Mobilitazione  Studentesca
Rete di collettivi - 15-03-2003
APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE STUDENTESCA PERMANENTE CONTRO LA RIFORMA MORATTI E LA GUERRA


L’assemblea del 2 Marzo a Genova ha ribadito la necessità di ricostruire una rete nazionale di realtà studentesche che sappia diventare il punto di riferimento studentesco del movimento dei movimenti.
I devastanti processi di privatizzazione e mercificazione dell’istruzione devono trovare infatti una forte risposta non solo dal mondo della scuola ma anche dai movimenti sociali .
E’ necessario quindi che il movimento dei Social Forum faccia proprie battaglie come quella contro la Riforma Moratti e per la difesa e il rilancio della scuola pubblica
, che non è una rivendicazione di settore ma un tassello determinante per la lotta alla globalizzazione neoliberista.
Solo una rete nazionale studentesca autonoma, autorganizzata e radicata sul territorio, che sappia partire davvero dai movimenti e dai collettivi locali, può riuscire nell’intento di porre con forza le tematiche legate alla scuola nel movimento.
Noi ci stiamo impegnando proprio nella costruzione di questa rete e continueremo a farlo, a partire dall’appuntamento di Roma del 6 e 7 Aprile, in cui opporremo alla parata del ministro Moratti e del Presidente del Consiglio Berlusconi la forza dei nostri contenuti e della nostra mobilitazione.
Nel frattempo è fondamentale che il movimento studentesco produca la massima mobilitazione possibile contro la Riforma Moratti.
Il primo appuntamento non può che essere quello del b>24 Marzo, sciopero generale della scuola: quel giorno chiuderemo le nostre scuole e saremo in piazza in ogni città al fianco degli insegnanti e dei lavoratori della scuola, contribuendo ad ampliare, rafforzare ma anche radicalizzare lo sciopero con una grande partecipazione studentesca.
L’attacco alla scuola pubblica, però, non parte dalla Riforma Moratti e non si esaurisce in essa. E’ fondamentale capire e far capire, ad esempio, quali conseguenze potrebbe avere la liberalizzazione totale dei servizi pubblici, istruzione in primis, promossa dal WTO attraverso i Gats, accordi generali sui servizi. Ma altrettanto importante è comprendere come un processo di privatizzazione della scuola in Italia sia in atto da anni, a partire dalle leggi di Parità e di Autonomia Scolastica, passando per la modifica al titolo V della Costituzione e arrivando alle leggi regionali sui buoni-scuola e la Devolution di Bossi.
E’ necessario quindi rilanciare una mobilitazione studentesca che difenda il carattere pubblico dell’istruzione da ogni controriforma e da ogni spinta liberista, ma che sappia anche sviluppare riflessioni e proposte su come cambiare la scuola, iniziando a costruire dal basso un’altra scuola possibile.
La mobilitazione studentesca passa anche dal rifiuto alla guerra globale, così come è passata dalla giornata del 15 febbraio, quando le moltitudini hanno attraversato il pianeta per ribadire la loro contrarietà al conflitto, senza se e senza ma, con o senza ONU. E’ quindi necessaria una risposta da parte di studentesse e studenti che li veda protagonisti all’interno del movimento, nel concreto tentativo di fermare la guerra globale.
Con questo obiettivo lanciamo l’idea del “day after”, ossia della mobilitazione in tutte le scuole d’Italia il giorno dopo l’inizio della guerra. Le forme di protesta potranno andare dalla didattica della pace alle assemblee straordinarie, dalle autogestioni alle occupazioni, dalle manifestazioni di piazza alle azioni di disobbedienza, ma in nessuna scuola l’attività didattica dovrà procedere regolarmente. Tutto ciò anche in vista dello sciopero generale contro la guerra, che vogliamo contribuire a generalizzare portandovi il contributo pratico e simbolico del mondo dell’istruzione.
Il nostro No alla guerra, infine, non sarà una scelta etica, ma si fonderà sulla nostra specificità sociale (quella di student*) e politica (nodo del movimento dei movimenti) : diserteremo la guerra globale, disertando la scuola, perché le politiche liberiste che ne discendono privano la scuola pubblica di risorse necessarie per il suo rilancio; diserteremo la guerra globale, disertando la scuola, per colpire il sistema neoliberista che della guerra è il motore; diserteremo la guerra globale, disertando la scuola, perché essa nega e restringe gli spazi di agibilità politica.


ALCUNE DATE E PROPOSTE DI CAMPAGNE


  • MOBILITAZIONE PREVENTIVA CONTRO LA GUERRA
    : estendiamo il dissenso, fermiamo il conflitto!

    >>> SCUOLE DI PACE
    Appendiamo una bandiera di pace ad ogni finestra della nostra scuola, facciamo sventolare la bandiera di pace al pennone del nostro istituto!

    >>> THE DAY AFTER:
    fermiamo le lezioni allo scoppio della guerra!
    Con tutte le forme possibili, che possono andare dalla sospensione della normale didattica per aprire discussioni su guerra e pace alle assemblee di istituto staordinarie, dalla cogestione all’occupazione, dalle azioni di disobbedienza all’invasione delle strade, dai presidi ai cortei, comunicheremo il nostro rifiuto dello stato di normalità in tempo di guerra, porteremo in piazza l’opposizione al conflitto, senza se e senza ma, del mondo della scuola.

    **una delle possibili forme**

    first day: la prima mattina successiva allo scoppio delle guerra apriamo la scuola alla città e discutiamo di guerra e di pace, usciamo dalle aule e invadiamo le strade di fronte ai nostri istituti

    second day : sciopero nazionale studentesco. Costruiamo cortei studenteschi in tutte le città con azioni contro le centrali della guerra in Italia: banche armate, multinazionali del petrolio, industrie belliche, basi militari


  • LUNEDI' 24 MARZO: SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA
    :estendiamo i diritti, chiudiamo le nostre scuole, fermiamo la guerra!

    >>> lunedì 24 marzo generalizziamo lo sciopero, chiudiamo le nostre scuole!
    In occasione dello sciopero generale della scuola chiuderemo fisicamente i nostri istituti e organizzeremo cortei studenteschi in tutte le città, facendo appello a tutti docenti affinchè manifestino insieme ai noi anche contro le guerra e la riforma Moratti


  • ROMA, 6/7 APRILE: controstati generali, atto secondo
    In occasione delle mobilitazioni costruite dal movimento universitario per il Settecentenario della Sapienza, costruiremo una due-giorni di riflessione/azione studentesca:

    >>> domenica 6 aprile: assemblea nazionale studentesca per continuare il percorso di coordinamento e condivisione iniziato con l'appuntamento di Genova del 2 marzo

    >>> lunedì 7 aprile: mobilitazione nazionale di studenti medi e universitari


  • 12 APRILE: da Roma a Brescia, contro la guerra e la privatizzazione dell'istruzione, in nome del diritto alla pace e all'istruzione

    >>> ROMA: in occasione della mobilitazione nazionale lanciata dalla CGIL in tema di scuola, costruiremo, insieme alle altre anime del movimento del movimenti, uno spezzone che dia centralità ai temi delle nostre lotte (contro GATS, riforma Moratti, buoni scuola, privatizzazione e mercificazione dell'istruzione in nome del diritto allo studio di tutti)

    >>> BRESCIA: manifestazione nazionale contro EXA2003, la fiera di armi leggere che si tiene ogni anno a Brescia, vetrina di lusso per i mercanti di morte



!!!!Facciamo appello a tutti i collettivi e le reti studentesche che condividono questo appello a sottoscrivere questa piattaforma e a costruire sul proprio territorio campagne su guerra e scuola capaci di riportare al centro del movimento il protagonismo studentesco ed i temi delle sue lotte. Ricordiamo ancora la centralità dell'appuntamento del 6 aprile a Roma (assemblea nazionale studentesca) per la costruzione di un percorso coordinato del movimento studentesco in Italia. Speriamo per questo in un'ampia partecipazione soprattutto delle realtà studentesche del centro sud e di tutti coloro che non hanno potuto partecipare all'assemblea di Genova!!!!


la rete di collettivi presenti all'assemblea studentesca di Genova



ALCUNE PUNTUALIZZAZIONI
[per chi avesse bisogno di informazioni un po' più dettagliate]



>>> Lo scoppio della guerra sarà un evento talmente catastrofico e drammatico che ogni senso di normalità dovrà essere infranto, che ogni abitudine quotidiana dovrà essere distrutta. Allo scoppio della guerra ogni silenzio sarà colpevole complicità. Crediamo per questo che anche il mondo della scuola nella sua totalità non possa permettersi di sottrarsi ad una presa di posizione esplicitamente ufficiale. Nei prossimi giorni lanceremo dunque, in tutte le scuole d'Italia, due campagne preventive contro la guerra.


>>> SCUOLE di PACE . Appenderemo fuori dalla finestra di ogni classe una bandiera di pace e chiereremo ufficialmente alla scuola, attraverso la presentazione in Consiglio di Istituto di un apposito ordine del giorno accompagnato dalle firme di tutti gli studenti che condividono la nostra volontà di pace, di appendere la bandiera della pace al pennone dell'istituto, a fianco di quella italiana e di quella europea. L'intento è quello che la scuola testimoni la propria posizione ufficiale contro la guerra. Nel caso in cui la nostra iniziativa, appoggiata dalla maggior parte degli studenti, sarà bocciata del C.d.I., ci adopereremo personalmente affichè la bandiera arcobaleno sventoli al pennone dell'istituto.


>>> THE DAY AFTER. Siamo fermamente convinti che i giorni successivi allo scoppio della guerra le normali attività curricolari dovranno essere sospese e che tutta la scuola dovrà mobilitarsi contro il conflitto in Iraq. La nostra volontà è però che questo divenga un gesto complessivo di ciascun isitutto scolastico nella sua interità, un gesto che coinvolga non solo studenti ma anche docenti, genitori e personale ATA. Proporremo per questo, nei prossimi giorni, che la scuola decida ufficialmente, preventivamente, la cogestione dell'istituto nei giorni immediatamente successivi allo scoppio della guerra, per fermarsi a discutere del conflitto aprendo le proprie porte a tutta la cittadinanza e a tutte le forze pacifiste, e per partecipare in massa alle mobilitazioni contro il conflitto, invadendo le strade di fronte al proprio edificio e convergendo sui cortei per la pace. Poichè crediamo che tutto questo sia doveroso e necessario, nel caso in cui il CdI neghi la possibilità di cogestione dell'istituto opponendosi alla volontà di pace degli studenti, occuperemo in massa la nostre scuole e ne faremo uno spazio liberato contro la guerra, coinvolgendo direttamente nell'iniziativa i docenti, il personale ATA, i genitori e tutte le forze pacifiste che si battono come noi contro la guerra e la globalizzazione neoliberista, per l'estensione dei diritti di tutti.
Le modalità scelte per la nostra azione, ossia la decisione di tentare di passare prima attraverso il CdI, è semplicemente frutto della convinzione che, in questo drammatico momento, ciascuna scuola debba improrogabilmente prendere una posizione UFFICIALE contro il conflitto. Nel caso in cui le nostre iniziative vengano bocciate o snaturate dal Consiglio di Istituto, rivendichiamo il diritto di disobbedire: se non vorranno appendere le bandiere di pace le appenderemo noi, se non decideranno la cogestione dell'istituto noi occuperemo



>>> 24 MARZO 2003: lock your school!
Ritenendo lo sciopero generale della scuola lanciato dalla quasi totalità delle sigle sindacali per il 24 marzo un'occasione fondamentale per riportare al centro delle mobilitazioni il tema della scuola e del continuato attacco al diritto all'istruzione (GATS, riforma Moratti, buoni scuola), come studenti daremo il nostro particolare contributo a questa giornata di lotta. Contro la guerra e la privatizzazione dell'istruzione, facce diverse del mostro neoliberista, organizzeremo cortei studenteschi in tutte le città, facendo appello anche a tutto il mondo docente in sciopero ad unirsi alla nostra mobilitazione. Chiuderemo fisicamente tutte le scuole, le bloccheremo con catene, lucchetti e con i nostri corpi, faremo sì che la popolazione studentesca si riversi in strada e costruisca cortei locali che siano in grado di far tornare a sentire la voce studentesca in tema di scuola e di guerra
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