breve di cronaca
Ancora proposte indecenti MIUR per gli ATA
Valore scuola - 10-03-2003


Giovedì 6 marzo 2003 il Miur incontra i sindacati della scuola e propone, nuovamente, la istituzione della figura di area “C” per il personale ATA a partire dal 2004. A tale proposito l’Amministrazione ha annunciato che vorrebbe predisporre nell’ambito delle iniziative di formazione per i passaggi dalle qualifiche inferiori a quelle superiori, previste dal CCNL attuale, iniziative specifiche che dovrebbe essere recepito dall’accordo nazionale sulla formazione 2003/04. Sarebbe quindi necessario, secondo i responsabili di Viale Trastevere, individuare preventivamente la quantità di posti necessari per istituire l’organico di area “C”. L’operazione viene riproposta ancora secondo “il modello a costo zero”. Cioè, subordinando l’istituzione dei nuovi organici di area “C” al taglio di quelli esistenti di area “B” del personale Assistente amministrativo / tecnico, e di quelli dei Collaboratori scolastici di area “A”. I primi verrebbero assorbiti nel numero dei nuovi posti d’organico di Coordinatore amministrativo e tecnico, i secondi sarebbero sacrificati per pareggiare i conti e garantire il “costo zero”.

Si ripropone testardamente un modello ambiguo sul piano delle soluzioni contrattuali che non risolve i problemi dell’organizzazione dei servizi della scuola autonoma e divide i lavoratori. Una proposta basata sul taglio di migliaia di posti di lavoro per favorire la carriera professionale di pochi che, per di più, accentua le gerarchie e fa nascere i “capetti” è irricevibile per la CGIL scuola.

Questa è stata la nostra risposta all’ennesima riproposizione del MIUR di dare soluzione al problema all’istituzione dell’organico di area “C”. Non condividiamo questa proposta e non la condividono neanche i lavoratori. La valorizzazione del lavoro e delle professionalità del personale ATA è una questione che va riportata nella sede naturale del rinnovo contrattuale che è per noi è quella dell’Aran e non quella del MIUR.

La CGIL è per ricercare una soluzione contrattuale che:

· risponda alla domanda di valorizzazione di tutto il personale ATA e contemporaneamente definisca un nuovo ordinamento professionale rispondente all’autonomia;

· ridefinisca la cosiddetta area “C” con le nuove responsabilità professionali individuate quale sviluppo professionale e retributivo dell’attuale profilo di area “B”, sia amministrativo che tecnico, senza istituire organici specifici;

· garantisca i diritti acquisiti ai VI e VII livelli transitati dagli enti locali;

· definisca lo stesso sviluppo professionale e retributivo anche per i Collaboratori scolastici dall’area “A” alla “B” in rapporto allo svolgimento delle attività di assistenza all’handicap e di servizio alla persona;

· retribuisca lo svolgimento delle attività e l’esercizio delle nuove responsabilità dovute allo sviluppo professionale acquisito con le risorse delle funzioni aggiuntive mediante la contrattazione di scuola e cambiandone radicalmente il sistema;

· rivaluti le retribuzioni di tutti oltre l’inflazione reale utilizzando tutte le risorse messe a disposizione dalla finanziaria e quelle aggiuntive già certificate dal MIUR.

Una possibilità, quella dello sviluppo professionale e retributivo nel livello superiore, che riteniamo debba essere aperta a “tutti” coloro che “vogliono” praticarla volontariamente mediante la verifica delle competenze già svolte.

Uno sviluppo retributivo che è possibile acquisire con soluzioni contrattuali come il maturato economico senza comportare aumenti dei costi contrattuali.

Nell’incontro del 6 marzo la maggioranza delle organizzazioni presenti ha replicato alle proposte dell’Amministrazione ribadendo il giudizio negativo già espresso nei precedenti confronti. Nessuno dei sindacati si è sentito di avallare la proposta dell’istituzione dell’organico di area “C” con la conseguenza dei tagli e la riduzione dei posti per gli altri profili. Il MIUR stesso ha dovuto prendere atto e dichiarare, a conclusione della riunione, di non potere procedere alla definizione per decreto degli organici di area “C” e che la questione dovrà essere affrontata nella sede contrattuale con l’Aran. Rimangono gl’impegni che il MIUR ha assunto per attivare le procedure dei corsi concorsi per il passaggio alle qualifiche superiori. Questione che condividiamo anche se la proposta arriva con quattro anni di ritardo. Una delle iniziative di formazione prevista dall’attuale CCNL avrebbe dovuto riguardare specificatamente l’abilitazione a svolgere le funzioni aggiuntive. Un istituto, quello delle funzioni aggiuntive, che va cambiato con il nuovo contratto e per il quale non vanno assunte iniziative di formazione inutili.

La posizione espressa da tutti i sindacati scuola sull’area “C” conferma le nostre ragioni e le motivazioni unitarie dello sciopero generale di categoria indetto per il 24 marzo. Un giudizio che però riteniamo espresso con troppi “se” e “ma” da parte degli altri e dalla Uil scuola in particolare che sembrerebbe reinterpretare a suo modo la strategia contrattuale definita con la piattaforma unitaria. Riproporre, oggi, l’attuazione “secca” degli organici di area “C” come conseguenza obbligata dell’accordo dell’ 8 Marzo 2002 comporta delle conseguenze negative per la scuola, come il taglio degli organici, che non è sufficiente definire responsabilità solo del MIUR.


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