Per una scuola pubblica, laica e democratica
MorattiNO - 31-03-2003
PER UNA SCUOLA PUBBLICA, STATALE, LAICA, DEMOCRATICA E PLURALISTA IN DIFESA DELL'UNIVERSIT└ E DELLA RICERCA PUBBLICA


La tragedia del conflitto militare in Iraq, con il suo carico di morte, di violenza e di terrore, pone il mondo intero di fronte alla prospettiva angosciante della guerra preventiva e permanente quale elemento sovraordinatore per la ridefinizione dei modelli di convivenza tra i popoli. Questa prospettiva, che sta giÓ producendo un imbarbarimento delle relazioni ed il restringimento degli spazi di agibilitÓ democratica, investe con forza anche il mondo della scuola pubblica che, da sempre, Ŕ presidio di pace. La scuola pubblica, infatti, Ŕ luogo della formazione della capacitÓ critica e della coscienza collettiva, ma Ŕ anche luogo del confronto democratico tra culture diverse, irriducibili alla semplificazione dello schema "o con noi, o contro di noi" che la guerra impone.
Per queste ragioni la scuola pubblica, laica e democratica Ŕ un'istituzione "naturalmente" in prima fila nelle mobilitazioni contro una guerra che rappresenta l'altra faccia di quei processi di mercificazione del sapere che, a livello internazionale, conoscono un'ulteriore accelerazione.
Mentre si sostiene che nell'era della conoscenza le principali risorse per competere sono saperi, informazione, comunicazione, logistica, nello stesso tempo si vuole smantellare il sistema di formazione e la ricerca pubblica, dimenticando che Ŕ compito di uno stato democratico favorire la conoscenza come patrimonio collettivo e dunque i vantaggi che ne derivano sono per la societÓ e anche per il sistema produttivo di un paese.

Il processo di globalizzazione, che limita pesantemente la sovranitÓ degli stati e condiziona con scelte neoliberiste la gestione dell'economia mondiale attraverso gli organismi che la governano nell'interesse delle multinazionali e dei governi del G8, sta investendo la sfera dei servizi sociali, tra i quali viene annoverata anche l'istruzione.
Il protocollo del Gats, che i governi europei sono chiamati ad applicare, prevede la generalizzazione della privatizzazione dei servizi e l'avvio di processi di privatizzazione che investono settori dell'istruzione. La prospettiva Ŕ di affidare al mercato il compito, che la nostra Costituzione attribuisce alla Repubblica, di soddisfare il diritto allo studio delle nuove generazioni e alle agenzie formative confessionali, ideologiche e speculative la facoltÓ di condizionarne gli orientamenti etici e culturali.
In tal modo l'istruzione pubblica, che nella nostra Costituzione Ŕ una funzione istituzionale dello Stato, diventerebbe un servizio pubblico gestito dai privati .
L'approvazione di tale protocollo, rafforzerebbe la politica del governo italiano, nel suo obiettivo di destrutturare la scuola, l'universitÓ e la ricerca pubblica attraverso la duplice spinta alla privatizzazione e alla regionalizzazione, confermandone il valore di attacco alla democrazia.
Per fermare questo "progetto" Ŕ necessaria una grande mobilitazione di tutte le categorie di queste istituzioni, lavoratori, studenti, docenti, ricercatori, precari in collegamento con la societÓ civile per la difesa del diritto al sapere, della formazione, della libera ricerca che passa attraverso una rinnovata centralitÓ pubblica di questi settori in un paese democratico e civile. Una battaglia che ha al primo posto l'opposizione alle "riforme" Moratti.
In questo contesto e' promossa una giornata di mobilitazione il 5 aprile a Firenze che ha come obiettivo prioritario l'opposizione alla firma del protocollo del Gats e quindi all' insieme alle politiche di privatizzazione della scuola, dell'universitÓ e della ricerca. Questa iniziativa vuole collegarsi alla giornata di mobilitazione convocata a livello europeo per il 13 marzo contro gli esiti del protocollo Gats sull'istruzione.

Ribadiamo la netta opposizione alle "Riforme" Moratti con i NO alle scelte politiche di questa maggioranza e proponiamo i nostri SI per la scuola e per l'universitÓ

Per la scuola

1 - SI ad una scuola statale che garantisca in tutto il territorio nazionale una formazione culturale omogenea a tutte le nuove generazioni;
NOad una scuola privatizzata e/o regionalizzata, che comprometterebbe una formazione culturale nazionale.

2 - SI ad una scuola con insegnanti qualificati ed adeguatamente retribuiti.
NO alla precarizzazione del personale della scuola, che il Governo attuale ha scelto, omettendo le nomine in ruolo sui posti vacanti e prevedendo la privatizzazione e l'esternalizzazione di molte attivitÓ didatticamente rilevanti e di quelle oggi svolte dal personale ATA.

3 - SI ad una scuola statale che sia effettivamente autonoma dal potere esecutivo (Ministri e Assessori) e con la garanzia di un'effettiva libertÓ di insegnamento.
NO al potere del Ministro (o gli assessori) di intervenire sugli indirizzi culturali e didattici, condizionando i contenuti culturali e le scelte didattiche (come la preannunciata censura sui libri di testo).

4 - SI ad una scuola governata democraticamente a garanzia della libertÓ di insegnamento e del pluralismo culturale e quindi alla valorizzazione del ruolo degli organi collegiali di scuola e territoriali con spazi garantiti di partecipazione autonoma di tutte le componenti della realtÓ scolastica.
NO ad una scuola gerarchizzata con al vertice un dirigente manager e con un forte ridimensionamento del ruolo degli organi collegiali e degli spazi di democrazia.

5 - SI ad una formazione culturale omogenea per tutti i giovani fino a 18 anni con conseguente elevazione dell'obbligo scolastico.
NO (anche perchÚ incostituzionale) alla riproposizione di un sistema duale tra istruzione scolastica e formazione professionale con conseguente limitazione dell'obbligo scolastico.

6 - SI ad una riforma dell'ordinamento scolastico che garantisca a tutti, pur nell'opportuna articolazione degli indirizzi culturali nel triennio del ciclo secondario, un'adeguata formazione culturale, necessaria anche per l'accesso al mondo del lavoro.
NO ad un sistema dualistico che, come il ddl Moratti, propone una precoce distinzione tra istruzione scolastica e formazione professionale con conseguente prefigurazione di una gerarchizzazione di ruoli professionali e sociali.

7 - SI alla garanzia della libertÓ di coscienza per tutti e del principio della laicitÓ dello Stato, per una scuola pubblica statale aperta al confronto senza alcuna caratterizzazione confessionale.
NO alle interferenze confessionali nell'attivitÓ scolastica ed ai privilegi previsti per gli insegnanti di religione cattolica, assunti senza un regolare concorso pubblico, ma per scelta delle autoritÓ religiose.

8 - SI ad un adeguato incremento delle risorse finanziarie per la scuola statale, a cui devono essere destinate tutte le risorse pubbliche disponibili.
NO a qualsiasi forma di sistema integrato tra pubblico e privato e/o di sussidiarietÓ che confonda il ruolo privatistico della scuola privata con quello istituzionale della scuola statale ed a qualsiasi forma di finanziamenti pubblici alle scuole private.

Per l'universitÓ

1 - SI al libero accesso alla formazione universitaria che garantisca in tutto il territorio nazionale una adeguata formazione culturale e scientifica
NO alla competitivitÓ tra gli atenei che mira a costituire formazione di serie A e di serie B.

2 - SI al diritto allo studio che garantisca il valido supporto all'accesso al sapere
NO alla privatizzazione degli Enti per il diritto allo studio

3 - SI alla stabilitÓ del rapporto di lavoro per il personale
NO alla precarizzazione dei rapporti di lavoro per il personale, i docenti, i ricercatori

4 - SI alla libertÓ di insegnamento e di ricerca
NO alla dipendenza dell'insegnamento e della ricerca dal mercato e dal potere politico

5 - SI alla democrazia con spazi garantiti di partecipazione autonoma di tutte le componenti delle realtÓ universitarie e di ricerca
NO alla gerarchizzazione, alla aziendalizzazione con un forte ridimensionamento degli spazi di democrazia.

6 - SI ad un adeguato incremento delle risorse finanziarie per l'universitÓ e la ricerca pubblica
NO all'esternalizzazione dei servizi e all'introduzione delle fondazioni di diritto privato nelle universitÓ e alla trasformazione in societÓ per azioni o soppressione di enti pubblici di ricerca

7 - SI alla centralitÓ del ruolo pubblico dell'universitÓ e della ricerca
NO allo svilimento del sapere a "merce", alla trasformazione della formazione da quella scolastica a quella universitaria in servizi commercializzabili come previsto dagli accordi GATS



Promuovono

Gruppo Saperi Social Forum Firenze, Coordinamento genitori e insegnanti, Collettivi studenteschi, PRC, Cobas, Cub, Comitato Nazionale contro la privatizzazione delle UniversitÓ e degli Enti di Ricerca, Albero dei Ricci, ANDU Roma 1, Giovani Comunisti, Coordinamento collettivi universitari, Cgil-scuola Cambiare rotta lavoro e societÓ, Associazione Per la Scuola della Repubblica, Legambiente, Verdi, Ecole, Comitato nazionale Genitori democratici, Arci nazionale

Aderiscono

Associazione Aprile, Associazione Lavoro e LibertÓ, CIDI, MCE, "UniversitÓ:correggere la rotta"(Roma), Coordinamento Docenti Universitari, Comitato UniversitÓ e Ricerca Pubblica Napoli,


Firenze 5 aprile
Giornata di mobilitazione e riflessione
FacoltÓ di lettere dell'UniversitÓ


Programma

La giornata inizierÓ con la costituzione di sette gruppi di lavoro sui seguenti temi i cui risultati saranno discussi nell'assemblea generale pomeridiana

1) Accordi internazionali: processi di mercificazione del sapere
2) Autonomie: processi di privatizzazione e precarizzazione dell'istruzione
3) Democrazia scolastica: libertÓ d'insegnamento e di ricerca, laicitÓ della scuola
4) Saperi sapere
5) Titolo V della Costituzione, sussidiarietÓ e devolution
6) Diritto allo studio, handicap, educazione permanente, tempo pieno, servizi
7) Funzione istituzionale della scuola statale - obbligo scolastico
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 ilaria ricciotti    - 01-04-2003
Condivido pienamente il vostro documento che far˛ circolare, in quanto continuo a ripetere che non tutto il personale della scuola sa che cosa propone il Minstro Moratti.

 Enrico    - 06-04-2003
Forti pregiudizi e di conseguenza altrettanta superficilaitÓ circa il commento (Vs. n░7 per la scuola) all'immissione in ruolo degli ultimi docenti della scuola.
Vi invito a leggere il testo proposto in Senato, forse emergerÓ qualche giudizio meglio ponderato.
Laico non vuol dire laicista e confessionale non vuol dire fondamentalista.


 Giancarlo M.    - 09-04-2003
Mi spiace non condivido.
io sono per una scuola libera. ma proprio libera quindi il meno statale possibile.

 Giovanna Capelli    - 10-04-2003
Anche io condivido in pieno il vostro documento e con rammarico non ho potuto partecipare all'incontro di Firenze . Serviva per rendermi conto che tante persone che lavorano nella scuola condividono la opposizione alla Moratti e soprattutto pensano che sia possibile fare ancora qualcosa ,basta dismettere l'atteggiamento di rassegnazione e passivitÓ .Poi bisogna lavorare in loco. Giovanna Capelli
Dirigente I.C.Montessori di San Giuliano