Funzioni obiettivo
Pierluigi Nannetti - 30-10-2001
Il Collegio dei Docenti dell’ITC “Cattaneo” di San Miniato, convocato il 12 ottobre 2001 per deliberare sull’organizzazione didattica e sulla assegnazione delle funzioni obiettivo, si rifiuta all’unanimità di procedere a tale operazione in nome di motivazioni didattiche e di etica professionale.
Infatti le funzioni obiettivo hanno carattere pretestuoso e artificioso, dal momento che si pretende di associare a tali figure professionalità diverse e specifiche unite a competenze particolari, che in realtà sono proprie di ogni docente nell’esercizio della sua ordinaria funzione educativa. Rifiutare le funzioni obiettivo significa dunque vanificare un meccanismo inaccettabile, atto a promuovere indebitamente figure di livello intermedio tra quello del dirigente scolastico e quello dei docenti.
Inoltre il progetto di legge finanziaria, presentato dal governo, prevede una vera e propria riforma della scuola attraverso strumenti di natura amministrativa, assolutamente impropri e inadeguati alla gestione della didattica e gravemente lesivi della sua funzione formativa e delle prerogative di coloro che la esercitano e devono garantirla.
I provvedimenti proposti all’esame del parlamento sono esclusivamente mirati al contenimento della spesa pubblica, a scapito e sulla pelle degli allievi e del corpo docente.
Infatti si contesta che:
1. la classe, in caso di assenza del docente fino a trenta giorni, non abbia garantito l’insegnamento della rispettiva disciplina, essendo coperta da insegnanti occasionali, chiamati a svolgere il ruolo di “tappabuchi”, con grave pregiudizio dell’apprendimento dei discenti e della dignità professionale dei docenti;
2. sia previsto l’aumento obbligatorio delle ore effettive di insegnamento dalle 18 ore settimanali attuali a 24, allo scopo di assegnare spezzoni e di far effettuare le supplenze suddette. In effetti non si tratta solo dell’aumento di 6 ore lavorative settimanali, bensì anche del lavoro sommerso, mai riconosciuto da alcuno, di cui gli insegnanti sono tenuti a sobbarcarsi personalmente a casa (correzione dei compiti, preparazione delle lezioni, della programmazione e auto aggiornamento) nei pomeriggi liberi da riunioni collegiali, dai corsi di recupero, dalla attività di aggiornamento e da tutte le altre attività previste dal POF.
A questo proposito si denuncia una totale disinformazione, e talora una informazione volutamente scorretta, sia da parte degli stessi organi competenti che da parte dei media, che contribuiscono a creare una immagine distorta e meschina del docente. Di fatto l’assegnazione di spezzoni a chi già opera nella scuola si traduce in una diminuzione di posti di lavoro, che deve arrivare a “espellere” dalla scuola 50.000 unità in 3 anni, alla faccia delle sbandierate 60.000 assunzioni di precari che già da diversi anni erano in servizio.
I docenti ritengono inoltre gravemente pregiudizievole della qualità dell’istruzione la proposta relativa all’Esame di Stato da effettuare con commissioni esclusivamente formate da docenti interni, perché un esame siffatto si riduce ad una semplice presa d’atto del curriculum svolto dal candidato. Le prove inviate dal ministero non potranno infatti garantire una valutazione quanto più oggettiva, essendo questa affidata essenzialmente ai docenti della classe. In questo contesto la funzione del presidente esterno non può che ridursi ad una pratica notarile. Stando cosi le cose, gli unici ad essere davvero “avvantaggiati” saranno gli utenti delle scuole private, mentre tutti gli insegnanti perderanno l’opportunità del confronto e dello stimolo, che nasce dal contatto con le diverse realtà scolastiche presenti a livello nazionale.
Si rende inoltre noto a chi ancora non fosse informato che l’aumento mensile previsto dalla nuova finanziaria per il corpo docente è di £ 50.000 lorde mensili nell’arco di tre anni, a meno che il governo non abbia avuto le “mani libere” per licenziare nel frattempo 50.000 insegnanti, così da disporre di nuove risorse.
A questo punto i docenti invitano i presidi a riappropriarsi della loro funzione didattica, tutelando adeguatamente allo stesso tempo quella degli insegnanti. Sorprende infatti che nel momento in cui viene fortemente rivalutata la funzione del “preside – dirigente”, sia al contrario fortemente svalorizzata quella dell’insegnante.































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 Prof. Vincenti Salvatore    - 04-11-2001
a quando i soldi per essere stato F.O?