Lettera aperta ai Capigruppo dei Partiti all' Opposizione
Ilaria Ricciotti - 06-05-2003
Carissimi Onorevoli,
come donna e come cittadina ho avvertito la necessità di scrivervi, in quanto sentendo o leggendo i vostri discorsi, disapprovo, spesso, totalmente il vostro modo di relazionarvi tra di voi e con i vostri elettori. Pur essendo diversi, qualche anno fa la vostra diversità costruttuva vi ha fatto vincere.
Oggi la vostra diversità, se continuerete a contrapporvi, a sottolineare le vostre differenze sostanziali, vi farà di nuovo perdere. Anzi farà perdere uno schieramento composto non soltanto da voi , ma da milioni di donne e di uomini italiani che vogliono vincere le prossime elezioni politiche.
Pertando, pur non entrando nel merito di tante scelte che dovrebbero essere molto discusse e decise a maggioranza, ascoltando magari anche quegli elettori che vi hanno sostenuto, non capisco, anzi non accetto proprio i diversi adduttori che vi stanno portando lontano, da ciò che avete sostenuto, tempo fa, in merito all' art.18. Articolo che non dovrebbe essere toccato, anche se da destra e da una grandissima parte del centro sinistra, si sentono fare delle esternazioni che economisti o politici sono pur liberi di sostenere, adducendo le migliori ipotesi di questo mondo, ma che da molti lavoratrici e lavoratori ignoranti come me, di fatto non vengono accettate. Non si accettano in quanto noi, rispetto a voi, siamo più immediati, più concreti, anche perchè non godiamo di quei tanti privilegi propri dei parlamentari, molti dei quali bisognerebbe iniziare a togliere.
Concludendo il discorso ho voluto intervenire in questa che sembra una diatriba insanabile, perchè secondo il mio modesto parere, nel prossimo referendum, non si può dire ai propri elettori di votare no o peggio ancora di astenersi contro un articolo di cui debbono godere soltanto i lavoratori delle grandi imprese.
Termino invitandovi con il cuore ed anche con la ragione a ritrovarvi, a non creare nella gente delusioni o confusioni ideologiche e soprattutto a far sì che un diritto acquisito da alcuni, venga esteso a tutti.
E poi, fate in modo, per favore, che certi "onorevoli" o opinionisti di destra non offendano chi non è dalla loro parte, usando un linguaggio troppo irrispettoso e molto poco elegante.
Voi dovete farvi sentire e non soccombere.
Se ci sono delle regole, esse devono essere rispettate da tutti, soprattutto da coloro che hanno ricevuto mandati dal popolo italiano o perchè li governi o perchè li rappresenti.
Spesso diciamo che i giovani nelle espressioni sono volgari, indecenti, incivili, ma abbiamo mai riascoltato il linguaggio di certi vip della politica?
Esso e' immondizia da riciclare.
interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Unodeitanti    - 06-05-2003
Sulla questione dell'art.18 è vero che certi politici prima hanno approvato il referendum e poi tentano di confondere gli elettori.
Mi auguro che non si disertino le urne per difendere dei diritti acquisiti in tanti anni di sacrifici.
Facciamo capire ad una parte dei nostri politici che non ci devono prendere per i fondelli.

 Annamaria    - 14-05-2003
Sono pienamente d'accordo!