breve di cronaca
Fuoriporta
Infantiae.org - 07-05-2003

Intervista a Monica Michelotti, Direttrice didattica incaricata delle scuole dell’infanzia della Repubblica di San Marino

La Repubblica di San Marino ha una forte tradizione – a partire dagli anni Settanta - di scuole dell’infanzia di qualità. Da sempre attenta ai movimenti ed ai fermenti culturali in ambito educativo, è stata capace, in passato, di porsi al centro di un dibattito pedagogico vivace e di anticipare, giocando al rialzo, un’innovazione che in seguito è via via divenuta patrimonio diffuso e comune.


Domanda
Innanzi tutto complimenti per il nuovo incarico. Qual è il principale impegno di questo momento?

Risposta
Sto facendo un’analisi dei bisogni della scuola ed in particolare dei bisogni formativi. Penso che nella scuola dell’infanzia della Repubblica di San Marino ci siano grandi risorse e grandi potenzialità; le insegnanti hanno maturato un’esperienza e una competenza di altissimo livello con una formazione generalizzata, puntando sulla formazione in servizio che in questi anni ha dato una fisionomia universitaria agli insegnanti di San Marino.
Abbiamo applicato la normativa dei titoli di laurea molto prima che in Italia. Con una norma transitoria il Dipartimento alla Formazione dell'Università di San Marino ha attivato corsi biennali di perfezionamento per tutti gli insegnanti che hanno così conseguito una professionalità alta.
Ci sono dunque risorse che vanno valorizzate, ci sono insegnanti che dispongono di competenze sul piano informatico che possono trasmettere e diffondere fra i colleghi, ci sono competenze di tipo pedagogico didattico molto forti che possono essere utilizzate. Cercherò di valorizzare gli insegnanti e di dare la spinta a reagire mettendo in campo le risorse che ci sono.
C’è anche la consapevolezza, da parte delle famiglie, che la scuola dell’infanzia non sia un servizio assistenziale; con la loro collaborazione diventa sempre di più un servizio formativo, a pieno titolo, di grande qualità. Abbiamo per questo individuato nel "laboratorio educativo" lo strumento per formalizzare percorsi di accoglienza, di formazione, di confronto su tematiche generali per costruire insieme alla famiglia una vera cultura dell’infanzia.
Credo che il mio compito sia quello di promuovere, sollecitare, coordinare, dare impulso. Ho proposto recentemente un questionario teso a rilevare la qualità formativa delle nostre scuole dell’infanzia: lo scopo è di riflettere e di invitare a riflettere su ciò che stiamo facendo.

Domanda
Qual è il rapporto della Repubblica si San Marino con l’Italia, in relazione alla riforma del sistema scolastico?

Risposta
Il rapporto di vicinanza con l’Italia ci porta inevitabilmente a prendere in considerazione la riforma scolastica italiana. Abbiamo un numero elevato di studenti che affrontano i loro studi, in particolare scuola secondaria e università, in Italia. Non possiamo non tenere conto di ciò che sta succedendo oltre confine.
In relazione alla scuola dell’infanzia abbiamo effettuato una prima analisi delle disposizioni italiane e dei documenti e materiali che sono stati prodotti fino ad oggi. Ci pare, ci sia un po’ di confusione: si tratta di una riforma che appare faticosa, contrastata, decisa un po’ a tavolino e senza il coinvolgimento di coloro che fanno effettivamente la scuola.
Sul piano dell’impianto curricolare, sembra di capire che vi sia una certa incongruenza fra ciò che affermano le Indicazioni – che individuano quattro aree o campi di esperienza – e le Raccomandazioni – che ripropongono il modello degli Orientamenti del 1991.
La decisione dell’anticipo scolastico è arrivato come un terremoto sulla scuola italiana ed è comprensibile: si tratta di una scelta estranea ad una molteplicità di esperienze che avevano maturato la convinzione che fosse la scuola dell’infanzia depositaria della possibilità di anticipo scolastico.

Domanda
Come si traduce tutto questo per la Repubblica di San Marino?

Risposta
Per San Marino tutto questo si traduce, almeno nell’immediato, nella presentazione di "linee programmatiche" che il Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione Valentini ha predisposto e presentato, per un primo confronto sia politico, sia con gli organismi tecnici della scuola e con i genitori e alcuni interventi immediati.
Le "linee programmatiche" della Repubblica di San Marino delineano un’architettura che appare sostanzialmente simili a quelle italiane; dal prossimo anno scolastico saranno avviate alcune sperimentazioni, nello specifico l'ingresso facoltativo nella scuola elementare per i bimbi nati entro il 28 febbraio del 2004; l’insegnamento dell’inglese fin dalla prima elementare, l’attenzione alle tecnologie multimediali ed informatiche.

Domanda
Si tratta di temi nuovi per la Repubblica di San Marino?

Risposta
Non si tratta di temi nuovi: la scuola dell’infanzia sammarinese ormai da lungo tempo ha portato avanti questo tipo di impostazione: alcune sperimentazioni di lingua inglese e introduzione del computer generalizzata.
La scuola dell’infanzia sta vivendo un momento di delusione e di preoccupazione: abbiamo svolto in questi anni un grande lavoro di qualificazione dell’offerta formativa, abbiamo rivolto un’attenzione metodologica e didattica del tutto particolare nei confronti dell’ultimo anno, abbiamo realizzato un curricolo declinato sulla flessibilità, sull’accoglienza, sul riconoscimento delle diversità, sulla cura dei tempi e della giornata del bambino.
E’ stata effettuata una ricerca-azione generalizzata condotta con il supporto costante dell’Università di Bologna attraverso l’azione di diversi docenti (ricordiamo in particolare i professori Franco Frabboni e Luigi Guerra): la conseguenza è la maturazione della convinzione che la scuola dell’infanzia fosse a misura di bambino e quindi fosse possibile anticipare – proprio perché i bambini di oggi non sono più quelli di ieri – un percorso di obbligatorietà dentro la scuola dell'infanzia mantenendo le metodologie didattiche specifiche della scuola dell’infanzia. Tutto ciò pare, in questo momento, negato.

Domanda
Che cosa è prevedibile per il futuro?

Risposta
Credo che da questa situazione di ‘crisi’ si possa intravedere una nuova opportunità che è quella di ridisegnare completamente il comparto zero-sei.
Siamo molto affezionati al nostro progetto zero-diciotto, all’interno del quale il comparto zero-sei è determinante e costituisce la base dei sistemi successivi. Vediamo quindi questa opportunità possibile, laddove si possa ancora avere spazio per un approfondimento. Certamente non vorremmo perdere questa esperienza di patrimonio e di cultura che la scuola dell’infanzia ha elaborato in questi anni.
E’ sempre da momenti di difficoltà che possono nascere opportunità di cambiamento. Questo nell'immediato può essere, ad esempio la messa a punto di un percorso di continuità che possa riconoscere alla scuola dell’infanzia un ruolo centrale per la specifica impostazione metodologica e didattica e rilanciare il tema della continuità che da noi, già con la riforma del 1998, ha avuto una forte spinta.

Domanda
Di che cosa si tratta?

Risposta
Nel 1998 la legge di riforma della scuola n. 21 “Norme generali sull’istruzione” (accompagnata dalle leggi n. 22 e 23) ha confermato la scuola dell’infanzia come primo gradino del sistema scolastico (già con L. n.60 del 1980) ed ha introdotto come punti forti la continuità educativa e didattica, l’autonomia, la valorizzazione dei docenti, la valutazione del sistema scolastico, ed in particolare ha assegnato un ruolo preciso alla documentazione didattica.

Domanda
Quali sono state le scelte sul piano dell’innovazione in relazione ai nuovi linguaggi?

Risposta
Il progetto di informatizzazione scolastico ha visto la scuola dell’infanzia impegnata nella sperimentazione. Ogni scuola ha un piccolo laboratorio informatico ed un proprio < a href="http:// www.educazione.sm" target="_blank"> sito internet sul portale dell'educazione attivato dalla Segreteria di Stato congiuntamente al Dipartimento della Formazione.


Domanda
E per gli aspetti più generali, ci sono elementi di novità rispetto alla normativa italiana in relazione alla riforma?

Risposta
Al momento sono in discussione alcune proposte che il Segretario ha presentato rispetto all’articolazione interna dei percorsi, la normativa sull’handicap (un progetto sperimentale che comprende anche la riflessione sul percorso di formazione dei docenti da sviluppare con la collaborazione del Dipartimento della Formazione, l’articolazione e formazione delle classi. Questi ultimi aspetti sono legati anche agli indirizzi della legge finanziaria che chiede, anche per San Marino, una razionalizzazione delle risorse e quindi l'individuazione delle aree su cui si può intervenire.

Domanda
Vi chiedono di risparmiare?

Risposta
La situazione finanziaria ci impone rigore; gli interventi che oggi vengono posti in discussione sono legati sia agli aspetti finanziari, sia all'avvio del processo di adesione di San Marino all’Europa, per cui non può non tenere conto delle direttive europee, e sia ovviamente al rapporto privilegiato che San Marino intrattiene con l’Italia. Non emergerà un progetto di riforma completamente diverso da quello italiano pur cercando di mantenere al nostro interno la nostra specificità statuale.

Domanda
In quale misura San Marino deve adeguarsi al sistema italiano?

Risposta
Più che adeguarsi deve tenere conto, per il rapporto privilegiato delle relazioni di interscambio culturale. A questo va aggiunto il problema dei titoli di studio, che devono essere riconosciuti equipollenti: è possibile in ogni fase del percorso scolastico il passaggio dei ragazzi dal sistema scolastico sammarinese a quello Italiano e viceversa.

Domanda
Quali sono gli umori delle scuole dell’infanzia in questa situazione di cambiamento?

Risposta
Preoccupazione e attesa nei confronti degli effetti di questa nuova legge che come ho detto può offrire ulteriori possibilità di valorizzazione della scuola dell'infanzia a condizione di non forzare le situazioni. Per quanto riguarda la scuola elementare, c’è in più un grande fermento perché il fatto che ci sia da giocare questa partita dell’anticipo, quindi trovarsi con dei bimbi che hanno una differenza di età così alta, pone in discussione anche le metodologie e l’impostazione didattica complessiva di questo segmento formativo.

Domanda
E le famiglie?

Risposta
Le famiglie hanno un atteggiamento, per così dire, di non eccessiva rincorsa. Si pensava ad un’adesione massiccia alla sperimentazione dell’anticipo. In realtà, avvertiamo ancora molte titubanze. Non credo siano riferite all’anticipo, perché i bambini sono maturi e la scuola dell’infanzia ha contribuito a costruire una ‘base sicura’ per tutti e le famiglie hanno la consapevolezza delle capacità dei bambini di cinque anni. Le resistenze appaiono più legate al modello organizzativo, la stessa revisione dei criteri per la formazione delle classi crea apprensione.
I genitori sono abituati nella scuola elementare ad un rapporto molto basso adulto/bambino: attualmente una classe si sdoppia quando si raggiunge il numero di 23 la proposta prevede tale soglia portata a 25.
La famiglia è attenta alle problematiche connesse alla figura dell'insegnante di sostegno, all'inserimento dei bambini con disabilità.
La sperimentazione dovrebbe, nel valorizzare l'insegnante, assegnare alla classe, e quindi al team dei docenti, la responsabilità del successo formativo di tutti gli alunni. Occorre, credo, un lavoro di approfondimento metodologico didattico che tuttavia non sconvolgerà gli assetti;
Sarà poi necessario in considerazione delle modificazioni che avvengono nel tessuto sociale e culturale sammarinese, e del processo di internazionalizzazione di San Marino affrontare il tema dell’integrazione fra le culture in maniera più puntuale rispetto al passato; le stesse adozioni internazionali, e i molti sammarinesi che rientrano, abbiamo una immigrazione forte soprattutto dall’Argentina, richiedono alla scuola un impegno e una azione mirata.


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