breve di cronaca
Un referendum in cerca di quorum
Il Manifesto - 22-04-2003

GENOVA

Tra pochi giorni in Liguria si andrà alle urne. Il 27 aprile si terrà infatti il referendum per l'abrogazione della legge regionale sui buoni scuola, e l'appuntamento desta qualche preoccupazione tra i promotori del referendum, che temono che in Liguria si ripeta quello che è successo in Veneto, dove non è stato raggiunto il quorum. Il pericolo, è inutile negarlo, esiste: tanto più che la Regione Liguria ha scelto come data per la consultazione l'ultima domenica di aprile, alla fine di un ponte lungo che potrebbe tenere lontano dalle urne un numero considerevole di votanti. Del resto, dopo avere protestato per il costo che avrebbe avuto l'organizzazione del referendum, la Regione ha bocciato a suo tempo la proposta di abbinarlo alle prossime amministrative che si terranno in quattro comuni (Chiavari, Sestri Levante, Montaggio e Camogli), facendo intuire che non erano i costi ad essere un problema. Il problema vero, semmai, è proprio la legge regionale numero 14 del 20 marzo 2002 «a sostegno delle famiglie per favorire il percorso degli allievi delle scuole statali e paritarie». Seguendo le orme di Lombardia e Veneto, la Regione Liguria ha stanziato 1.7 milioni di euro a favore delle famiglie che dimostrino di aver sostenuto spese e tasse di iscrizione e frequenza non superiori a 500 euro e che dichiarino di non avere un reddito annuo superiore ai 40.000 euro. Ebbene, a beneficiare di questi fondi sono stati 2635 studenti di scuole private, e questo quando il 93 per cento degli studenti genovesi frequentano la scuola pubblica. Un'ingiustizia evidente, dovuta al fatto che la legge prevede i buoni soltanto a rimborso delle tasse e delle rette superiori ai 500 euro, favorendo sfacciatamente solo ed esclusivamente le scuole private e chi le frequenta. La lista di tutti quelli che si sono mobilitati contro questa legge e che hanno raccolto le firme necessarie per andare al referendum (ne sono state depositate 63 mila) è lunghissima e va dal Forum sociale alla Cgil, e alla battaglia contro i «Robin Hood al contrario» della Giunta regionale, come li ha chiamati Dario Vergassola, si sono uniti personaggi della cultura e dello spettacolo che non hanno voluto far mancare la loro voce: oltre al comico spezzino sono scesi in campo gli scrittori Maurizio Maggiani e Nico Orengo, i poeti Edoardo Sanguineti e Giovanni Giudici, e l'attore Lello Arena.

AUGUSTO BOSCHI

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