breve di cronaca
Quale sorte spetta agli istituti tecnici e professionali?
Avvisatore.it - 21-04-2003
Quale sorte spetta agli istituti tecnici e professionali?



Premesso che:

  • il Parlamento ha definitivamente licenziato la legge recante «Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale»;
  • in tale testo, come è noto, si stabilisce che al termine della scuola media gli studenti e le studentesse siano indirizzati in due diversi sistemi: il sistema dei licei e il sistema dell'istruzione e della formazione professionale;
  • la legge non chiarisce quale sia la collocazione degli attuali istituti professionali di Stato, che invece la legge n. 30/2000 aveva correttamente incluso negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, destinati tutti a costituire la scuola secondaria nella riforma dei cicli;
  • il ministro Moratti in numerose circostanze (si cita, quale esempio non esaustivo, la trasmissione RAI «Uno Mattina» in data 27/02/03) si esprime in modo non chiaro, dicendo che gli studenti e le studentesse sceglieranno tra due canali, quello dei «licei» e quello degli «istituti professionali»;
  • attualmente in Italia il 22,7 per cento degli studenti della scuola superiore statale (dati CENSIS del 2001) frequenta gli istituti professionali; 347.449 studenti frequentano i corsi di formazione professionale regionale (dati CENSIS del 2001); si tratta, quindi, di due universi distinti, numericamente definiti e limpidamente identificabili;
  • in sede di votazione finale alla Camera dei deputati sono stati presentati dalla maggioranza dell'Assemblea e accolti dal Governo ordini del giorno assai confusi e contraddittori (si confrontino, a tale proposito, l'ordine del giorno 9/3387/5, accolto; l'ordine del giorno 9/3387/9, accolto, l'ordine del giorno 3387/47, non accolto),


si chiede di sapere:

  • se la frequente omissione, nei discorsi del Ministro in indirizzo, del settore dei corsi di formazione professionale regionale indichi che tali corsi non appartengono al «sistema dell'istruzione e formazione professionale»;
  • se il Ministro abbia elaborato un progetto chiaro sulle sorti degli istituti tecnici e professionali;
  • se il Ministro stesso non ritenga opportuno portare a conoscenza delle famiglie, degli alunni, degli insegnanti tale progetto, al fine di evitare il diffondersi di dubbi interpretativi, di incertezze nelle scelte e, in generale, di un clima di confusione e di precarietà nell'istruzione tecnica, nell'istruzione professionale e nella formazione professionale regionale.



(2-00353)

A questa interpellanza è stato invitato a rispondere il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca



discussione chiusa  condividi pdf

 Ledo Leonelli    - 27-04-2003
Più che un commento, avrei una domanda da porre: in particolare, si conosce l'orientamento del Ministro circa la sorte degli Istituti Professionali per l'Agricoltura?. Alcuni di loro, proprio per il naturale legame che li unisce alle specifiche attività professionali locali, operano in sedi lontane dai grossi centri abitati. Non è azzardato affermare che in alcuni casi costitutiscono un elemento di crescita culturale e professionale determinante (a volte unico) per intere zone extraurbane.
La loro "regionalizzazione" ne significherebbe anche, automaticamente, la scomparsa. E' questo che si vuole?