Anche gli ATA vogliono l’area separATA!
Grazia Perrone - 10-03-2003
La cronaca scolastica ci ha abituato a tutto, ma quella che mi accingo a raccontare è una situazione paradossale ed emblematica. Il fondo di istituto rappresenta – da sempre - una fonte di divisione e di zizzania in tutte le scuole italiane. Nel caso denunciato in una nota pubblicata sul sito GILDA di Milano si è giunti ad esperire il tentativo – obbligatorio – di conciliazione che – in caso di esito negativo – è il preludio al contenzioso davanti al Giudice del Lavoro. Fin qui nulla di strano. Le sedi monocratiche del Belpaese sono investite – ogni anno - da una “caterva” di contenziosi del genere e, fin qui, “l’evento” non farebbe notizia. Che invece c’è ed è eclatante. Il personale non docente di una istituzione scolastica autonoma milanese si è rivolto alla GILDA degli Insegnanti provinciale per tutelare interessi soggettivi giuridicamente rilevanti che altre sigle avevano esplicitamente mostrato di non voler fare. O di voler fare … “all’acqua di rose”. Ragione per la quale è lecito affermare che la tanto vituperata (dai detrattori di professione) associazione “corporativa” di soli insegnanti si è dimostrata – in concreto – più solidale e collaborativa di chi difende – a parole! - i … “diritti”. Di seguito la nota integrale già citata.
(Grazia Perrone)

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La GILDA degli Insegnanti di Milano, per un principio di giustizia ed equità, si fa carico di rappresentare in conciliazione lavoratori non docenti di una scuola che avevano prestato un lavoro che non è stato successivamente retribuito con il Fondo d’Istituto, alcuni dei quali anche iscritti ai “sindacati concertativi”.
Basta con prestazioni di lavoro per docenti e personale ATA che non si sa se verranno pagate.
Basta con un Fondo d’Istituto incerto e indiviso tra docenti e ATA.


Da sempre la Gilda rivendica l’istituzione di un’area di contrattazione separata per i docenti. Area separata, che oltre ad essere il presupposto per un effettivo riconoscimento della professionalità degli insegnanti, servirebbe a risolvere una volta per tutte il problema della rappresentatività all’interno del comparto scuola. Allo stato attuale la confusione regna sovrana, con Dirigenti Scolastici che rappresentano contemporaneamente ATA, docenti e Amministrazione, associazioni di Dirigenti che vorrebbero cooptare le cosiddette “alte professionalità”, pseudo-associazioni di docenti che si fanno rappresentare dai Dirigenti e, buoni ultimi, i docenti insieme al personale non docente a fare la parte dei vasi di coccio. E’ inutile sottolineare che a monte di questa confusa situazione c’è solo e soltanto un problema di “tessere”. Non siamo di fronte a progetti politici genuini, ma a strategie esclusivamente mirate alla raccolta del maggior numero di quote di adesione possibile. Tessera et pecunia non olet!
La Gilda, che è l’unica ad avere in materia un progetto credibile, viene accusata di essere “corporativa” e di voler “spaccare la categoria”. Naturalmente ciò è falso e senza voler generalizzare, raccontiamo una vicenda che in questi giorni vede coinvolta la Gilda di Milano. Vicenda che permette di comprendere come, l’area separata di contrattazione sia una priorità non solo per i docenti, ma anche per il personale ATA.

Nell’I.I.S.S. ‘G.L. Lagrange’ di Milano 14 non docenti lamentano il mancato pagamento delle attività aggiuntive prestate nel corso dell’anno scolastico 2000-2001. I rappresentanti dei “sindacati concertativi” massicciamente presenti nell’istituzione scolastica, ignorano le loro rivendicazioni. Sempre in prima linea quando si tratta di ‘spartire’ il Fondo dell’Istituzione Scolastica, maggiori beneficiari del Fondo stesso, risultano assolutamente latitanti quando si tratta di dare risposte a coloro che pretenderebbero di rappresentare.
I 14 non docenti si rivolgono quindi ai rappresentanti della Gilda operanti nella scuola e questi cercano di mediare con la Direzione per ottenere il pagamento delle spettanze reclamate. Il Dirigente Scolastico, dopo un’iniziale disponibilità, forse su pressione dei ‘concertativi’, risponde picche e costringe i lavoratori, rappresentati dalla Gilda, a richiedere il tentativo obbligatorio di conciliazione.
In pratica, l’11 marzo 2003, presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Milano, 14 aiutanti tecnici e ausiliari dell’I..I.S.S. ‘Lagrange’ di Milano, rappresentati dalla Gilda, esperiranno il tentativo di conciliazione ai sensi dell’ex art. 66 D.Lgs nr. 165/01. Un’Associazione di docenti che, solo per un principio di giustizia ed equità, si fa carico di rappresentare le giuste rivendicazioni di lavoratori non docenti, alcuni dei quali anche iscritti ai “sindacati concertativi”.

La vicenda è emblematica e dimostra che l’area di contrattazione separata è un obiettivo prioritario non solo per i docenti, ma anche per i non docenti.

Milano, 9 marzo 2003 GILDA degli Insegnanti di Milano

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 ilaria ricciotti    - 10-03-2003
"Vincoli o sparpagliati"? Qualcuno ha detto. Questo è il dilemma di una categoria, che ancora non è in grado di intraprendere la "retta via". Al suo interno,
anzichè l'unione regna sovrano l'inferno. E c'è chi ha ancora il coraggio di sostenere, che all'nterno della scuola ognuno un contratto diverso deve avere. Be' è proprio vero, che non siamo un corpo intero, ma tanti organi separati che fanno contenti certi sindacati.
Bravi, continuiamo ad essere sparpagliati, così vedremo i nostri diritti cancellati.

 Grazia Perrone    - 16-03-2003
Conosco e apprezzo molto Totò. Ragione per la quale ti ringrazio per averlo citato ma ... a me non sembra che - per esprimere liberamente e senza remore la propria opinione - sia necessario avere ... "coraggio". Non siamo ancora al ... "regime". Credo.

Ti ringrazio, comunque, per non aver utilizzato l'aggettivo che, spesso, viene formulato per stigmatizzare le tesi di coloro i quali si battono per il riconoscimento di una specifica area di contrattazione per i docenti. Aggettivo - ci tengo a precisarlo - brandito come un insulto da parte di coloro che non hanno altri argomenti da contrapporre: "corporativo/a".

Per quanto attiene la "separazione" dei contratti: che mi dici del contratto SEPARATO dei dirigenti scolastici voluto dai PRESIDI (conflitto di interessi?) che dirigono le Confederazioni-scuola? Non dirmi che sei all'oscuro del fatto che i "sindacatoni-scuola" sono diretti da: Enrico Panini, Fedele Ricciato, Alessandro D'Ambrosio. Ovvero da PRESIDI/DATORI DI LAVORO. Perché tali sono i dirigenti scolastici ai sensi e per effetto del disposto normativo/contrattuale vigente.

Un'ultima considerazione per concludere. L'incontro di conciliazione si è concluso con un nulla di fatto nel senso che il Collegio di Conciliazione - dando sostanzialmente ragione ai ricorrenti - ha proposta all'Amministrazione scolastica il pagamento dell'80% della cifra richiesta. I ricorrenti si sono dichiarati disponibili a conciliare. Il preside/datore di lavoro - invece - ha ritenuta ESOSA tale disposizione. La controversia - ora - passa al Giudice del Lavoro. La "corporativa" GILDA degli INSEGNANTI tutelerà (gratuitamente e senza chiedere tessere ... "preventive") l'interesse legittimo dei lavoratori ATA anche in sede di giurisdizione del Lavoro. Cosa che il sindacato tradizionale ha preferito non fare. Perché?

Un caro saluto
Grazia Perrone