breve di cronaca
La scuola "color arcobaleno"
La Gazzetta del Sud - 28-02-2003


Presentate dal ministro Moratti le linee-guida della riforma della scuola secondaria superiore
Scuola: un liceo dagli otto colori
Al centro del progetto i giovani con un piano di studi personalizzato




Silvia Mastrantonio


ROMA – Un arcobaleno di colori, uno per ogni indirizzo, e tanta attenzione ai nostri tempi, alla modernità che avanza attraverso le sue molteplici forme. Il liceo prossimo venturo modello Letizia Moratti ruota tutto attorno a questo legame, da rinsaldare, tra la preparazione culturale e l'attitudine pratica ad affrontare, e risolvere, il singolo problema. Non più quindi cultura astratta ma capacità concreta di interagire con la realtà. La scuola dovrà aiutare i giovani a raggiungere questi risultati e lo dovrà fare mettendo al centro del suo progetto lo studente che procederà sulla base di un piano di studi personalizzato. E i giovani dovranno essere in grado, alla fine dei cinque anni, di cogliere anche i contenuti di messaggi multimediali, dalla pubblicità alla videomusica. Sono queste le linee-guida del disegno di riforma della scuola secondaria superiore che vuole il ministro dell'Istruzione. Un progetto a cui stanno lavorando, a Fiuggi, 250 «saggi» chiamati a confrontarsi sui contenuti di quel disegno tracciato con la Riforma. I licei saranno divisi in otto diversi indirizzi. Ogni indirizzo di liceo darà priorità a materie e competenze specifiche, pur in una logica di interdisciplinarità. Arti grafiche, plastiche, figurative e audiovisive per l'Artistico; lingue e culture classiche (latino e greco) per il Classico; lingua e culture di almeno tre Paesi per il Linguistico; scienze giuridiche ed economiche per l'Economico; forme della musica e della danza per il Musicale e coreutico; matematica e scienze fisiche, chimiche e naturali per lo Scientifico; scienze umane per il Liceo delle Scienze umane; tecnologie e sistemi operativi e produttivi per il Tecnologico. Il percorso sarà, secondo le previsioni della Moratti che sono state tradotte in un documento, articolato in due bienni e nell'ultimo anno. Per l'intera durata sarà assicurata la possibilità di «riorientamento» degli studenti sia all'interno dei licei che tra i licei e gli istituti di formazione professionale. A tal fine dovranno operare i Larsa, Laboratori per il recupero e lo sviluppo degli apprendimenti, istituiti a livello territoriale. Il primo biennio sarà finalizzato alla formazione teorica, il secondo varrà come «luogo di maturazione dell'itinerario avviato nel primo biennio». L'anno conclusivo dovrà mostrare la maturità dello studente e orientarne le scelte verso l'università o i livelli più alti di formazione. Alla fine di questo iter che dovrà svolgersi sulla base di scelte personalizzate – i piani di studio realizzati grazie alla collaborazione con i docenti e in particolare con i tutor – il giovane dovrà «riconoscere le caratteristiche specifiche dell'indagine scientifica nei differenti campi; possedere un vocabolario attivo e passivo ampio, adeguato a scambi in contesti sociali e culturali variati, usando le parole e i concetti con gradi molto diversi di precisione; comprendere nei loro contenuti messaggi orali e visivi, scritti e multimediali (dal linguaggio comune all'urbanistica, dalla tv e dal cinema agli oggetti del quotidiano, dalla pubblicità alla videomusica e alle altre tecnologie della comunicazione); produrre testi orali, scritti e multimediali di una certa lunghezza, adatti alle varie situazioni interattive». Queste alcune delle mete individuate dal ministro che non dimentica, nel suo documento, anche i riferimenti allo studio delle religioni. I ragazzi «maturati», infatti, dovranno anche «riconoscere in tratti e dimensioni della cultura contemporanea le radici che ci legano al mondo classico, giudaico-cristiano e anche islamico». Un'apertura culturale che dovrà andare a far parte, per la Moratti, del bagaglio culturale indispensabile degli uomini di domani. Per raggiungere questi ambiziosi traguardi si dovrà recuperare l'interesse dei ragazzi per lo studio. Di qui la necessità di svecchiare alcuni modelli e valorizzare i «contributi culturali e didattici dell'immagine e dei suoi linguaggi».

(venerdì 28 febbraio 2003)
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 Alba Sasso    - 01-03-2003
Il ministro Moratti, dalle pagine dei quotidiani, ci parla della scuola che ha in mente: una scuola nuova, una scuola che utilizza le nuove risorse multimediali e i nuovi mezzi di comunicazione e di espressione, una scuola “dai colori dell’arcobaleno”.

I proclami del ministro dell’istruzione dimostrano, per l’ennesima volta, quanto sia a lei estraneo e sconosciuto il mondo della scuola reale: già da tempo, infatti, le studentesse e gli studenti italiani sperimentano progetti avanzati sul piano della multimedialità come strumento di espressione.

Ma per Letizia Moratti questo non conta: contano gli annunci mediatici, contano le interviste che annunciano straordinarie ed eclatanti innovazioni.

Ritengo che il ministro dell’istruzione debba, piuttosto, occuparsi e preoccuparsi di altro: per esempio, reperire i soldi e i finanziamenti per una scuola che, se si dovesse proseguire nell’attuale politica dei tagli e delle riduzioni di risorse, fra un po’ perderà qualsiasi carattere innovativo.




 ilaria ricciotti    - 02-03-2003
Siamo sicuri che la scuola che il Ministro Moratti si accinge a varare sia colorata, gioiosa, stimolante e soprattutto innovativa? Essa a mio avviso non avrà il colore dell'arcobaleno, bensì di un cielo grigio, minaccioso e carico di nuvoloni da cui forse scenderà grandine o neve o molta pioggia acida.