Drin! Drin! E' ora di svegliarsi.
Ilaria Ricciotti - 10-04-2003
Che cosa pensa di fare la classe docente italiana in merito ad i tagli delle classi con meno di 20 alunni alle superiori? Che cosa pensano di fare ora quei numerosi insegnanti che hanno messo al rogo l'ex Ministro Berlinguer e con esso hanno bruciato l'Ulivo per il cosiddetto "concorsaccio"?Che cosa pensano di fare i numerosi docenti italiani, quando a settembre vedranno modificate le loro mansioni di insegnanti e, a detta dei sindacati, dopo due anni, se saranno ancora perdenti posto, verranno licenziati?
Inoltre i genitori di quegli alunni che, a 14 anni, hanno già scelto con fatica quale scuola superiore frequentare ed ora saranno costretti, per il taglio di classi ad iscriversi ad altre scuole, che magari a loro volta li rifiuteranno, perchè troppo numerose, come intenderanno tutelare il diritto allo studio dei propri figli?
Leggendo diversi articoli di colleghi apparsi su Fuoriregistro, mi sto accorgendo che le esternazioni o le risposte alle domande che vengono poste per e sulla "nuova scuola"sono poche, troppo poche. Sto percependo, da parte degli operatori scolastici, un
atteggiamento di completa apatia, che spero sia dettato soltanto da confusione, incertezza, paura.
Intanto, tuttavia, continuiamo a non esprimere le nostre opinioni. Continuiamo a non scioperare. Continuiamo ad attendere che altri pensino a risolvere i nostri problemi. Questo atteggiamento è quasi ancestrale. E' proprio grazie ad esso che i vari governi non sempre hanno valorizzato un'Istituzione importantissima per lo sviluppo civile e sociale di uno stato: la scuola.
Perciò cerchiamo di sfruttare la nostra creatività e di pensare, nel rispetto delle leggi, a strategie con le quali possiamo rendere visibile il nostro malcontento.
E' ora che ci svegliamo da questo torpore. E' ora che iniziamo a lottare per una scuola pubblica che sia rispettosa dei principi costituzionali e delle leggi che la categoria fino ad ora ha conquistato con sacrifici.
Nella mia scuola diversi colleghi stanno esternando questi pensieri.
Cerchiamo di proporre modalità eterogenee con le quali possiamo farci sentire.
Una che or ora mi viene in mente, potrebbe essere quella di farsi ricevere dal Ministro Moratti, partecipandole le nostre perplessità, i nostri dubbi e ciò che vogliamo.
Un Ministro appartenente alla "Casa delle libertà" non può rifiutare il confronto democratico con coloro che vorrebbero dialogare democraticamente con lui, pardon con lei. Che ne dite?


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Arturo Nitrini    - 13-04-2003
Cara Collega, quello che dici è sacrosanto.
Ma come possiamo "lottare"!?
Sono ormai alla soglia della pensione (63 anni e 37 di servizio) non mi sono mai tirato indietro quando c'è stato da dimostrare che eravamo "presenti e svegli" ma ora come possiamo "lottare" , abbiamo le mani legate e, perquanto bravi lottatori, a mani legate siamo destinati solo a prenderle di santa ragione.
L'arma dello sciopero nelle varie forme possibili un tempo:
sciopero bianco
sciopero degli scritini
sciopero totale.
Tutto da dimenticare.
Lo sciopero legato alle procedure (sciopero bianco) eliminato!
Sciopero degli scrutini? non sorte alcun effetto, il sistema si è autoprotetto.
sciopero totale tradizionale? non ha nessun effetto perchè, nella scuola media, con la presenza di minori, gli alunni vengono affidati ai colleghi presenti oppure al personale ATA oppure "a qualsiasi adulto presente nella scuola".
Un saluto.
Arturo

 ilaria ricciotti    - 13-04-2003
Caro Arturo, non si deve mai perdere la fiducia nelle forze dei lottatori.Anch'io con 37 anni di servizio e 55 anni di età andrò, grazie al Ministro, per cautelarmi, in pensione. Ciò non vorrà dire che trascorrerò le mie giornate disintossicandomi della scuola, anzi, avendo più tempo lotterò maggiormente, per i bambini, per i giovani e perchè i diritti acquisiti con sacrifici non vengano cancellati.
Ciao, Ilaria

 maurizia marchetti    - 26-04-2003
Concordo pienamente con te sulla necessità di svegliarci, spero solo che non sia troppo tardi. Per quanto riguarda le possibilità di lotta e di protesta so che in varie scuole del mio distretto i colleghi stanno boicottando la scelta dei libri di testo anche perchè, con le nuove articolazioni delle cattedre,molti Dirigenti chiedono l'adozione di un testo unico su tutte le sezioni( alla faccia della libertà di insegnamento e della "casa delle libertà"). Ho anche letto la tua risposta al collega in cui dichiari che continuerai a lottare per la scuola anche da pensionata e ti dico che spero tu non vada in pensione anche se è necessario fare spazio per i giovani.La scuola ha bisogno di persone con la voglia di lottare, di indignarsi, di progettare e di ...suonare la sveglia.

 ilaria ricciotti    - 28-04-2003
Anche se, forzatamente, come ho spiegato dovrò andare in pensione, non significa che i problemi scolastici non mi riguarderanno più, al contrario, avrò modo di fare ciò che noi, neo o vecchi insegnanti pensionati non abbiamo mai avuto modo di fare o per pressanti incombenze scolastiche o personali: informarci per informare ed adottare una tipologia di
scuola che non è certo quella che il Ministro Moratti sta imponendo al paese.
Pertanto inseganti pensionati di tutto il territorio italiano uniamoci e forniamo quelle informazioni che a volte non riusciamo a conoscere.