Bruno Vespa e il maxi-spot
Elena Miglietta - 15-03-2003

Non so se avete visto ieri sera Porta a Porta su Rai1; tra i residui dell’influenza giro da un canale all’altro e mi ritrovo davanti la faccia della Moratti; ovviamente mi fermo e spero nell’equilibrio delle parti soprattutto da parte di un conduttore così accreditato presso Governo Italiano e Santa Sede.
Ascolto, ascolto e pian piano mi sorge un dubbio.
Ascolto di nuovo quel programma infinitamente lungo ( ha avuto termine verso la 1.20 della notte).
Mi dico che finalmente si parla di scuola, ma perché a ora così tarda visto l’argomento? Mah!
La Ministra inizia parlando della scuola dell’infanzia e prosegue con la primaria e man mano che illustra il suo capolavoro le si illuminano gli occhi.
Poi interviene il Presidente della Confindustria e ne parla in maniera entusiasta: finalmente ecco una scuola moderna che prepara i giovani al lavoro (anche mio figlio frequenta una scuola che ha un progetto…)
Poi c’è Luca Giurato ( che ci farà lì?) che questa volta non dà adito nemmeno a un mini servizio per Striscia; interviene anche Gaia De Laurentis che parla della sua scuola elementare ( la scuola francese) che non è stata in grado di prepararla alla vita in Italia così da grande non si è sentita cittadina italiana e nemmeno cittadina francese, così ha deciso di iscrivere suo figlio alla scuola inglese (molto interessante, ma non stiamo parlando di Scuola Pubblica?). Hanno parlato in molti e io nel frattempo mi chiedevo se in mezzo a tutto questo entusiasmo ci fosse anche una voce che riportasse il discorso sulla terra, infatti in collegamento c’era la Sen. Pagano che è intervenuta in maniera competente, chiara e si è molto accalorata ( si vede che è un’insegnante) spiegando a tutti che la riforma non è proprio così come ce la stavano presentando; ovviamente finito l’intervento non è più stata interpellata per un po’.
Finalmente interviene un’insegnante di Arese che sta sperimentando il suo ruolo di tutor in una scuola che, vedendo il filmato, risulta attrezzatissima: anche lei è molto entusiasta e anche il genitore che l’accompagna ( accidenti, penso tra me e me, mi sono letta tutti gli allegati e il ruolo del tutor mi sembra solo una macchina infernale pronta a stritolare chiunque, ma cosa ho letto? Ho sbagliato documento? E tutte quelle attrezzature loro dove le hanno prese?).
In mezzo a tanto entusiasmo interviene il Presidente dello SNALS che ci informa che allo SNALS questa riforma in sé andrebbe bene (ma non erano contrari?…) solo che non sono d’accordo dal punto di vista filosofico ( filosofico?!?!); cominciano ad annebbiarsi le idee. Sentiamo la Colturani della Cisl, il mio sindacato: noi siamo contrari per questi motivi, (bene, brava Colturani, stai dicendo quello che direi io) è vero, solo che lo dice con tanta calma che ho l’impressione che nessuno l’ascolti ( ma non c’è nessuno della CGIL?).
Accidenti, anche questa è andata buca; meno male che ci rimane la Pagano che ogni tanto alimenta la discussione e ci mette grinta.
Quando intervengono gli studenti ho un moto di sorpresa: un ragazzo di Napoli chiede alla Ministra se pensa sia reale in una città come Napoli che possano esistere le passerelle dalle scuole di formazione professionale al canale dei licei e le ripete più volte la domanda, poi parla uno studente di Azione Cattolica che interviene dicendo che non è convinto e si vedrà col tempo se è una buona riforma o no (bravo) alla fine uno studente di Azione Studentesca ( se mi ricordo bene il nome) proclama il suo entusiasmo per una riforma che finalmente mette lo studente in primo piano come persona ( ah sì? Questa mi è nuova, leggendo gli allegati al decreto sulla sperimentazione invece ho sempre avuto l’impressione che il bambino di materna ed elementare sia stato trasformato in una macchina da spezzettare e consegnare ai vari docenti che lo spremono come un limone e ne ricavano più succo possibile; forse un simile trattamento è adatto al bambino descritto nei suddetti allegati che è talmente perfetto che risulta essere più simile alla Beatrice di Dante che non a un bambino italiano). A questo punto la Moratti si eccita e non la ferma più nessuno: la scuola è un luogo educativo, ecc. ecc. e ripete tutti gli slogan di “Una scuola per crescere”, luoghi comuni rispetto ai quali nessun educatore potrebbe pensarla diversamente e nell’entusiasmo delle sue affermazioni ha “dimenticato” di rispondere all’unica domanda intelligente della serata (quella dello studente di Napoli).
Io ho tirato fino alla fine del programma solo a forza di volontà, tra il malcontento e la rabbia che aumentavano riguardo tutto il servizio informazioni televisivo e mi sono chiesta per l’ennesima volta se è onesto dare informazioni in questo modo indegno.
Posso capire la Moratti che ha mantenuto la sua linea di pensiero ( non devo parlare mai con nessuno a meno che non la pensi come me) e che ancora una volta ha svolto il suo ruolo di Turandot che appare alla finestra, inavvicinabile, eterea, intoccabile e mai così lontana dalle persone che dovrebbe tutelare; mi stupisce invece sempre di più la stampa che dovrebbe provocare la discussione tramite l’informazione e invece nasconde, nasconde e poi ancora tace su tutti gli argomenti scottanti che in questo momento stanno rivoluzionando tutta l’Italia.
E bravo Bruno Vespa, hai invitato solo le persone con le quali la Signora intendeva dialogare e niente di tutto il resto, eppure c’era molto da dire…
E così dopo il maxi-spot di Maurizio Costanzo di qualche mese fa, la Rai per non essere da meno si inventa questo gigantesco maxi-spot governativo che ha l’apparenza di un dibattito ma non ne ha la consistenza.
A tutti i colleghi delle materne (scusate “Scuola d’Infanzia”) e a tutti i tutor delle elementari (“Scuola Primaria”) auguro di condividere tutto l’entusiasmo che ci ha trasmesso l’insegnante di Arese e tutto lo staff di Porta a Porta.

Ins.Elena Miglietta
Maestra elementare di Sostegno


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Cosimo Lonardo    - 16-03-2003
Non ho visto la trasmissione, ma conoscendo Vespa, e visto il brillante resoconto della collega non posso che essere d'accordo.
Cosimo Lonardo, insegnante di Scienze matematiche nella scuola media, dimissionario(ho 56 anni), tra le varie motivazioni c'è anche la riforma Moratti.

 Graziano Dotti    - 16-03-2003
Sottoscrivo con rammarico quanto scritto dalla collega; ho visto il triste spettacolo e lo sconforto è pari alla rabbia!
Due cose mi hanno colpito in particolare:

1) l'assenza colpevole e premeditata di un contradditorio per confutare le "mirabolanti" finalità della riforma che finalmente ha messo al centro del processo educativo il ragazzo...(!!!):era ora che qualcuno ci pensasse

2) l'enfasi oppositoria dei sindacati. Presenti e attenti nelle assemblee e pronti a coinvolgere i docenti in forme di protesta contro la riforma e poi davanti alla telecamera in accordo sull'impianto della riforma...che faccia di bronzo!!!

 Luca    - 16-03-2003
Ma perchè una persona che non ha mai messo piede in un'aula di scuola in qualità di insegnante e quindi non conosce la VERA SITUAZIONE della scuola italiana deve imporci questa Riforma? è come se io, che non sono mai stato architetto o ingegnere, facessi il progetto per costruire un grattacielo e andassi a sbandierare ai quattro venti che è il progetto più valido ed innovativo che esista.
Scusate lo sfogo
Luca

 Mara    - 16-03-2003
Caro Luca,
scusiamo lo sfogo, eccome, quando ci vuole... Anzi, rincariamo la dose, visto che i sindacati sbraitano in piazza e belano in TV, e ricordiamo che in questa riforma i genitori saranno chiamati a valutare da "esperti" l'operato degli insegnanti e a deciderne l'effettiva assunzione in servizio. Infatti il futuro organo di valutazione sarà presieduto da un genitore. Non da un genitore insegnante o comunque competente, da un genitore in quanto procreatore punto e basta. Naturalmente enfatizzo per rendere più evidente la gravità della situazione. Siamo tutti felici dell'interesse dei genitori per l'educazione dei figli e come insegnanti siamo i primi a lamentarci se non partecipano ai consigli di classe o non intervengono ai colloqui. Ma un conto è individuare le rispettive aree di competenza e definire gli spazi e le modalità di comunicazione e collaborazione, altro è attribuire agli utenti di un servizio gli specifici compiti di professionisti specializzati ed esperti. All'esempio del grattacielo associo quello di un ospedale, in cui possiamo e dobbiamo far ricoverare i nostri figli quando stanno male, ma nessuno finora ha mai pensato di far presiedere il consiglio di amminstrazione dell'ospedale al genitore di un bambino ricoverato, per valutare le competenze dei medici, assumerli o licenziarli, e magari decidere anche le terapie e gli interventi di cura (leggi valutazioni periodiche e finali)! Senza scandalizzarci troppo per l'accostamento, ricordiamo che la riforma richiede l'intervento dei genitori in quanto diretti interessati all'educazione e all'istruzione dei loro figli. Quindi si presume che lo stesso interesse sia da auspicare e favorire anche per la loro salute. O ci sono ambiti sociali di serie A, cioè blindati da forti interessi economici, e altri di serie B e magari anche C e D, vista la drastica "retrocessione" che la scuola pubblica sta per subire con la controrifoma morattiana? Domande retoriche, risposte scontate che non abbiamo nemmeno bisogno di scrivere, lo leggiamo negli sguardi amareggiati di tanti seri professionisti dell'educazione e dell'istruzione, offesi da questa smania censoria che vuole misurare e valutare tutto quello che finora sembra sia stato fatto a caso e con leggerezza. Ho visto anch'io lqa vergognosa trasmissione di Vespa . Nonostante la nausea non ho avuto il coraggio di spegnere, sperando fino all'ultimo in qualche intervento intelligente, a parte la senatrice Pagani e il citato studente. A quanto pare la censura, prima che nei libri di storia, è già iniziata in Tv e nella stampa. Tra minacce di guerre e dittature, ci aspettano davvero tempi molto bui....

 Anna, insegnante di scuola dell' infanzia    - 16-03-2003
Mi scusate se in preda allo sconforto febbrile avevo cercato di accantonare tutte le osservazioni che mi erano sovvenute in seguito alla disgustovisione di Porta a Porta ? Avevo sperato che fosse tutto un incubo da febbre ma le condivisibili analisi della collega mi hanno riportato con i piedi per terra :è proprio tutto vero!
Per fortuna mia figlia mi ha consolato un po' : "coraggio mamma, tanto la scuola la fanno gli insegnanti, a dispetto della ministra!"
L' ho ringraziata per la fiducia che ripone nella classe sociale più masochista d' Italia, ma la mia rabbia contro l' INCOMPETENZA è difficile da mandar giù!!!

 R. Fiorucci    - 16-03-2003
Ho avuto anche io una sensazione di rabbia unita a totale frustrazione per le mistificazioni della tramissione del Gran Ciambellano. Come siamo ridotti?! Far esaltare la Riforma Moratti a Luca Giurato che di scuola non ha nemmeno la più pallida idea. Bastava ascoltare le sue insulse e scontate osservazioni: Ah Bene! l'inglese, il computer.....!

 Riccardo Ghiretti    - 16-03-2003
Grazie Elena , anch'io ho visto "tutto " il programma , (non ho mai sonno!) , sono insegnante di scuola media.....e ho visto esattamente ciò che hai visto tu ....io credevo ad uno scherzo (scherzi a parte ?) ....... la Pagano non mi è sembrata abbastanza incisiva , forse perchè era sola e poco ascoltata....
.... ma ormai di scherzi ne abbiamo visti molti ....da questo governo ...peccato che nessuno abbia più voglia di ridere ..........veramente peccato ...
Riccardo Ghiretti

 Franco Incerti - Insegnante di S.M.Inferiore    - 17-03-2003
Ho visto sia Costanzo che Vespa.
La tristezza è destinata a continuare, perchè è triste constatare che in giro non c'è tanta "gente di scuola" e quella che c'è sembra avere decisamente poco coraggio.
Non mi sono piaciuti gli interventi sindacali, ma non mi è piaciuta neppure la senatrice: a mio giudizio troppo impegnata a far riferimento alla "propria" riforma Berlinguer (chi tra i convenuti e gli spettatori ne poteva conoscere i contenuti?) facendo fare bella figura agli "avversari" e troppo poco a documentare i dati dei continui tagli di fondi che invece, a mio parere, la dicono lunga sui possibili contenuti di una operazione che si vuole a costo zero.
Qui ciascuno vuole la sua riforma e non c'è, neppure in campo sindacale, una vera consultazione di chi è impegnato giornalmente sul campo.
Cambiamo il metodo!
Se è impossibile trovare la formula che vada bene a tutti, cerchiamone una che sia almeno il frutto di un dibattito ampio ed effettivo all'interno del mondo scolastico.



 Marilena    - 18-03-2003
Mi sono risparmiata Costanzo, ho visto Vespa fino alla fine.
Non ci sono parole per descrivere l'enfasi della Ministra e dei suoi adepti, ma non mi sono piaciuti neanche coloro che si dichiarano contrari alla riforma.
LA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA in quella trasmissione non è stata difesa da nessuno!!!
Ma anche noi insegnanti non l'abbiamo difesa abbastanza, e ha fatto lo stesso il Sindacato.
Si rifiuta qualcosa quando si sa cos'è. Molti, tanti di noi questa riforma non la conoscono bene e chi la conosce meglio ha fatto troppo poco per farla conoscere agli altri anche nelle sue "pieghe"più interne. Noi insegnanti non siamo più abituati a cercare ed a proporre luoghi di discussione, dove trovare la forza per opporci a ciò che non condividiamo.
Anni e anni di lavoro perchè la Scuola rispondesse il più possibile ai bisogni reali dell'utenza ed ora...
La mia amarezza è quasi disperazione!

 ilaria ricciotti    - 03-04-2003
Mi meraviglia che tutti coloro che hanno commentato questo articolo si siano meravigliati del contenuto della trasmissione "del grande Vespa" .Mi meraviglia che siate rimaste scandalizzati di una trasmissione che è servita per propagandare, pardon, per illustrare e spiegare ciò che il ministro Moratti ha in mente, pardon ciò che il governo Berlusconi vuole perseguire con ed attraverso la scuola. Mi meraviglia di tutta questa meraviglia. Sono intrevenuta soltanto ora per affermare che c' è ancora chi candidamente pensa che certe trasmissioni RAI, certi Esperti scelti dai vari conduttori e persino una riforma scolastica voluta e portata avanti da chi è stato scelto a maggioranza dal popolo italiano, non siano di PARTE. Lamentarsi a cose fatte serve a ben poco, ciò che conta è prendere atto di questo aberrante stato di cose e utilizzare quelle strategie democratiche che ci sono rimaste: sciopero, raccolta di firme, sottoscrivere lamentele come questa a chi di dovere( RAI, Sindacati, Partiti, MInistro, Governo ecc...). Parlarne tra noi serve, ma soltanto a ricordare che anche molti insegnanti hanno votato questo governo perchè hanno creduto che li facesse "SOGNARE". Ed allora sogniamo, speriamo e viviamo felici e contenti come nelle favole.