A Tatooine, la scuola è così
Francesco Di Lorenzo - 22-04-2003
Tatooine, nella saga di STAR WARS, è il pianeta desertico governato da una specie aliena dedita al crimine.
È tanto lontano nella galassia da essere fuori dall’influenza della Federazione Generale e quindi senza leggi.
La popolazione vive di scambi, scommesse e soprusi.
La schiavitù a Tatooine non è stata ancora abolita.
Sono così serio che tanto per svagarmi, il giorno di Pasqua, mi leggo una rivista scolastica. Prendo a caso da una pila che è sempre lì, tra i miei piedi. Mi capita nelle mani un numero speciale del quindicinale Schola Tatooinense Odierna.

I Toydarian, una delle specie che abita Tatooine, ha riformato la scuola e la rivista propaganda questa trovata. Nei titoli in copertina leggo che all’interno posso trovare idee e materiali per affrontare la nuova scuola primaria. Poiché sono un fanatico delle offerte speciali, non mi faccio sfuggire l’occasione.
E allora leggo. Il primo articolo è scritto bene. Mi viene spiegato che da oggi si dice basta alla pedagogia ministeriale ( pensavo che addirittura ci fossero studi seri sulla pedagogia istituzionale che ora, però, dovranno rivolgersi solo al passato; ma forse mi confondo). Da oggi finalmente c’è libertà didattica e pedagogica. Beh, credo che sia un bel colpo. E poi c’è scritto che la novità di questa riforma sta nientemeno nel fatto che essa assume come fattore fondante la centralità del soggetto che apprende. Complimenti!
Il secondo articolo, è a voler essere buoni, fumoso. Fumo, fumo, fumo. Tra il fumo leggo qualcosa di cui non si capisce il senso, per esempio, si dice che la compilazione di alcuni documenti tra cui il Portfolio ( ma che sarà?), va realizzata in modo tale che le figure dei docenti e dei genitori rispettino i relativi specifici ruoli. Sembra importante, ma è un’assoluta novità.
Poi c’è un intermezzo sintatticamente e concettualmente perfetto perché incarna lo spirito della lingua Tatooinense, ed è questo:" … una scuola che nella comunità elabora Progetti per la comunità deve valutare quale equipaggiamento intenda offrire ai propri alunni, affinché si sviluppi in loro la capacità di ricercare spiegazioni rigorose per i problemi che verranno incontrando”. Mi colpisce ancora una specie di slogan sulla scuola che mi è piaciuto tanto: “Scuola di Progetti”. Non ne avevo mai sentito parlare.
Leggo poi un articolo molto, ma molto interessante, e non affatto fumoso. Propone, contestualizzata nella nuova scuola, una didattica per percorsi, presentandola come la più adatta alla scuola riformata. La didattica per percorsi si esplica attraverso una Struttura Reticolare , con una Molteplicità di Attività, con un Uso Consistente delle Metodologie di Laboratorio e con una Pluralità di Opzioni.
Mai sentito niente di simile. Ora si capisce molto meglio tutto quello che si vuol fare nella nuova scuola.
Però, che simpatici, nel primo articolo viene sbandierata la libertà da prescrizioni e indicazioni normative, e poi giù una sfilata di consigli presentati come unici. Comunque, detto tra noi, tutto diventa secondario di fronte alla novità della Didattica per Percorsi
Trovo poi ancora altri articoli, alcuni confezionati bene, altri fumosi, come il secondo ( li avrà scritti la stessa persona?). Intanto apprendo, ed è una cosa assolutamente sconvolgente, che nella scuola nuova è fondamentale il ruolo dei laboratori. Chi ci avrebbe mai pensato! E addirittura che con essi l’individualizzazione dell’insegnamento troverà finalmente il luogo dove esprimersi. Geniale questa trovata, è veramente eccezionale la capacità di coinvolgimento della nuova scuola di Tatooine. Tra le varie proposte che non sto qui ad elencare, ho trovato alla fine, la proposta di un laboratorio su “ la carta riciclata”.


Una proposta semplicemente rivoluzionaria ( pardon, non volevo offendere, una proposta semplicemente Tatooinense) che potrà finalmente dare agli alunni di questo pianeta, quello che non hanno mai neanche lontanamente sognato.
Sognato, che parola. Ormai stanco, mi sono addormentato.

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