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Dopo oltre due settimane l'Unicef riesce a far entrare due camion nel Nord dell'Iraq
Due camion dell’Unicef, carichi di aiuti umanitari per un valore di 80mila dollari hanno varcato il confine turco il 1 aprile, presso la città di Silopi, con destinazione Dohuk, Erbil e Sulemainyiah, nel nord dell’Iraq.




Il convoglio umanitario rappresenta il primo carico di aiuti che entra nell’Iraq settentrionale da due settimane: i camion trasportano 16 tonnellate di prodotti medicinali per il trattamento dell’anemia (particolarmente diffusa nel nord Iraq), 6 tonnellate di cloro per la potabilizzazione dell’acqua e materiali scolastici per l’istruzione in condizioni d’emergenza.
Il carico di aiuti segue l’altro convoglio umanitario Unicef che il 31 marzo ha trasportato dal Kuwait oltre 100mila litri d’acqua a Um Qasr, nell’Iraq meridionale: le scorte d’acqua sono state distribuite agli ospedali pediatrici e ai centri sanitari locali, assicurandosi che andassero a beneficio dei bambini più bisognosi.
Finora l’Unicef ha distribuito circa 14 milioni dollari in aiuti umanitari, diretti a 4 gruppi particolarmente a rischio data la crisi attuale: i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, i bambini che vivono in istituto e le popolazioni sfollate a causa della guerra. La malnutrizione rimane, con l’emergenza idrica, tra le principali preoccupazioni dell’Unicef: l’80% della popolazione ha finora ricevuto razioni dal governo, il 60% dipende interamente da esse per il suo sostentamento.

Una settimana prima dello scoppio della guerra l’organizzazione ha fornito provviste di biscotti HPB ad alto valore nutritivo, sufficienti per circa un mese, e distribuito scorte di latte terapeutico e medicinali a 68 centri pediatrici che si occupano dei bambini gravemente malnutriti.

L’Unicef ha predisposto scorte di prodotti nutrizionali per 3 mesi L’organizzazione chiede il sostegno di tutti per salvare la vita dei bambini iracheni.

Per contribuire:
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c/c bancario 894.000/01 Intesa BCI ag.11 Roma, ABI 03069 CAB 05063,
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causale "per i bambini iracheni” ,
o con carte di credito, telefonando al numero verde 800.745.000
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L'UNICEF, Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, è un'agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda Guerra Mondiale. Nel periodo tra il 1946 al 1953 fu presente in vari paesi europei, e anche in Italia, con moltissimi interventi a difesa dei bambini. Con la graduale ripresa dell'economia dei paesi europei, le attività del Fondo vennero rivolte ai bambini dei paesi in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina, fino a che nel 1953, a seguito dei risultati ottenuti, le Nazioni Unite decisero di prorogare indefinitamente il mandato dell'UNICEF. Nel 1965 l'UNICEF riceve il Premio Nobel per la Pace. Nel 1989 viene approvata la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia nella quale si stabilisce che l'UNICEF sia parte in causa per garantire il rispetto dei diritti dei bambini di tutto il mondo. Territorialmente l'UNICEF è presente con proprio personale in 161 paesi. In Italia opera tra l'altro il Centro di ricerca "Innocenti", situato a Firenze.

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Il Comitato Italiano è uno dei 37 Comitati Nazionali che sostengono l'UNICEF internazionale. La loro creazione, databile approssimativamente intorno al 1953, rispose alla necessità fondamentale di reperire i fondi necessari alla realizzazione del nuovo mandato UNICEF a favore dell'infanzia bisognosa di tutto il mondo. Fino a quel momento le risorse provenivano principalmente dai contributi volontari dei Governi dei paesi membri dell'ONU. I Comitati Nazionali nascono con un duplice obiettivo: da una parte sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere i diritti dei bambini e delle bambine nel paese e dall'altra aumentare le risorse dell'UNICEF sollecitando la solidarietà dei privati e dell'opinione pubblica in genere. Il Comitato Italiano viene fondato nel 1955 ed inizia ad operare come organismo dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, poi, del Ministero dell'Interno fino ad assumere la sua attuale struttura di ente di diritto privato riconosciuto dall'ordinamento italiano nel 1974.
Nel corso di questi ultimi 23 anni il Comitato Italiano ha sviluppato una strategia di intervento basata soprattutto sull'Educazione allo Sviluppo come cardine di qualunque attività di raccolta fondi. La filosofia del Comitato Italiano è: chiedere contributi suscitando nel contempo un interesse e una consapevolezza sulle tematiche dello sviluppo e dell'infanzia. Sul territorio nazionale esso opera attraverso Comitati Regionali e Provinciali che consentono una maggiore conoscenza del tessuto sociale in cui si svolge l'attività e permettono un contatto più diretto con la popolazione





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