La manifestazione regionale a Milano
Michele Corsi - 25-03-2003
Impressioni a caldo sullo sciopero.

a) Dal punto di vista della partecipazione (i dati sulle presenze a scuola immagino ce li diranno nei prossimi giorni) si e' trattato di un grosso successo. C'erano circa 15.000 persone, di cui piu' o meno 6.000 studenti.
Quindi l'entita' della partecipazione e' paragonabile a quella dello sciopero regionale del 18 marzo 2002. Naturalmente questi sono numeri piu' o meno veri, nel senso che sono frutto di conteggi e di confronti con altri compagni maniacali e ossessivi. Le organizzazioni sindacali invece sono abituate, in senso inversamente proporzionale alla propria consistenza, a moltiplicare la realta' numerica della partecipazione agli eventi che promuovono. Forse fanno bene, forse no, comunque non ce ne frega nulla, questa e' una mailing list interna, non una conferenza stampa.

b) Lo sciopero era stato indetto da CGIL-CISL-UIL-SNALS (cui si erano aggiunti anche Cobas e Gilda, con autonome convocazioni) con una piattaforma limitata al contratto, ai tagli e alle immissioni in ruolo. Non c'era nulla contro la Riforma Moratti, perche' cio' avrebbe compromesso l'unitarieta' della manifestazione, come ci e' stato spiegato piu' o meno pazientemente.
Alla luce di come e' andata si vede bene come questa sia stata una scelta miope e bizzarra. Alla manifestazione hanno partecipato 6000 studenti ed essi erano li' contro la riforma Moratti (e contro la guerra), gran parte delle scuole presenti con propri striscioni si caratterizzavano in senso antiriforma, cosi' Retescuole (che ha raccolto, insieme alle scuole che stavano dietro lo striscione, circa 1500 persone), la CGIL che pure e' contro la riforma ma oggi non poteva dirlo raccoglieva piu' di 3000 persone (meta' Milano e meta' province)... Insomma, i settori del corteo che erano teoricamente filoriforma (Cisl e Snals) raccoglievano più o meno 1200 persone. In poche parole, come dimostravano anche slogan e cartelli, gran parte della gente era li' contro la riforma (e i tagli). Naturalmente la gente vuole anche il contratto, pero' un po' perche' e' abituata a non aspettarsi nulla di buono dai contratti, un po' perche' ragiona, ha capito qual e' l'ordine delle priorita'.

c) A Milano come si sa il sindacalismo di base ha poca presa, dato che il "dissenso" e' in gran parte interno alla Cgil (e un po' anche in Cisl e Uil). I Cobas hanno pagato il prezzo, con una presenza molto limitata (sotto i cento), del tentativo di creare un corteo alternativo ed anche del non aver scommesso sulla possibilita' di immettere nel corteo quel che la piattaforma confederale non aveva immesso (la riforma). Positiva comunque la scelta nazionale di indire lo sciopero nello stesso giorno di quello confederale.

d) Questa manifestazione la aspettavamo da un pezzo. Ricordiamoci che stiamo ancora lottando per una piattaforma che non si differenzia da quella di un anno fa (ricordate lo sciopero rimandato perche' si era raggiunto l'accordo del 5 febbraio?). La partecipazione dimostra la volonta' di lotta della categoria e la volonta' di approfittare dei tardivi spazi offerti dalle organizzazioni di massa. Ora ci si deve concentrare sul 12 aprile: la manifestazione nazionale contro la riforma Moratti e che vede tra i promotori Cgil e Cobas, Arci e legambiente, centrosinistra e PRC, ecc.
ecc.
Dalle scuole speriamo che emergano chiari segnali che spingano la Cgil a investire su questo evento organizzando treni speciali.

e) Rispetto alla manifestazione di un anno fa la grande novita' e' costituita dalla partecipazione degli sudenti (6000 contro 2000). Erano presenti tutti e due i settori politici tra i quali si dividono gli studenti (area UDS-SG e area collettivi-cantiere). Non vorrei essere retorico ma lungo il corteo si e' materializzata una alleanza lavoratori/studenti senza consolidare la quale ben difficilmente riusciremo a battere la Moratti e a bloccare i decreti e i regolamenti attuativi della Legge Delega. Per questo ci sconcerta il rifiuto opposto dai dirigenti confederali (cgil compresa) ad interventi da parte dei rappresentanti studenteschi nel comizio finale.
E' arduo a volte comprendere cosa passi nella testa di certi dirigenti. Di cosa avevano paura? Che parlassero male della Moratti? O delle scuole private?
Mah! Siamo di fronte ad una nuova generazione di giovani che faticosamente sta risalendo la china di venti anni di desertificazione, e che per nostra fortuna e' ancora abbastanza ingenua da non comprendere fino a che punto noi adulti possiamo essere stronzi. Per cui, forse, i ragazzi non hanno fatto troppo caso ad un atto cosi' in bilico tra stupidita' e autolesionismo.
E siamo alla vigilia della manifestazione del 12! Alla quale gli studenti sono caldamente invitati, ma, evidentemente, in quanto pacchi postali. Ogni tanto nella nostra lotta contro la destra ci distraiamo, poi, certi comportamenti, improvvisamente, ci ricordano perche' abbiamo perso.

Michele Corsi
RSU Itsos Steiner, Milano


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Marco Balugani    - 25-03-2003
Quello che leggo mi dimostra ancora una volta che sono in molti a sbagliare obiettivo ( della serie "facciamoci del male") : il dialogo deve essere indirizzato a costruire e non a distruggere.
Sento spesso , anche nei dibattiti, la volontà di primeggiare costi quello che costi, io sono più bravo è l'altro che sbaglia, ecc. La gente è stufa di vedere chi li rappresenta sbranarsi a vicenda, con l'unico risultato che il TERZO gode! Ho partecipato in questi giorni a molte manifestazioni dove le persone hanno aderito spontaneamente e si sono raggruppate nelle piazze solo per gridare no alle guerre si alla pace, no al taglio dei diritti (contratto,istruzione, sanità, previdenza, fisco ) si alla scuola pubblica, sanità gratuita , salari e pensioni adeguate al costo reale della vita , ecc.ecc..
Se vogliamo poi parlare di numeri ieri le questure davano 25.000 a Milano e 15.000 a Bologna quindi in realtà parliamo di 50.000 a MI e 30.000 a BO e non è un regalo !
Sui contenuti dello sciopero, indetto prima della approvazione della Delega alla Moratti, mi sembrava chiaro che chiedere più investimenti per la scuola (più soldi alle istituzioni autonome, più salario per il personale, più assunzioni in ruolo a copertura dei posti vacanti,più organico per la qualità della istruzione pubblica-tempo pieno/prolungato-sostegno-) vuol dire esattamente NO alla CONTRORIFORMA Moratti NO ai TAGLI di Tremonti !!!!!!!! Questo è l'obiettivo della CGIL-SCUOLA che , già prima dello sciopero ,aveva indetto una manifestazione nazionale a P.zza S.Giovanni a Roma per un milione di persone per salvare la qualità dell'istruzione in questo paese !L'obiettivo è tutti insieme il 12 aprile per la scuola : docenti /ata, genitori, studenti, nonni , operatori del lavoro che credono in una via alta per la qualità della formazione per l'occupazione come unica speranza per una società economica in crisi .
Questo è l'obiettivo che può unire tutte le forze in campo ed è il grido chiaro e forte partito ieri dalla piazza di Bologna dove il no alla controriforma Moratti è stato urlato dal seg.naz.scuola UIL, dal seg.reg.conf.CISL, dalla coordinatrice reg.GILDA ,dal rappresentante COBAS, da uno studente a rappresentanza concordata dei due movimenti principali oltre, ovviamente ilseg.reg.cgil-scuola. Era presente sul palco l'ass.reg.all'istruzione M. Bastico che ha parlato a difesa della scuola pubblica ricordando la legge reg. sull'istruzione "Tutti,non uno di meno" in approvazione in questi giorni per mitgare i danni della Moratti.
Al di là dei termini usati, l'importante è che ciascuno faccia il suo pezzetto di lavoro per contribuire a salvare la nostra società , così come la vogliamo !

 FAM    - 25-03-2003
A Bologna le cose sono andate diversamente.
Gli studenti hanno iniziato la loro manifestazione un po' prima con un loro percorso che, nella parte finale si ricongiungeva a quello degli insegnanti. La parte finale ( e più rappresentativa) l'abbiamo quindi fatta insieme. Tutte le organizzazioni sindacali (confederali, SNALS, GILDA, COBAS) ed il movimento studentesco hanno quindi sfilato insieme e tutti hanno parlato, studenti compresi. Gli obiettivi di contestazione erano tre (la guerra, il contratto, la riforma) e, per come l'ho recepito io, mi sembra che la riforma non sia stata affatto lasciata in secondo piano.
Il cartellone più simpatico:

Moratti : X = Bossi : Fini
X = 2 Maroni

FAM

 Gianni Mereghetti    - 27-03-2003
Indipendentemente dalla solita battaglia dei numeri lo sciopero della scuola del 24 marzo è fallito. Non sarebbe stato vincente nemmeno se a scioperare fosse stata la maggioranza degli insegnanti, il che comunque è in dubbio, a segno che, differentemente dallo sciopero sul concorsone, i sindacati non sono riusciti a mobilitare la scuola, nemmeno usando strumentalmente la guerra!

Perché questo sciopero è fallito? Semplice! Perché è stato uno sciopero fatto allo scopo di mantenere gli insegnanti in una condizione impiegatizia, quando la scuola va in un’altra direzione, quella che implica degli insegnanti liberi e professionisti. Del resto sarà riforma se gli insegnanti saranno messi nelle condizioni di farla! Ma evidentemente i sindacati non vogliono che la scuola prenda la strada della cultura e della libertà, preferiscono lasciare tutto tale e quale, costringendo gli insegnanti a rimanere grigi e mal pagati esecutori di direttive!

Meno male che la realtà è un’altra! E la realtà alla fine s’impone!