Contratto...ahinoi!
Gianni Mereghetti - 17-05-2003
il contratto della scuola è stato firmato, ahinoi! Si tratta di un contratto che va in controtendenza, in quanto rafforza la concezione impiegatizia della professione docente contro una riforma della scuola che per essere realizzata esigerebbe dei liberi professionisti. Non si capisce perché mai ministero e sindacati confederali l’abbiano firmato!
Infatti da una parte il Ministro Moratti, firmando questo contratto, mette in grave pericolo la realizzazione della sua riforma, che mai e poi mai potrà essere portata avanti da insegnanti che hanno una condizione di lavoro di tipo impiegatizio e uno stipendio da terzo mondo; d’altro canto i sindacati, apponendo questa sciagurata firma, si sono suicidati, perché non essere riusciti nemmeno ad ottenere la contrattazione separata per il mondo docente toglierà loro qualsiasi credibilità.
Una firma quella del contratto per il mondo della scuola che lascia quindi tutto ancorato allo statalismo da troppo tempo dominante, quando la realtà concreta della scuola esigerebbe che la libertà e la responsabilità dei docenti vengano promosse e valorizzate. Niente di tutto questo!, per un piatto di lenticchie viene di nuovo imposto a noi insegnanti di rimanere grigi e ligi burocrati. E’ così che si affossa la scuola, la sua qualità e il suo fascino!
Agli insegnanti rimane la loro professionalità ( e non è poco!) e il coraggio di chiedere a viva voce un nuovo stato giuridico, per diventare finalmente liberi e professionisti!

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 ilaria ricciotti    - 16-05-2003
Se il contratto non soddisfa la categoria di chi è la colpa? Soltanto dei sindacati che l'hanno firmato o anche la nostra? Quanti di noi hanno scioperato nella loro carrriera non soltanto per richiedere aumenti salariali, ma per cambiare la qualità della scuola? E' facile arrabbiarsi e non prevenire quelle che molti di noi considerano ingiustizie. Ingiustizie che spesso sono state strumentalizzate da parte di qualche furbacchione appartenete al mondo della scuola per fare carriera, sindacale naturalmente.

 Grazia Perrone    - 17-05-2003
Nelle prossime ore (e nei prossimi giorni) nel sito GILDA verrà "smantellato" - pezzo per pezzo" il contratto "fasullo" sottoscritto dai presidi a nome e per conto degli insegnanti italiani.

ANIMO, dunque! Come "avrei detto qualche anno fa": Non è che l'inizio ... continuons le ... COMBAT!!!


 Vittorio Delmoro    - 18-05-2003
Dunque il nostro Gianni lo definisce un contratto in controtendenza e io (per questa volta) sono d’accordo con lui.
Solo che le mie motivazioni sono differenti : la controtendenza non sta nella permanenza impiegatizia in cui ci inchioda questo contratto e neppure nel livello stipendiale, sempre basso.
Il fatto poi che secondo Mereghetti il ministro Moratti, firmando l’intesa, metta in grave pericolo la realizzazione della sua riforma è senz’altro vero; ma non per la controtendenza del lavoro impiegatizio e dei bassi stipendi, bensì per l’incongruenza tra riforma e contratto.
In altre parole : il contratto appena firmato non è in linea con la controriforma!
Ecco le discrepanze :
- Moratti voleva istituzioni scolastiche più agili, più decisioniste (nella persona del dirigente), più connesse all’establicement locale, meno impastoiate da contrattazioni e organismi elettivi; ha ottenuto la riaffermazione di tutto l’apparato precedente, con qualche piccola aggiunta.
- Moratti voleva sbarazzarsi dei fastidiosi legami che impediscono ai dirigenti di menar le mani (simbolicamente) un po’ su tutto, dal fondo d’istituto, alle assunzioni; ha ottenuto la riaffermazione delle competenze decisionali del Collegio Docenti e della contrattazione RSU.
- Moratti aveva già dovuto digerire controvoglia il codicillo sull’autonomia scolastica prevista dalla Controriforma ed ora se la ritrova messa in bella mostra nel Contratto, che la richiama costantemente in molti punti.
- Moratti voleva buttare a mare il tempo pieno riconoscendogli solo una copertura di organico di 30 ore settimanali, escludendo l’orario per la mensa, da affidare eventualmente all’ente locale; ha ottenuto la riaffermazione che il tempo mensa rientra a pieno titolo nell’orario di servizio (ed è pure esentato dal pagamento del pasto).
- Moratti voleva inserire il famoso tutor, concedendogli 3 ore settimanali per lo svolgimento del compito (dunque nella scuola elementare 21 ore di lezione e 3 di tutoraggio), mentre gli altri insegnanti restavano nel vecchio regime; ha ottenuto che l’orario di servizio resti invariato (nell’elementare 22 più 2, uguali per tutti).
- Moratti voleva eliminare le F.O. sostituendole col ceto dei tutor, più qualche figura intermedia più dalla parte del dirigente che del collegio; ha ottenuto la riaffermazione delle F.O. e la figura del tutor che nel contratto è fantasma.

Questo per quanto riguarda la controtendenza; poi ci sono altri aspetti di natura contrattuale che restano discutibili al di là della controriforma; ma di essi si può discutere a parte.
Quanto al suicidio sindacale supposto da Mereghetti per non aver ottenuto (né, per la verità richiesto) una contrattazione separata, non mi pare sussista il clima per innalzare recinti salariali che già ci vedono sbeffeggiati per aver avuto l’aumento più alto di tutte le categorie pubbliche.

 Cucciniello Antonio    - 18-05-2003
Non è un "buon" contratto, non è "una miseria", è solo un contratto "miserello" e non poteva, considerate le proposte e le richieste del Governo- Aran in tema di carriera dei docenti e dei poteri dei dirigenti ( fatte, non solo per giungere alla firma sotto le elezioni
amministrative ma anche a futura memoria per il prossimo biennio contrattuale e per l'applicazione della Riforma Moratti ) essere qualcosa di diverso.
Per non ripetere l'errore fatto nell'aprile 1992, quando tutti i sindacati rifiutarono l'offerta del Governo Andreotti di 150000 lire lorde mensili ( si rifletta, ogni docente ha perso circa 18 milioni di lire lorde in 10 anni! ), pur "turandoci il naso" , non possiamo non accettare questi pochi soldi per il recupero dell'inflazione.
Per discutere seriamente di tutti gli altri problemi ( Riforma, stato giuridico, posizioni governative e sindacali ), ti invito , caro collega, a rileggere il mio articolo del 22 aprile ( Riforma, contratto, disgusto sindacale ) che commentava alcune tue contradditorie e discutibili posizioni.

 Adalberto    - 18-05-2003
Sono sostanzialmente d'accordo con questo intervento, ma mi chiedo come farà il sindacato (sono iscritto alla CGIL scuola) a recuperare un suo ruolo. C'è stato un momento che mi era parso che il sindacato avesse saputo ritrovare quella lucidità di analisi e quella capacità di essere antagonista-interlocutore che lo aveva portato a recuperare una grande credibilità, evidentementemi sbagliavo......

 Morgan    - 18-05-2003
Per quel che mi riguarda credo che ritirerò la mia iscrizione al sindacato...che con questa firma ha dimostrato di non tenere minimamente in considerazione gli interessi reali degli insegnanti e la loro dignità ma di lavorare unicamente per autoconservarsi.
Se questo sono i sindacati si autoconserveranno con i loro soldi...non con i miei.


 Rosalba Sgroia    - 18-05-2003
Lettera pubblicata su Liberazione di oggi 18 maggio 2003.

Caro Curzi, ancora una volta i sindacati confederali hanno perso l'occasione di contribuire ad un innalzamento della dignità e del prestigio degli insegnanti della scuola pubblica. Il neocontratto, lontano dagli standard europei , ci "regalerà" poco più di una colazione al giorno e cercherà di farci dimenticare l'emorragia di migliaia di docenti che, purtroppo, non macchierà le coscienze dei capi dei suddetti sindacati. Si è voluto sempre evitare di attuare una contrattazione separata per la professione docente (auspicata fortemente dalla Gilda), che come è noto, non ha nulla a che fare con quella impiegatizia e , invece, si è proceduto, senza problemi, ad avviare una contrattazione separata per i dirigenti, con un aumento di almeno 36 milioni di vecchie lire in aggiunta al normale stipendio.
Come mai? Ricordiamo che alcuni di quei sindacati sono capeggiati da dirigenti che dovrebbero ... tutelare gli interessi dei docenti. Se questo non è un conflitto di interessi, cos'è?
La verticalizzazione feudale, inoltre, si fa sempre più strada, con l'effetto di creare poteri forti in mano di pochi, affossando la democrazia che si era raggiunta a fatica negli anni addietro.
E la vera "manovalanza", la "marmaglia", cioè i docenti che svolgono il proprio lavoro con coscienza e professionalità operano in "trincea", senza il sostegno economico e dei collaboratori, sempre più carichi di oneri, con sempre meno...onori!