breve di cronaca
Brocca, l’anti-Bertagna
Tuttoscuola - 07-04-2003

Beniamino Brocca, responsabile scuola dell’Udc, si sta sempre più caratterizzando per la sua ostilità al progetto del docente tutor nella scuola primaria, contenuto nelle "Indicazioni nazionali" predisposte sulla base delle elaborazioni tecniche elaborate dal prof. Bertagna e nella stessa sperimentazione in corso in 250 istituzioni scolastiche.
Brocca, già sottosegretario all’Istruzione e noto per i progetti sperimentali della secondaria, è stato, a suo tempo, un sostenitore della riforma di ordinamento della scuola elementare (legge 148/90), la riforma dei moduli. E, proprio in difesa del modulo didattico, che rappresenta l’unità organizzativa e didattica attuale dell’elementare, Brocca si sta impegnando in un attacco senza sconti contro l’idea del docente tutor-coordinatore, che rappresenta l’elemento di destrutturazione del modulo stesso.
L’ultima occasione si è registrata a Modena al convegno promosso dall’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi, dove Brocca parlando della figura del tutor nella scuola elementare l’ha definita "una sciocchezza" che rischierebbe di "scassare la scuola".
Il totale silenzio della legge delega in merito (non si fa accenno alcuno a riforme organizzative e didattiche della scuola primaria) sembra indirettamente rafforzare la sua convinzione che non sia legittimo, oltre che opportuno, buttare a mare i moduli, mentre le "Indicazioni nazionali", centrando la ragione di fondo della riforma sulla personalizzazione dei piani di studio - che sembra aver incontrato il consenso delle scuole che sperimentano -, sostengono la tesi opposta di superamento del modulo della scuola elementare e di rottura della parità di funzioni dei docenti che lo componevano.
È logico attendersi nelle prossime settimane sviluppi, forse anche clamorosi, di questa profonda divergenza di vedute all’interno della maggioranza che sostiene il Governo e il ministro Moratti.


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 Agata Campolo    - 13-04-2003
Solo una piccola riflessione. Non dimentichiamo che la struttura organizzativa dei moduli prevedeva già sistemi di personalizzazione degli apprendimenti e buona parte di quanto presentato nella riforma Moratti. Attività individualizzate di recupero, consolidamento e sviluppo; laboratori ed attività con gruppi omogenei o eterogenei di alunni, ecc... non sono per niente una novità. Ma una cosa fondamentale che spesso si dimentica è che dopo i primi anni di corretta applicazione dei moduli, ai docenti è stato impedito di realizzare qualsiasi attività durante il tempo di contemporaneità perché si è utilizzata questa risorsa per risparmiare sulla spesa per le supplenze ed effettuare le sostituzioni dei colleghi assenti. E' stato così annientato uno dei principi fondamentali dei moduli. Credo che bisognerebbe ricordarsi di ciò, quando si dichiara il fallimento dei moduli nella scuola elementare.............! Per non parlare di quelle competenze specifiche che durante questi anni sono state oggetto di studio ed approfondimento da parte dei docenti assegnati ai vari ambiti.
Adesso dobbiamo nuovamente prepararci a quella innaturale classificazione di insegnanti che si troveranno tutt'al più a coadiuvare il docente tutor con tutto quello che da questa gerarchizzazione dovrà discendere....!

 carmina    - 13-04-2003
Non posso che unirmi alla protesta del professor Brocca e sostenerla. Sono insegnante di scuola elementare e dal 1986 sono di ruolo dopo 15 anni di supplenze. Ho lavorato in molti modi diversi ed ora che finalmente avevo accumulato un pò di esperienza concreta, mi vedo catapultare l'organizzazione con la più grande incertezza sul futuro.Lavoro in un comune della Basilicata, da noi è molto sentito il calo delle nascite, sia per i problemi che interessano un pò tutto il paese, sia per l'emigrazione. Stiamo passando da un dimensionamento all'altro con gravi danni per l'organizzazione. Le nostre classi, nelle zone periferiche sono anemiche, ma le condizioni ambientali non permettono il raggruppamento degli alunni in un unico edificio. Questo è un altro problema che sembra non interessare molto l'attuale Ministro. Per quanto riguarda la riforma, penso che l'insegnante tutor, e chiamiamolo con il suo nome vero" INSEGNANTE UNICO" porta la scuola elementare indietro di molti decenni. Ci saranno di nuovo insegnanti di serie A ed insegnanti di serie B e non ditemi che non è vero! Inoltre, la cosa che spaventa di più è che ci sarà un forte taglio di posti di lavoro perchè, secondo quanto leggo tra le righe, non trovo il tempo pieno, che fine farà?
Caro signor Brocca la legge 148 è naufragata secondo loro, ma io posso assicurarle che in quelle scuole dove ci sono stati veri professionisti si è lavorato bene! In più bisogna dire che i governi sanno criticare ma quali mezzi e strumenti hanno messo a nostra disposizione per fare in modo che fosse applicata per intero? Dove sono le strutture? E i fondi? perchè dobbiamo usare le ore di compresenza per le supplenze? E ancora peggio perchè dobbiamo unire le classi quando manca un collega perche non ci sono fondi per pagare i supplenti? Chi dovrebbe controllare?
Succederà ancora perchè la scuola non dà prodotti immediati, non c'è niente da vendere, si preparano solo gli uomini di domani, e allora chi se ne frega!!!!!! Mi scusi per lo sfogo ma la domanda che mi pongo spesso è questa: con tutte queste riforme e questi cambiamenti quando andrò in pensione mi chiederò MA COME SI FA SCUOLA?