A proposito di silenzio
Ilaria Ricciotti - 12-05-2003
Leggendo su Fuoriregistro i vari articoli, ho notato che i lettori non amano molto commentare, esprimere le proprie opinioni in merito ai fatti della vita scolastica e non. Perchè tale silenzio? Forse si ha paura di parlare? Di far sapere agli altri da quale parte si sta?
O forse tale atteggiamento deriva soltanto dalle incombenze personali di ognuno? Mi sono posta queste domande perchè mi farebbe piacere interloquire con altri ed anche perchè è molto interessante e formativo leggere le esternazioni dei logorroici come me e quelle di altri. Il mio perciò vorrebbe essere, più che una critica negativa, un imput a parlare, a sentirci uniti o diversi e comunque presenti e vivi. Fuoriregistro penso che meriti tale dimostrazione da parte dei suoi lettori.
Cordialmente, Ilaria

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 Franco Incerti - Parma    - 29-05-2003
Forse si è stanchi anche di parlare.
E se, cara collega, non ti sembra una buona ragione... amen.
Il fatto è che si sentono sempre grandi proclami - bada bene, sia a destra quanto al centro e a sinistra - sulla priorità dell'educazione e della formazione e poi, nel momento dell'applicazione... nessuno, neppure i sindacati, che non hanno nessuna collocazione di partito o forse le hanno tutte, dimostrano di crederci davvero! E, forse, neppure alcuni o tanti colleghi.
Non ci sono mai le risorse, nè per la scuola nè per i suoi operatori.
E' chiaro che le risorse di un Paese - qualsiasi Paese - non sono infinite, però questo vale oggi come ieri e come varrà domani. Il problema è quello delle priorità e di considerarle davvero.
Visto che ormai ho "risposto"... continuo. Invito tutti a dire un grandissimo NO al contratto. Dove? Nelle assemblee che terranno i sindacati (i cui dati a volte vengono... addomesticati) e, per maggior, sicurezza attraverso la posta elettronica: un NO virtuale che sia finalmente solido come una mazzata. Ho inaugurato, adesso, qui... chi mi vuole "seguire"?
Ciao. Franco.

 ilaria ricciotti    - 30-05-2003
Anche se non è mai troppo tardi, non credi tuttavia caro collega che il tuo invito a dire "NO" ad un contratto ormai sorpassato, sia fuori tempo?