Sovradimensionamento nelle scuole italiane? Ma va là.
Bruna Bassi - 07-04-2003
Ho letto recentemente un articolo pubblicato sul Sole 24 ore e l' intervista citata dal collega Pedrelli all'on. Valentina Aprea. In entrambi si legge che il rapporto docenti/studenti in Italia è il più alto d'Europa. Orbene, la matematica non è il mio forte, lo ammetto, per cui non posso contestare i dati. Vorrei però precisare una cosa. Sto lavorando su alcuni progetti europei che prevedono scambi fra docenti e sono andata a vedere cosa fanno i nostri colleghi in Germania, in Spagna, in Francia ed in Norvegia. In questi Paesi il sistema scolastico prevede molte figure intermedie fra i docenti e la dirigenza: figure che in Italia non ci sono. I quadri intermedi della scuola, in questi paesi, si occupano della formazione dei neo assunti, della qualità dell'insegnamento, delle verifiche dell'insegnamento/apprendimento, delle ricerche, dei progetti, dell'alternanza scuola-lavoro ecc. Sono nella maggior parte ex docenti che "hanno fatto carriera". I quadri intermedi, essendo distaccati dall'insegnamento, non entrano nel conteggio da cui scaturisce il rapporto docenti/studenti. Nella scuola italiana le loro mansioni sono tutte affidate al personale insegnante che appare così numericamente più elevato. Se qualcuno si prendesse la briga di rifare i conti e nella divisione al posto del numero dei docenti inserisse il numero complessivo delle persone impegnate nel funzionamento della scuola si vedrebbe che l'Italia non ha un rapporto diverso da quello dei Paesi della UE. Del resto basta entrare nelle classi Norvergesi, Spagnole, Francesi, Tedesche per accorgersi che gli allievi sono addirittura in numero inferiore rispetto a quelli che possiamo contare nelle nostre classi. Sempre dal basso delle mie capacità matematiche questo suppone che il rapporto docenti/studenti sia più alto da loro che da noi. Questi freddi ed eleganti dati statistici fra le cui righe si intuisce un certo disimpegno della categoria professionale a cui appartengo, comincia a starmi un pò sul naso: anche perchè non rispecchiano la realtà nel suo insieme, ma solo una piccola parte che stravolge il risultato finale. Non ho ancora visto un paese nel quale gli insegnanti abbiano un contratto di lavoro peggiore del nostro sia in termini di stipendio che in termini di condizioni di lavoro eppure quel che emerge è sempre tutt'altro. Ma chi li fa questi conti?

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