La negazione del Diritto
Isa Colonna - 19-03-2003
L’ultimatum del Presidente degli Stati Uniti è un atto di rottura della legalità internazionale. Un evidente atto di insubordinazione all’autorità delle Nazioni Unite perché queste non hanno legittimato la guerra.

La risoluzione 1441 del Consiglio di sicurezza minacciava "gravi conseguenze" in caso di mancato disarmo, ma questo è stato interrotto non per volontà dell’Iraq ma a causa dell’ultimatum, che ha costretto gli ispettori a tornare a casa. In ogni caso quella risoluzione non autorizza alcuno Stato a fare la guerra. Le "gravi conseguenze" ivi previste non possono essere che quelle del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite: iniziative implicanti anche l’uso della forza ma affidate unicamente al Consiglio di Sicurezza.

La guerra minacciata è, quindi, un atto unilaterale in opposizione allo spirito e alla lettera della Carta delle Nazioni Unite: giuridicamente è un’aggressione fuori legge, un atto eversivo dell’ordine internazionale.

Ne consegue che l’appoggio dato dal Governo italiano agli Stati Uniti –pur se limitato, come si dice, ai supporti logistici- è completamente illegale alla luce sia del diritto internazionale sia del nostro diritto costituzionale, che all’art. 11 prevede il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

E’ vero che la stessa norma prevede limitazioni della nostra sovranità al fine di favorire la pace e che perciò l’Italia dichiara di aderire alla Nato. Ma non si tratta di un’adesione a scatola chiusa. Si deve trattare pur sempre di azioni non belliche e non unilaterali ma di un uso della forza riservato, salvo il caso della legittima difesa –ma la guerra preventiva non lo è-, all’autorità internazionale. Altrimenti il solenne ripudio della guerra verrebbe aggirato obliquamente con l’adesione ad organismi che sostengono fattivamente l’esercizio di un diritto insindacabile di guerra da parte degli Stati Uniti.

L’art. 11 appartiene ai "principi supremi" della nostra Costituzione. E’, perciò, assolutamente illegittimo il decreto con cui il Governo ha concesso il sorvolo e l’uso del nostro territorio (strade, ferrovie, porti, aeroporti) ai mezzi bellici degli Stati Uniti.

Siamo fiduciosi che il Presidente della Repubblica eserciterà i suoi poteri impeditivi della violazione della legalità costituzionale in campo militare.

Aderiamo, intanto, alle manifestazioni di tanti uomini e donne che con la loro presenza passiva nelle stazioni, davanti agli aeroporti e sulle strade testimoniano civilmente la necessità di disobbedire ad un decreto costituzionalmente illegittimo, a non farsi complici di stragi di persone civili innocenti, ad ostacolare la macchina bellica con l’azione nonviolenta. E auspichiamo la costituzione di un gruppo di "giuristi per la pace" che difenda queste persone da eventuali azioni giudiziarie.

Se e appena la guerra sarà scatenata, scendiamo in piazza e manifestiamo il nostro impegno e la nostra speranza in "un mondo tenuto insieme dal diritto e non dal terrore del Grande Gendarme" (Ernesto Balducci).

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Caelli Dario    - 23-03-2003
Era molto meglio che Saddam se ne andasse in esilio (anche Pannella lo aveva consigliato).

L'Italia non è in guerra, le basi sono state concesse dal Parlamento (non dal Governo) che è l'organo legislativo supremo (almeno stando alla nostra costituzione).

Prepariamoci ad accogliere i profughi, pensiamo a costruire un futuro di pace partendo dal presente.

Costruiamo un ordine internazionale forte, dove non ci sia spazio per una nazione che si erige a Sceriffo Planetario.

Non dimentichiamo i milioni di morti causati da Saddam tra i Curdi e tra le opposizioni politiche.

 SARA    - 23-03-2003
IO NON VOGLIO COMMENTARE QUANTO LEI HA SCRITTO PERCHE' LO CONDIVIDO,MA MI CHIEDO OGNI GIORNO QUESTO ATTO DI GUERRA HA SCONFESSATO LE NAZIONI UNITE LE HA RIDOTTE AL SILENZIO. DOVE SONO LE ALTRE NAZIONI? SOLO LA FRANCIA HA MANTENUTO UNA CERTA COERENZA . MA LA RISPOSTA AMERICANA ALLA FRANCIA MI FA PAURA . ORA INIZIERA' UNO SCONTRO ECONOMICO CON LA FRANCIA O BUSH DIRA' CHE LA FRANCIA HA ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA E LA COLPIRA' PER LAVARE L'OFFESA DEL NO ALLA GUERRA, NON SI E' ALLINEATA AL VOLERE DEL RAIS BUSH !

 walter montorsi    - 24-03-2003
La cosa più sconcertante è gli Usa hanno approfittato del nostro Premier e della suo protagonismo, per dividere l'Europa. Un'Europa che, se unita, darebbe enorme fastidio, economicamente e politicamente, all'unica super potenza rimasta. Così rimaniamo sempre più in retro guardia, fanalino di coda asservito a cui fa la voce più grossa

 zanocci otello    - 26-03-2003
Sono d'accordo con quanto dice Dario Caelli e mi stupisco, si fa per dire purtroppo, della demagogia gettata con estrema arroganza in faccia alle persone per giustificare la propria prepotenza ideologica.

Leggiamo attentamente i fatti e discutiamoli con coerenza e fare democratico.

Comunque invito tutti quelli che hanno manifestato con coerenza anche contro Saddam quando ha sterminato con tutti i mezzi milioni di sudditi a dire il proprio pensiero sul tema.

Con gli altri ci vediamo, a guerra finita, a manifestare, con la partecipazione di questo momento, contro le altre guerre che si stanno conbattendo e si staranno combattendo anche domani.

Spero a presto.