breve di cronaca
L'Anci e la Riforma
Anci - 10-04-2003
Riforma Moratti – Iscrizione scuola dell’infanzia.
(Incontro ANCI - MIUR del 10 aprile 2003)


La cautela dell'ANCI, nel privilegiare la qualità, rispetto ad ingressi anticipati che non garantissero le condizioni cui hanno diritto tutti i bambini della scuola dell'infanzia, ha trovato la disponibilità del Ministro Moratti, cui diamo atto della sensibilità e responsabilità.
Così interviene Leonardo Domenici, Presidente dell'ANCI che aveva richiamato l'attenzione del Ministro sulla questione, ottenendo un immediato incontro tra una delegazione della Commissione Scuola dell'ANCI ed il Sottosegretario Valentina Aprea.
All'incontro ha fatto seguito la comunicazione che anche il Ministro riconoscendo valide le preoccupazioni dei Comuni disporrà la riapertura immediata dei termini per le iscrizioni anticipate solo per la scuola di base.
Per la scuola dell'infanzia, stante anche la sperimentazione in corso, i Direttori Scolastici Regionali saranno informati delle intese con l'ANCI per una ricognizione congiunta, per l'acquisizione di dati e di condizioni utili ad evitare interventi inopportuni.
Solo dopo l'acquisizione di tutti i dati esistenti, che dovranno scaturire anche da intese locali con le Amministrazioni Comunali, sarà valutato congiuntamente il successivo percorso.
Quindi, i bambini che compiono i tre anni entro il 28 febbraio dell'anno 2004, e per i quali la riforma prevede la possibilità di iscrizione anticipata alla scuola dell'infanzia dovranno attendere, secondo le intese intercorse con l'ANCI, il quadro completo delle diverse situazioni territoriali e le valutazioni, da verificare sempre con l'ANCI, delle disponibilità finanziarie e dei posti.




Documento ANCI sulla riapertura delle Iscrizioni.


Premesso che rimangono tutte le questioni già sollevate nel corso del dibattito che ha accompagnato l’iter di approvazione della legge, i Comuni sono preoccupati per l’intenzione del Ministero di riaprire già per il prossimo anno scolastico le iscrizioni alle scuole dell’infanzia, dopo che tutte le operazioni sono state già completate.
La riapertura delle iscrizioni infatti comporterebbe lo stravolgimento della organizzazione dei servizi di loro competenza e, vista la imprevedibilità delle nuove richieste, sia quanto al numero che alla localizzazione, potrebbe costringere i Comuni a negare alle famiglie l’esercizio di un diritto loro riconosciuto da una legge.
Molti infatti sono i Comuni che registrano già ora una lista di attesa per l’ingresso nelle scuole dell’infanzia, quindi la riapertura delle iscrizioni non preventivamente concordata, potrebbe assicurare il "diritto" a macchie di leopardo a seconda della disponibilità di posti, dopo la presentazione della domanda, rendendo i Comuni gli unici responsabili di fronte all’opinione pubblica del mancato ingresso.
L’applicazione della riforma dovrà essere invece rispettosa anche delle competenze dei Comuni e del loro diritto a mantenere un rapporto corretto con gli amministrati, che non può essere messo in discussione neppure da una affrettata applicazione di una norma dello Stato.
Del resto la norma ha salvaguardato tale diritto quando ha previsto che:
“per la realizzazione delle finalità della presente legge, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca predispone, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima, un piano programmatico di interventi finanziari, da sottoporre all’approvazione del Consiglio dei ministri, previa intesa con la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo n. 281 del 1997, a sostegno” tra l’altro:
a) della riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo e la valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;
m) degli interventi di adeguamento delle strutture di edilizia scolastica”.

Inoltre l’art. 7 della Legge prevede, per gli anni 2003-04, 2004-05 e 2005-06, una applicazione della legge “secondo criteri di gradualità”,“in forma di sperimentazione”, e, soprattutto, “compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei Comuni ….. e nel rispetto dei limiti posti alla finanza comunale dal patto di stabilità”.
E’ inoltre da tenere presente che una riapertura accelerata contrasta con il dettato legislativo che prevede: “È assicurata la generalizzazione dell’offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell’infanzia; alla scuola dell’infanzia possono essere iscritti secondo criteri di gradualità e in forma di sperimentazione le bambine e i bambini che compiono i 3 anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, anche in rapporto all’introduzione di nuove professionalità e modalità organizzative”
E’ evidente che anche le possibilità di anticipare l’iscrizione debbono muoversi dentro le considerazioni precedenti, garantendo prima la generalizzazione dell’offerta formativa e la possibilità di frequenza alla scuola dell’infanzia e poi la sperimentazione di anticipi, sempre entro i limiti fissati dalla legge “di introduzione di nuove professionalità e modalità organizzative.”
Si ritiene pertanto che non si debba procedere alla riapertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2003/2004; in ogni caso sicuramente ciò dovrà essere evitato negli istituti ove si verifica l'impossibilità di accogliere nuovi utenti a causa di carenze strutturali o a causa della presenza di liste d'attesa, per non creare inutili aspettative.
Ove invece, in presenza di una preliminare intesa tra l’ente locale e l’istituzione scolastica, sia possibile l'anticipo, perché non presenti i vincoli suddetti, si dovranno individuare modalità per la riduzione dei numeri di utenti per sezione, nella scuola materna per tener conto della maggiore attenzione di cui necessiteranno i piccoli, nella elementare per conservare posti disponibili necessari a rispondere agli arrivi in corso d'anno (fenomeno presente in tutto il paese) e per garantire la qualità attuale.
L’anticipo della scolarizzazione dei bambini, con riferimento in particolare ai due anni e mezzo per i quali la situazione risulta più delicata, ma anche di maggiore interesse per le famiglie, non può essere responsabilmente attivato se non creando preliminarmente condizioni idonee e quindi, oltre a verificare la disponibilità di spazi e risorse, anche elaborando un progetto educativo rapportato all’età dei bambini che preveda la costituzione delle così dette “sezioni ponte” o “sezioni primavera”, sapendo che tutto ciò presuppone anche ulteriore personale a disposizione.
Analoghe riflessioni dovranno essere sviluppate per i “piccoli” che potranno accedere alla prima elementare.
Si ritiene che, in sede locale, dovrebbero essere previsti tavoli di concertazione interistituzionale tra enti locali, istituti scolastici autonomi e direzioni scolastiche regionali, al fine di valutare congiuntamente, in relazione alle risorse, alle strutture, alla presenza di liste d’attesa, etc., la possibilità o meno di riapertura delle iscrizioni.
Considerata, inoltre, l’opportunità di adottare ovunque comportamenti omogenei, viene proposta la costituzione, a livello locale, di due gruppi di lavoro Stato/Comune che, partendo da esperienze esistenti, definiscano le linee per un progetto educativo che potrà quindi essere generalizzato e finalizzato, l’uno, alla continuità asilo nido-scuola dell’infanzia e l’altro alla continuità scuola dell’infanzia-scuola elementare. In particolare, l’elaborazione di tali linee potrebbe far riferimento ad esperienze già sviluppate in situazioni nelle quali i nidi e le scuole coesistono nello stesso plesso e nelle quali sono già da tempo attivi progetti di continuità.

Dopo l’esposizione delle tesi dell’Anci l’Onorevole Aprea ha precisato che il Miur ritiene di dover separare le problematiche relative alla scuola primaria (ex scuola elementare) da quelle relative alla scuola dell’infanzia.
In relazione alla scuola primaria, il Ministero ha informato che intende procedere con la riapertura delle iscrizioni subito dopo l’entrata in vigore della legge (17/4/2003) e concludere le operazioni in tempi molto brevi al massimo entro il 30/4/2003, in considerazione che si tratta di scuola dell’obbligo.
A fronte dalle preoccupazioni manifestate dalla delegazione ANCI, in particolare in relazione ai possibili oneri aggiuntivi a carico dei bilanci degli enti locali, la delegazione MIUR, pur ribadendo che la norma non prevede nell’ambito della scuola primaria la necessità di una intesa con gli enti locali, si è impegnata a:
1) Attivare in ogni Provincia un tavolo interistituzionale di monitoraggio, per la verifica dell’andamento delle iscrizioni e per la rilevazione di eventuali situazioni problematiche;
2) Organizzare un ulteriore incontro nazionale a metà Maggio, per effettuare una valutazione congiunta dei risultati delle iscrizioni e delle eventuali criticità localmente evidenziate.
In relazione alla scuola dell’infanzia, sempre sulla questione della riapertura delle iscrizioni, il Sottosegretario Valentina Aprea ha preso atto del documento consegnato dall’ANCI, mostrando disponibilità a ragionare sulla fondatezza delle osservazioni e ha dichiarato che la questione sara rimessa alle valutazioni del Ministro Moratti.
L’Anci rimane per ora in attesa che il Miur faccia conoscere le proprie osservazioni che saranno immediatamente portate a conoscenza dei Comuni, per le determinazioni di ciascuno, e per la convocazione della Commissione Scuola.

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