Mobbing e altre cronache
Marino Bocchi - 08-02-2001
BESS
La Repubblica, supplemento Affari e Finanza, 5 febbraio

Anche Internet ha il suo Grande Fratello. Si chiama 'Bess' e scruta 24 ore su 24 i percorsi scelti sulla rete dai teenager americani. E' un software operativo, creato dalla azienda statunitense N2H2, utilizzato nelle scuole e nelle biblioteche per controllare che i giovani non finiscano con il mouse del computer su siti 'inopportuni'.
Una sorta di guardiano elettronico, capace di registrare fedelmente tutte le pagine web visitate dai ragazzi e tracciare così una mappa fedele dei loro gusti e delle loro passioni.
Manna dal cielo per i consulenti di mercato delle principali aziende a stelle e strisce, decise ad aprire il portafoglio solo per offerte mirate 'a colpo sicuro' e per la compagnia produttrice del programma, in grado così di 'vendere' le preziose informazioni.
Per la cifra di 15.000 dollari all' anno riporta il sito di CNBC gli operatori di mercato possono ottenere dettagliati rapporti mensili sui 'Class Click', ovvero le pagine elettroniche visitate dai ragazzi durante le ore scolastiche e dati aggregati sull' età e la provenienza dei giovani navigatori, oltre all' individuazione geografica del server utilizzato.


7 IN CONDOTTA
La Stampa, Cronaca di Genova, 5 febbraio

Una bambina di quasi undici anni, che frequenta la prima media a Mele, comune alle spalle di Genova, è stata ricoverata al Gaslini diversi giorni (è stata dimessa venerdì scorso) per «stress da scuola», forse anche «mobbing».
Non faceva parte del gruppo leader della classe, era forse più debole degli altri compagni. E’ stata messa in mezzo, presa in giro, sbeffeggiata. I l preside del plesso scolastico che fa capo a Voltri, Domenico Amato (di Varazze) non nasconde che possa aver subito «azioni discriminatorie», che potrebbero essere sfociate in «prepotenze e atti vessatori». Una decina di giorni fa l’alunna si è sentita male, un collasso. «Ha perso i sensi a casa, non in classe», precisa Amato. Con lei c’era il nonno, nella caduta avrebbe riportato un ematoma. La madre l’ha accompagnata al Gaslini, dove è stata ricoverata.
L’episodio ha avuto seguito tra i genitori. «C’è astio da tempo. C’è una querela che risale a quattro-cinque mesi fa. Ruggini» dice ancora il preside. Madri contro, anche dai carabinieri: dalle parole grosse alle denunce.«Sono intervenuto. Ho sentito tutti gli alunni, convocato il consiglio di classe, ho cercato di calmare le tensioni tra genitori» prosegue Amato. «E’ una vicenda delicata, ma l’episodio è comunque normale. Non parlerei di mobbing in prima media...». E la bambina? «Per ora starà un po’ a casa. Vedremo se sarà il caso di farle cambiare classe».
«Stress da scuola? Si tratta di episodi che sono sempre successi nelle aule. Solo che in passato erano meno frequenti. Ne faccio una questione di modelli esterni: i valori della solidarietà spariscono nella società, così anche a scuola. I bambini sono esposti alla competizione spinta all’eccesso, al rambismo e rampantismo: non fanno che copiare» dice Matteo Viviano, del Coordinamento genitori democratici.
Renato Dellepiane, preside del «Luther King»: «Mobbing? A scuola è più diffuso di quel che si pensi. Noi lo stiamo combattendo con i sette in condotta».

POLIGLOTTI
Ansa, 7 febbraio

Oggi, quasi meta' dell'Europa e'
poliglotta: il 44% degli europei, in base ai dati del Consiglio
d'Europa, e' infatti in grado di partecipare a una conversazione
in una lingua diversa da quella madre. Eppure, secondo
l'indagine Eurobarometre 1997, le lingue straniere continuano a
rappresentare un tabu' per il 29% dei giovani italiani.
I ragazzi del Belpaese, dicono i dati Eurobarometre, si
collocano infatti tra gli ultimi, nella Unione europea, quanto a
conoscenza di un'altra lingua, assieme ai coetanei greci e
irlandesi. Cosi', il 29% di loro si dichiara incapace di
parlare un'altra lingua oltre a quella materna. Solamente i
giovani spagnoli (39%) e quelli portoghesi (32%) si dicono meno
competenti dei nostri in fatto di seconda lingua. Dietro a
tutti, sulla carta, si posizionerebbero i giovani inglesi, il
55% dei quali afferma di essere incapace di parlare un'altra
lingua. L'inglese, pero', e' l'idioma piu' diffuso e quindi,
nella pratica, i ragazzi britannici sono i meno svantaggiati.
Nel complesso, il 54% dei giovani europei si dice capace di
sostenere una conversazione in inglese, oltre che nella propria
lingua materna; il 20% in francese; l'11% in tedesco; il 9% in
spagnolo e il 4% in italiano. Nella scuola, inoltre, siamo
ancora in posizioni di coda: come in Grecia, in Irlanda e nel
Belgio francofono, infatti, nelle scuole italiane c'e' una media
settimanale di sole tre ore di insegnamento dedicato alle lingue
straniere, mentre nel resto d'Europa la media si aggira attorno
alle sei ore a settimana.
Ad aver maggiore dimestichezza con almeno una lingua
straniera nei Paesi Ue, si rileva dai dati del Consiglio
d'Europa, sono sopratutto gli uomini (46% contro il 42% delle
donne) ed i giovani tra 15 e 24 anni (62% contro, ad esempio, il
39% dei quarantenni). Naturalmente, ad avere un rapporto
migliore con le lingue straniere sono prima di tutti gli
studenti (76%), seguiti da dirigenti (69%), impiegati (56%) e
liberi professionisti (48%).
In occasione dell'Anno europeo delle lingue 2001, promosso
dal Consiglio d'Europa e dall'Unione europea, sara' pero'
lanciata una novita', proprio per incentivare lo studio delle
lingue: il portafoglio linguistico europeo, ovvero un documento
riconosciuto in cui gli studenti europei di tutte le eta' e con
ogni tipo di istruzione possono registrare le loro capacita'
linguistiche. Il portafoglio, sottolinea il Consiglio d'Europa,
contribuira' peraltro alla mobilita' nell'Ue in quanto,
attestando chiaramente le capacita' linguistiche del possessore,
sara' di supporto nelle domande di lavoro e di accesso a
istituti di istruzione. Il portafoglio sara' lanciato nel corso
del 2001 e tutte le informazioni saranno disponibili su un sito
web di prossima creazione ad esso dedicato.


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