca
Se n'è andato Luigi Pintor
Marino Bocchi - 17-05-2003

"Una vita per rendere più libera la sinistra" È morto oggi a Roma Luigi Pintor. L'intellettuale da sempre simbolo dell'eresia comunista. Il giornalista aveva 78 anni ed era ammalato da tempo. Deputato, è stato tra i fondatori del quotidiano 'Il Manifesto".
L'Unità




Pintor era un intellettuale intransigente ma non settario, ancorato agli ideali ma dedito al dubbio, curioso del nuovo. In lui convivevano rigore e passione, binomio sconosciuto ai moderni leader della sedicente sinistra.
Mai opportunista ma disponibile al dialogo. Veniva da una vicenda privata e politica lacerante, accettava la sua sofferenza con molta dignita'. Ha vissuto il declino della sua parte politica con amarezza. I suoi articoli sul Manifesto degli ultimi anni sono contrassegnati da un pessimismo cosmico, irrimediabile. Pero' in piazza era sempre li', al fianco della protesta sociale, sempe pronto a cogliere nuove occasioni di speranza. Era un eretico, lo e' stato sempre, anche quando era un funzionario del PCI.
Intellettuale scomodo, di una razza estinta. Non amava le novita', doveva prima metabolizzarle. Quando ci riusciva, spesso si ricredeva, riconoscendo di avere sbagliato. Di sicuro non credeva al nuovo per il nuovo. E non gli piacevano le mode, i travestimenti futili, la riduzione delle idee a merce e spettacolo da Maurizio Costanzo show . Scriveva da Dio. Avendo subito sulla propria pelle la brutalita' del nazifascismo, oltre che una chiara scelta politca l'antifascismo era per lui una dimensione fisica, esistenziale, la cifra di tutti i suoi ragionamenti. Sapeva davvero indignarsi, non fingere indignazione. Aveva una dimensione etica profonda, unica. L'ha ucciso un male incurabile ma credo che si fosse semplicemente rotto di assistere a questo scempio, costituito da un peronismo berlusconiano a cui la sinistra riesce solo a contrapporre un estremismo parolaio, da moderati. Avendo accettato, del berlusconismo, le idee e lo stile. Un po' come chi, di fronte ad una costruzione abusiva, non si scandalizza per questo fatto ma perche' e' brutta e non gli piace il colore. Riusciva a dar corpo, in senso letterale, alle idee: i suoi ragionamenti erano sempre circostanziati, mirati, direttti, mai generici o demagogici. "La sinistra italiana che conosciamo e' morta": cosi' iniziava il suo ultimo editoriale uscito sul Manifesto del 24 aprile. Io so che domattina Vauro fara' la piu' bella vignetta della sua vita.


In onore a un uomo "contro", Roalndo Borzetti ha raccolto alcuni suoi articoli, che puoi leggere qui:
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 ilaria ricciotti    - 18-05-2003
Luigi Pintor, anche se non è più tra noi, ci lascia la sua dignità di Uomo, di vero Politico, di Cittadino attento, appassionato e combattente per tutto ciò che aveva il sapore di ingiusto, di disonesto, di illegittimo, di personale e di disumano.
Requisiti questi molto rari nei politici appartenenti ai tempi moderni.
Luigi Pintor

Da un Grande si imparerà e non lo si potrà mai dimenticare,
Un piccolo grande non lascerà niente di sè...
se non la voglia di volerlo ad ogni costo cancellare.
Perchè?
Perchè non ci ha arricchito dentro...
ma,
ha tentato in tutti i modi di farci del male.