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No alla caccia nei parchi!
WWF Italia - 07-04-2003
Firma l'appello del WWF per dire NO alla caccia nei parchi!




Una cosa è certa: i parchi e la caccia non sono compatibili. Conservazione della natura e caccia non possono andare d'accordo. Se venisse approvata la proposta di legge che mira ad abrogare il divieto di caccia nei parchi, l'Italia farebbe un salto indietro di cinquant'anni nel campo della conservazione della natura. Un provvedimento che segnerebbe la fine di un sistema di tutela della fauna selvatica che é stato ottenuto con tanti anni di lavoro e di battaglie e che ormai si considerava assodato e non più discutibile. Nemmeno quel 10% di territorio protetto può essere al sicuro dalle doppiette? Non si tratta solo di difendere gli animali, che nei parchi trovano rifugio, ma anche quei 17 milioni di turisti che ogni anno frequentano le aree protette e che rischierebbero di essere impallinati per errore.


Contro la proposta di aprire i parchi alla caccia, il WWF si era immediatamente mobilitato nei primi mesi del 2002, con una lettera inviata alla Camera. Si chiedeva l'immediato abbandono di questo progetto, ribadendo che "l'attività venatoria in senso stretto non è esercitabile in un'area protetta: per motivi giuridici, ecologici, di sicurezza ed anche economici". Contro questa proposta si è schierato, compatto, tutto il mondo ambientalista ma anche la Federparchi, la federazione che riunisce tutte le aree protette italiane. Persino le associazioni venatorie sono spaccate su questo tema.


La caccia è una delle battaglie storiche del WWF in Italia. Non perché l'associazione consideri la caccia come il principale problema ambientale, quanto perché normative e controlli sulla caccia non rappresentano, nel nostro paese, garanzie sufficienti. L'Italia ha la più alta densità di cacciatori in rapporto al territorio rispetto agli altri paesi europei, ed è l'unico paese al mondo che consente ai cacciatori (e solo ai cacciatori) di avere libero accesso nei fondi privati. Inoltre il bracconaggio è un fenomeno ancora di dimensioni allarmanti.


La caccia viene ormai esercitata in completa deregulation: nonostante la fauna sia "patrimonio indisponibile dello Stato" sancito dalla Costituzione, le istanze ambientaliste e del mondo scientifico restano sempre in secondo piano rispetto alle pressioni dei cacciatori. Ultimi esempi, il recente, sconsiderato tentativo di aprire la caccia nei parchi, sul quale il WWF sta dando battaglia, o le sciagurate modifiche alla legge sulla caccia che permetteranno alle Regioni di cacciare "in deroga" specie protette dall'Unione Europea.



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