Mi consenta
Corrada Cardini - 18-11-2001
Mi viene in mente il mio professore di filosofia al Liceo: era tanto immune dal fascino dell'intelligenza creativa, libera, magari dialettica, che mi ha inconsciamente indotto ad iscrivermi alla facoltà di filosofia, anche solo per avere la conferma che quello era veramente un caso isolato...in realtà purtroppo la facoltà di filosofia continua a sfornare casi disperati, più che isolati. Il professore di cui parlo, insegnava in una scuola parificata, cattolica ed era un integralista ante litteram, che epurava con disinvoltura la storia della filosofia da ogni traccia di razionalismo, peggio, di materialismo... ma è acqua passata.l

La domanda è: " perchè i docenti di certi licei, quelli che si credono il sale della terra, quelli che possono permettersi di ignorare praticamente tutto dell'evoluzione della scienza dell'educazione, della psicologia dell'apprendimento, della ricerca in atto nel campo delle strategie didattico-educative, quelli che credono che la realizzazione di progetti tesi all' ampliamento dell'offerta formativa abbia a che fare con l'attività di docenza, ogni tanto non provano a ampliare i loro ristretti orizzonti professionali? Perchè a qualcuno di questi superprofessori non viene in mente che la professionalità non si misura sulle nozioni che si trasmettono, specie quando si lavora su una "utenza" già selezionata? Perchè non riescono a realizzare che i buoni docenti sono quelli che si misurano con gli studenti in difficoltà, e non con i primi della classe, i quali vanno avanti praticamente da soli, e spesso malgrado i professori che hanno? Perchè non si rendono conto che la ministra ( donna purtroppo, e mi dispiace) sta cercando di togliere con le sue demagogiche proposte, ogni valore ai titoli derivati dalla frequenza della scuola pubblica, e che vuole scaricare sulla scuola pubblica tutte le contraddizioni e i problemi che risultano scomodi da affrontare per uno Stato che dall'impegno della formazione vuole disimpegnarsi, in modo da lasciare liberi di agire i due poli di riferimento del sistema che ha in mente: l'Impresa e il mercato del lavoro da un lato, e le istituzioni scolastiche private, da trasformare in incubatrici dove riprodurre e clonare i nuovi quadri del conformismo dominante?

Sono insegnante di lettere nella scuola media e ho una abilitazione per l'insegnamento di storia e filosofia mai utilizzata: credo nella professionalità della figura docente, credo nell'esigenza della flessibilità, credo che l'orario di lavoro debba e possa essere allungato.

Ma non credo che alla signora Moratti importi assolutamente niente di garantire all'utenza della scuola pubblica un servizio migliore, né ai suoi docenti una maggiore professionalità. Amen


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 giuseppe roscioli    - 24-11-2001
normalmente non scrivo ma.......
non sono un superprofessore ma ho fatto 36 ore di insegnamento frontale....;ed allora dopo queste vorrei sapere dove vanno i progetti....e dove trova la forza di fare altre cose..la famiglia ? i figli? IL NECESSARIO RECUPERO? e all"epoca avevo trenta annni!!!
ma dietro ogni mia ora di insegnamento c"è almeno una mezza ora di preparazione piu riunioni (senza contare le 4 sei ore che devo aspettare tra una riubione e una altra....) facciamo che sono 27 ore piene settimanali di lavoro?.Vogliamo aumentare?
dall'altra parte ho fatto 18 ore da 40 minuti senza recuperi...e non mi sono accorto cje erano cosi corte!!! anzi i contenuti erano ancora piu profondi di adesso
Dipende da cosa e come si fa in classe..!!
Di progetti insegnando in una scuola rete cee ne ho fatti di belli educativi e premiati
Per l'aspetto generale.....Il compito della scuola italiana ed occidentale oggi è quello di preparare dei buoni consumatori..;e se non sanno ne leggere ne scrivere....consumeranno meglio
I figli dei potenti non andranno nella scuola pubblica andranno dove sapranno che c'è il necessario per il loro POTERE...la dove "si studia "
Cinesi turchi ...ed altri loro studiano le tabelline che i nostri non sanno...che succederè?
Ultima quella che mi capisce meglio in classe- terza media- è una cinese da sei anni residente in italia...Un caso?




 Maria Grazia Bonicelli    - 24-11-2001
Quel professore è stato anche il mio!
E concordo con Corrada, io ero in un certo senso quella presa di mira da questo professore, la filosofia mi ha sempre da allora affascinato e atterrito, ricordo le interrogazioni, mi chiedeva sempre date e nomi, studiavamo su i suoi appunti, le sue lezioni erano piene di "Bonicelli, non si tocchi i capelli"! fuori!", ero regolarmente rimandata in filosofia e all'esame di riparazione mi chiese "mi dica, cosa andava a fare Russeu da madame du Warren?", e io, arrossendo gli dissi "non so, andava a trovarla?" e lui "ehhhh, Bonicelli" e mi fece un gesto con la mano come dire" com'è furba lei".morale, mi iscrissi a Matematica continuando a rimpiangere la Filosofia e riscoprendo la seconda attraverso la prima.Oggi insegno in un centro EDA sono abilitata per insegnare matematica e fisica alle superiori, ma per il momento insegno...in carcere.Ma di questo ne parlerò un'altra volta.Ciao corrada!

 p. gragnano    - 25-11-2001
Sono un genitore, ho tre figli che frequentano scuole pubbliche, ex DC impegnato politicamente, ho votato sempre per Forza Italia, ho sempre lottato contro la mentalità dirigistica ed antidemocratica della sinistra.
Questa mia non servirà a molto ma devo dire che, da genitore, mi sta deludendo la politica scolastica di questo governo e non solo quella.
Pensavo che la vittoria della Casa delle Libertà avrebbe portato veramente ad una partercipazione democratica della gente alla vita del paese, ad una liberazione da lacci e lacciuoli.
Ora non lo penso più. Certo è poco che è al governo ma la Casa delle Libertà mi sembra stia diventando la Casa della dittatura.
Mi sembra stia riproponendo gli stessi comportamenti antidemocratici che rimproverava all'Ulivo compreso le deleghe per legiferare.
E, nel mentre conserva le strutture vetero burocratiche che doveva abolire, ha introdotto nella cosa pubblica una mentalità aziendalistica che si traduce in una ulteriore forma di decisioni imposte dall'alto.
Forse siamo caduti dalla padella nella brace e rimpiango sempre più la vecchia DC in cui, checchè se ne dica, tutti potevano dire la loro e portare il loro contributo (anche il PCI e lo ha fatto tante volte).
Ora manca la mediazione politica che per tanto tempo ha obbligato i governanti a rispettare le seigenze della gente.
Questo è il risultato pratico di "mani pulite" e della miopia della sinistra in quegli anni.
La vicenda della riforma solastica è emblematica e gli Stati generali della Scuola e la presunta consultazione della base (studenti, genitori, docenti) sbandierata dalla Moratti mi sembrano solo una presa in giro.
Si Moratti = Berlinguer non è cambiato nulla anche questa riforma come avvenne con Berlinguer è stata formulata dai soliti "esperti" e viene imposta dall'alto.
Eppure gli "esperti" che hanno formulato tutte le riforme scolastiche degli ultimi anni hanno portato al disastro della Scuola italiana.
Ho frequentato la vecchia Scuola italiana, quella di Gentile, beh, visti i risultati, forse era meglio evitare riforme, procedere solo ad una normale evoluzione per stare al passo con i tempi (come avviene in una casa quando si sostiutisce la lavatrice vecchia con la nuova) e lasciare le cose come stavano !!!.
Ma forse in questo caso tanti "esperti" non avrebbero lucrato tante cospicue parcelle.
Vuoi vedere che è solo per questo che si fanno le riforme?
Grazie dell'attenzione
p. gragnano

 Calcagno Franco    - 25-11-2001
le consento!
il sapere non è nozione, ma competenza.
Alcuniù "colleghi" credono di dover preparare schiere di partecipanti a "vuoi essere miliardario". Speriamo vincano!!!
Ci lamentiamo che il mondo produttivo non recepisce i nostri studenti o che la loro formazione ( ecco formazione!!) non è sufficiente! I "saputelli", "baroni" arroccati in torri d'avorio ( in particolare amici e colleghi delle superiori.....a che cosa ..poi!) dovrebbe essere trasferiti per legge e d'ufficio in alcune realtà senza tanti privilegi di casta. Magari in qualche scuola di periferia, o provincia dove per motivarte i ragazzi a leggere o far di conto ci si deve reinventare ogni giorno: Con solidarietà, comprensione e condivisione.

 gpferrario    - 25-11-2001
Complimenti per le valutazione serene, oggettive, scevre da ogni pregiudizio ideologico.
Di grazia: quale sarebbe, compagna, il conformismo dominante nella scuola italiana ?

 lidia levi    - 26-11-2001
sono d' accordo e aggiungo la mia firma Lidia Levi docente di latino e grco, liceo classico tito livio, milano