Fuori dal circo
Giuseppe Aragno - 26-03-2003
La chiesa di Santa Chiara a Napoli era un eccezionale esempio di arte gotica. Fu distrutta da un bombardamento alleato nella seconda guerra mondiale. La giornata era limpida, sull'immenso tetto della chiesa i segnali era perfettamente visibili.
Fu distrutta ugualmente.
I napoletani, affamati dalla guerra, la ricostruirono subito, mettendo insieme i soldi necessari con una incredibile colletta. Poco prima, armi in pugno, avevano costretto alla fuga le truppe di Hitler ed accolto festanti nella città liberata gli anglo americani che li avevano massacrati con le loro bombe.
Ci ripagarono col latte in polvere e soffocarono le nascenti organizzazioni democratiche, liberarono dai campi di concretamento i fascisti che "contavano" - Achille Lauro, l'amico di Ciano che fu poi sindaco potentissimo - e non se ne sono più andati. Ci penso mentre mi chiedo cosa raccontare oggi ai ragazzi che mi aspettano con le carte inedite degli antifascisti che gli ho procurato indirizzandoli verso la ricerca storica.
Mi accorgo così che produco pensieri per pensare e istintivamente sorrido.
Li metto uno dietro l'altro così, senza cercare un filo logico, perché non mi serve.
Estremo è il momento, estremo intendo essere o, se volete, estremista.
M'importa poco di quale tendenza. E' legittima difesa.
Diffido in genere del circo massmediatico, ne sono nauseato in questi giorni e mi difendo come posso. Prendo le notizia con le molle, non leggo mai il commento, le rovescio, mi chiedo a che ed a chi servono. Ogni giorno preparo un elenco di fatti e ne ricavo opinioni. Se sbaglio, lo faccio con la mia testa. E non è poco.
Sono meno antiamericano degli americani che contestano Bush e la sua guerra e più filoamericano della moglie di Giuliano Ferrara, che ad ogni apparizione televisiva procura danni incalcolabili all'immagine degli USA e dimostra con l'esempio diretto cosa significhi essere integralista.
Non conosco Saddam Hussein e non so quanti di quelli che ne parlano possano affermare di conoscerlo. Da quando è iniziata l'attuale crisi, ha sempre sovrastato il duo Bush-Blair.
Sento parlare di prigionieri torturati. Ricordo i due piloti italiani tornati a casa in perfetta forma nel 1991. Hanno fatto carriera. So che presunti terroristi sono tenuti da Bush in condizioni subumane e nessuno ne parla.
Due eserciti sono in lotta: uno aggredisce fuori dalle leggi internazionali, l'altro si difende sul proprio territorio invaso. Gli aggressori sono mille volte superiori per organizzazione, mezzi economici, peso politico. Sul piano degli armanenti il paragone non si pone. Gli iracheni non hanno aviazione, non hanno marina, i blindati sono vecchi arnesi. Forse hanno armi proibite e forse le useranno. Gli aggressori hanno certamente armi proibite. Alcune le stanno già usando. Rimane il coraggio. Bene. Per le condizioni in cui si battono, gli iracheni sono eccezionalmente valorosi, qualche volta quanto gli angloamericani. Spesso di più. E' incredibile che tutti i sostenitori della guerra - che di queste cose dovrebbero intendersi - non lo dicano. In quanto alle popolazioni civili, gli iracheni sono sottoposti ad un martirio. Gli inglesi e gli americani, al contrario, guardano la guerra dal salotto di casa.
Nessuno risarcirà i bambini iracheni per quello che accade. Se il terrorismo troverà tra loro i suoi soldati quando saranno più grandi è comprensibile e, per certi versi, inevitabile.
Dovremmo ricordarlo: i terroristi di domani li stanno costruendo oggi le classi dirigenti che fanno la guerra al terrorismo. Magari per non giustificare la prossima aggressione.

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