Disgusto clerico-fascista
Leonardo F. Barbatano - 07-04-2003
La vicenda del contratto della scuola e le ultime notizie di una significativa diminuzione delle risorse che questo improbabile governo intende destinare al rinnovo contrattuale dimostrano ulteriormente, ma davvero non ce n’era bisogno, la lontananza cosmica di questa maggioranza dalla scuola pubblica e dai suoi urgenti problemi. Capita, tuttavia, di leggere sul sito di Fuoriregistro missive farneticanti che lasciano trasparire il malcelato desiderio di un drastico ridimensionamento delle forze sindacali (in particolare della Cgil) e che presentano le organizzazioni sindacali operanti nel nostro paese come entità quasi delinquenziali che opprimono i lavoratori della scuola. Parlare del sindacato come potere opprimente che tiene in schiavitù i docenti delle scuole significa essere completamente estranei alla storia del movimento dei lavoratori e alla storia delle battaglie civili che questi hanno sostenuto per la propria emancipazione; significa odiare tali battaglie, significa essere fascisti. Solo durante il fascismo si assistette ad attacchi simili nei confronti delle associazioni sindacali dei lavoratori. Il fatto che coloro che esprimono tali posizioni siano un’infima e insignificante minoranza nella nostra civile società nulla toglie alla volgarità e alla bassezza culturale di chi le esprime. Questo sito è splendido perché è un’agorà dove docenti democratici possono dibattere le proprie opinioni. Ma stona davvero nel contesto chi è del tutto estraneo all’agorà e nemico della polis. E’ sconcertante vedere come una furiosa malafede trasformi l’indisponibilità di questo governo nei confronti della scuola pubblica in una colpa sindacale. Complimenti! Se fossi credente, mi verrebbe da dire che un animo insincero è profondamente anticristiano. Poiché si parla di disgusto sindacale, a me pare che disgustoso sia solo questo qualunquismo fascista che aggredisce con violenza inaudita una persona che, pensate voi!, è preside, è della Cgil e guadagna come un preside.
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 Giuseppe Aragno    - 09-04-2003
Fascista è parola pesante. Lei poi, mi scusi, non è un preside, ma un dirigente scolastico, controparte delle RSU, e la sua malaccorta difesa si affida non a caso ad un linguaggio che è decisamente estraneo alla CGIl. Come estranei dovrebbero essere i dirigenti scolastici. Ci sono, ahimé, e il suo disgusto clerico-fascista non modifica di una virgola l'anomalia.

 Silvio Restelli    - 13-04-2003
Congratulazioni. L'articolo è espressione della logica che abbiamo da tempo sperimentato per cui chi ti critica non può che essere fascista (dove fascista sta per persona inqualificabile con il quale non bisogna confrontarsi, ma che occorre solo eliminarr dai luoghi democratici). Ma perché bisogna passare alle offese senza confrontarsi con quello che gli altri dicono?

 Corrada Cardini    - 29-04-2003
Sai che cosa è di moda ultimamente? Accusare di intolleranza chi si permette di non essere d'accordo con chi non condivide il clima di restaurazione imperante. E così ..non sta bene parlare con tono polemico di fascismo, non è fairplay ! ! ..Comunque questi sono i tempi.. Personalmente mi fanno meno paura certi nostalgici del fascismo che hanno il coraggio di dichiararsi tali, di certi inquietanti personaggi legati a quella potentissima macchina stritolacervelli che è l'Opus Dei. Non so quanti lo sanno ma in questi tempi per fare carriera in molti settori della politica e dell'economia bisogna essere inseriti in cordate legate a personalità dell'Opus Dei...altro che Massoneria!!