Lettera aperta al Presidente Berlusconi
Antonio Cucciniello - 16-05-2003
Egregio Presidente del Consiglio,

non credo che Lei, impegnato com'è nel difendersi dagli attacchi sconsiderati delle toghe rosse ( per le quali Le è difficile trovare il tempo per farsi ascoltare o interrogare, ma non per assistere alle partite del Milan ), dei giornalisti che non appartengono al Suo impero mediatico, degli ex-comunisti D'Alema, Violante, ecc. ( che sono diventati, nel frattempo, a Suo dire più comunisti di prima, contrariamente a quanto sostiene Bertinotti ) ed a ricordare, personalmente o tramite Commissioni di inchiesta "pilotate", a Prodi e a Fassino che non sono "santarellini", possa leggere questa lettera aperta di un semplice insegnante ma spero che possa farlo qualche Suo Collaboratore ed ammiratore.
Non voglio discutere di tangenti e corruzione dei giudici, di Previti ed amici degli amici, ma solo di alcune Sue considerazioni e promesse che , di seguito, elenco in modo sintetico:

1. "Farò la più grande riduzione delle tasse degli ultimi decenni"
2. "Nelle mie aziende i lavoratori non hanno mai scioperato"
3. "Riempierò d'oro le tasche degli insegnanti"
4. "Farò la più grande Riforma della Scuola dai tempi di Gentile".

In merito al punto 1, Le ricordo che, con le nuove aliquote Irpef di Tremonti, il mio stipendio, al netto, è aumentato di ben 4 ( dicasi quattro ) euro mensili mentre con le aliquote di Visco del gennaio 2001, Il Ministro "Dracula" dei governi precedenti, avevo ottenuto circa 80000 lire mensili ( circa 41 euro ).

Per quanto concerne i punti 2 e 3, La informo che il Suo Governo mi ha "costretto" a fare controvoglia due scioperi per un contratto "miserello", scaduto nel gennaio 2002, che prevede sostanzialmente solo il recupero dell'inflazione; inoltre, dopo oltre 16 mesi di trattative "tira e molla" ( con le giocate "avvolgenti" dei Ministri Fini e Moratti e con i micidiali rigori di Tremonti ), l' Aran, per "allungare il brodo" ha chiesto, alla controparte sindacale, di discutere dei nuovi poteri dei dirigenti scolastici, della riduzione di quelli delle R.S.U. e della carriera dei docenti da collegare al rendimento degli alunni ( questioni che, per essere affrontate anche solo superficialmente, richiederebbero tempi biblici );
altro che stipendi europei, tasche piene d'oro e niente scioperi!
( A fronte del mancato rispetto delle regole scritte e non scritte della contrattazione, forse i docenti saranno costretti a fare scioperi anche durante gli scrutini ).

Infine, per il punto 4, mi permetta di segnalarLe alcuni nodi problematici che potrebbero rendere la Riforma del Ministro Moratti punitiva per gli alunni deboli, poco lungimirante, inutile e tremendamente burocratica:

1. La scelta precoce, a 13 anni, degli indirizzi di studio come riproposizione di possibili separazioni sociali e di richiesta ai ragazzi di saper organizzare, a questa età, un progetto di vita che nemmeno un adulto è in grado di fare;
2. il passaggio, per i genitori, dal ruolo attuale di interlocutori a quello di committenti con il rischio di un controllo "politico" del lavoro dei docenti e di limitazione della libertà di insegnamento;
3. la sostituzione del pluralismo nella scuola con il pluralismo delle scuole ( lombarda, siciliana; cattolica, islamica; fascista, comunista, peronista, ecc.);
4. l'accentuazione di un sapere "spezzatino", fatto di discipline e di "educazioni", difficile da ricondurre ad unitarietà ( da attuare, peraltro, con riduzione di orario e senza creare lo spazio necessario per la ricerca disciplinare, interdisciplinare, anche con esperienze di laboratorio, e per il lavoro coordinato dei docenti );
5. il "tutor", la nuova figura professionale "tuttofare", alle prese con i genitori committenti per definire i piani di studio personalizzati degli alunni con i relativi corollari di centinaia di incontri e stesura chilometrica dei singoli "portfolio" degli alunni;
6. la flessibilità intesa solo come offerta di percorsi individuali ( doposcuola, per gli alunni problematici e/o in difficoltà, e libere attività complementari, per gli altri ) che sostituisce quella basata sulle compresenze di più docenti per lavori di recupero, sostegno, potenziamento e per attività multidisciplinari ( come nelle migliori esperienze del tempo prolungato ).
7. i possibili effetti perversi, a livello educativo ed organizzativo, della valutazione biennale degli alunni, con le bocciature ( con due materie ) non più diluite negli anni ma concentrate solo in alcuni momenti del percorso scolastico che potrebbe, non solo, portare gli allievi ad uno studio ad anni alterni ma rendere difficile anche la formazione delle classi in cui inserire i bocciati.
( In questi giorni, da quanto risulta dalla bozza del Decreto Legislativo "Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia ed al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'art. 1 della legge 28 marzo 2003, n° 53", sembra che il Ministro Moratti ed i suoi "grandi esperti" stiano facendo retromarcia rispetto all'estrema rigidità delle proposte, sulla "bocciatura" con due debiti formativi, delle "Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di 1° grado" del gennaio 2003 ).

E molto probabile che Lei possa passare alla storia come il più grande imbonitore della seconda Repubblica, come l'unico politico capace di debellare, in Italia, un morbo già estinto, la "Sars comunista" e che, furbescamente, vede e "fa vedere" comunisti dappertutto, ma "mi consenta" di dubitare del fatto che possa essere considerato dai posteri, non solo un governante che mantiene le promesse, ma anche un "nuovo Gentile".

Con osservanza,
Antonio Cucciniello
docente di scuola media

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 19-05-2003
Il collega Cucciniello ha avuto il coraggio di esprimere le sue idee e......................tutto tace, così come tacciono dall'altra parte i capi gruppo dell'opposizione nella lettera aperta scritta da me. Evidentemente non meritiamo di essere nè letti nè di essere considerati. Ma forse questi miei bui pensieri sono troppo pessimisti, in quanto essi sono troppo impegnati a svolgere al meglio il loro lavoro.
Se fosse così grazie a tutti i politici che ci stanno dimostrando di non oziare, ma di lavorare, lavorare, lavorare, guadagnandosi il loro equo salario.

 gpferrario    - 19-05-2003
Ecco un intervento che brilla per pacatezza, sobrietà e dimostra che nella scuola c'è posto per tutti.

 Bianca Milano    - 02-06-2003
Sono una insegnante di scuola elementare,"anziana", (ahimè) che essendo nel mondo della scuola da circa 30 anni, di cose ne ha viste passare parecchie: nascita degli organi collegiali, sostituzione della vecchia pagella con diversi documenti di valutazione,progammi dell'85,autonomia e tanto altro.
Durante tutti questi anni, dopo qualche perplessità iniziale, ho sempre accolto i cambiamenti con curiosità
e come sfida con me stessa, ma condividendone le idee di fondo. Allo stato attuale, vivo questo momento con inquietudine, e non sono la sola; nella mia scuola (di paese) si percepisce una sensazione di calma piatta pervasa, però, da un senso di scontento e di scarsa condivisione della riforma.
Un' ultima osservazione: si parla sempre più spesso di innalzamento dell'età pensionistica, ma già quest'anno, i docenti anziani (io ho 58 anni) sono stati esclusi da tutte le iniziative di aggiornamento finanziate dal Miur (TIC), non è un'incongruenza?
Un saluto da un'insegnante preoccupata