Il “buon” contratto
Giuseppe Aragno - 17-05-2003
Solo due parole senza andare troppo nei dettagli.
Non c’è un contratto oggettivamente buono. Per questo Panini, segretario nazionale della CGIL Scuola ha definito “buono” il contratto che ha firmato ieri.: buono è incontestabile.
Buono è né vero, né falso.
Buono non è. Sic et simpliciter.
Più semplice, ma direi anche più onesto, è fare un confronto per accertare uguaglianze e disuguaglianze.
Si prenda il tema della disciplina e si prendano ad esempio i docenti e gli Ata.
Per i primi, il buon contratto di Panini non si pronuncia. Rimanda, lo ripropongo testualmente, a nuovi incontri, trattative da riaprire e normative da varare:


ART. 89 - SANZIONI E PROCEDURE DISCIPLINARI

1. Per il personale docente ed educativo delle scuole di ogni ordine e grado, continuano ad applicarsi le norme di cui al Titolo I, Capo IV della Parte III del D.L.vo n. 297 del 1994 (cfr. nota n. 8).
2. La materia disciplinare del personale di cui al comma 1, sarà definita con le OO.SS. in sede negoziale da attivarsi nei 30 giorni successivi all'entrata in vigore della legge di riordino degli organi collegiali.


Non commento. Per stabilire un paragone mi interessa conoscere il destino degli ATA. Proseguo e scopro che per loro non occorre ulteriore trattativa. Si è fatto presto, come si vede dal testo del contratto:


SEZIONE II: Personale Amministrativo, tecnico e ausiliario

1. Le violazioni degli obblighi disciplinati dall'art. 88 del presente contratto danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, previo procedimento disciplinare, all'applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari:
a) rimprovero verbale;
b) rimprovero scritto;
c) multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione;
d) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni;
e) licenziamento con preavviso;
f) licenziamento senza preavviso.

ART. 90 – COMPETENZE
(Art. 59 del CCNL del 1995)

1. Il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e la multa sono inflitti dal dirigente scolastico. […]
6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 4 che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa”


Mi limito ai fatti:

1. in tema di disciplina questo contratto crea una evidente disparità di trattamento tra lavoratori;
2. i dirigenti scolastici assumono una duplice funzione: in una prima fase istruiscono il procedimento disciplinare ed in una seconda fanno da collegio giudicante. Giudici unici nel primo come nel secondo caso;
3. manca il giudice “terzo”;
4. il potere dei Dirigenti Scolastici è aumentato;
5. le garanzie dei lavoratori sono diminuite;
6. le decisioni del Dirigente Scolastico hanno un peso determinante nell’applicazione delle sanzioni disciplinari più gravi.

Ultimo dato di fatto: ogni RSU eletta tra il personale ATA dovrà mettere nel conto che il Dirigente Scolastico, sua naturale controparte, è anche il suo giudice unico ed inappellabile in tema di disciplina.
Con quanto pregiudizio per la sua attività sindacale lascio che sia Panini a valutare, misterioso Giano dell’Olimpo cgiellino: sindacalista dei lavoratori della scuola da una parte, Dirigente Scolastico e loro controparte dall’altra.
Panini, per il quale questo contratto è “buono”.
Per chi, mi domando? E a questo punto vorrei saperlo: con questi presupposti la mia sinistra ritiene ancora di essere credibile quando denuncia conflitti d’interesse?



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 ilaria ricciotti    - 18-05-2003
Che il potere dei presidi sia aumentato non è discutibile, ma forse da 30 anni ad oggi essi erano più deboli di ora? Io 33 anni fa, a 22 anni ho ricevuto da un preside un "buono", anzichè ottimo nella qualifica, per troppa abnegazione nei confronti degli alunni e perchè, insieme ad una collega, manifestavamo di essere dalla parte dei più deboli, dei lavoratori sardi disoccupati ecc.
Da allora ad oggi i presidi, hanno visto lievitare le loro responsabilità (anche se possono essere denunciati da qualche genitore o insegnante un po' troppo restii ad una scuola moderna) essendo stati smantellati i provveditorati, che si stanno preoccupando soltanto di atti amministrativi . Questo a mio avviso era fisiologico e non certo voluto soltanto dai "carissimi cgiellini", bensì da chi aveva il potere per farlo. E noi docenti, mentre accadevano queste brutture dove eravamo? I sindacati ci hanno sempre ventilato ciò che stava per succedere nella scuola, ma noi forse non ci siamo preoccupati più di tanto se il posto dei provveditori veniva occupato, sotto certi aspetti dai dirigenti. Ed allora ci lamentiamo di questo "buon contratto". Ma esso c'è e di esso che ne vogliamo fare? Lo vogliamo rispedire al mittente? Vogliamo utilizzarlo per sfogare la nostra rabbia, aspettando però di poter incassare al più presto quei pochi soldini che ci sono stati regalati? O tutti insieme, pensiamo di scrivere uno stesso documento, magari tramite Fuoriregistro, dove saremo pronti finalmente ad esplicitare quelle parti che di esso non digeriamo? Quando dico tutti insieme non mi riferisco soltanto a coloro che appartengono ad un solo sindacato, ma a tutta la categoria della scuola, che non accetta questo contratto o parti di esso.
Ed allora propongo che ci sia una mobilitazione al'unanimità e che la base invii al Ministro ed ai sindacati tutti, una dichiarazione scritta in cui si sostiene di rifiutare il contratto nella sua interezza o si precisano i punti considerati "più perversi" e si firma. Pensate che tutti noi saremo disposti almeno a compiere questo gesto? Io penso proprio di no.
Ed allora non ci lamentiamo, chiamando in causa sempre la solita CGIL, e non anche gli altri sindacati, CISL, UIL, SNALS ( che è quello con più iscritti), di aver dichiarato "buono " un contratto non condiviso dalla base.
Un' altra proposta potrebbe essere quella di richiedere, anche se il contratto è stato firmato, un referendum tra i lavoratori interessati, per verificarne il suo grado di soddisfazione.
Termino ricordando che tale contratto non è stato partorito dai sindacati, ma da altri e che i sindacati firmatari o dovevano, conoscendo la categoria, "mangiare questa minestra o saltare fuori dalla finestra".
C'è chi non ha accettato gli aumenti ed altre articolazioni di esso, ma secondo voi queste altre sigle sindacali (COBAS, GILDA), come in altre circostanze, riusciranno a cancellare la belliissima torta, preparata con cura da questo governo per la scuola pubblica italiana?
Tutti coloro che l'hanno votato dovrebbero inneggiare ed essere pienamente soddisfatti di tante cose: classi tagliate, pochi aumenti salariali, insegnanti perdenti ore ed anche del contratto.
Esso, e mi ripeto, è stato firmato sì dai sindacati, ma voluto in un certo senso da tutti coloro che, votando questo governo hanno creduto in un sogno. Ciò che è tragico è che c'è gente, insegnanti compresi, che continuano a credere che tali sogni prima o poi diventeranno realtà, naturalmente sostenendo a spada tratta tale governo.

Ed allora?

Continuiamo tutti a sognare,
a festeggiare, a sperare...!
che il paese di Bengodi tocchi anche il nostro mare.
Auguriamocelo tutti quanti,
oggi abbiamo ricevuto soltanto degli spiccioli,
in futuro senz'altro i nosti stipendi saranno più pesanti.
Basta essere bravo, efficace ed obbediente...
saremo contenti noi e faremo contenti il Ministro ed il dirigente.

PROVARE PER CREDERE, se ne abbiamo il coraggio.

 Chiara    - 19-05-2003
Solo una domanda....: chi sorveglierà i sorveglianti? (Quis custodiet ipsos custodes? )