Disincantata
Ilaria Ricciotti - 27-02-2003
Avevo sette anni quando ho sentito di notte e di giorno le urla di dolore di bambini, di donne, di anziani, di uomini.
Avevo sette anni quando ho sentito il rumore ripetitivo delle mitragliatrici e di quei botti assordanti.
Avevo sette anni quando un carro armato ha fatto crollare la parete della nostra abitazione.
Avevo sette anni quando una mattina alle quattro la mamma ci ha svegliati e ci ha detto che dovevamo andarcene.
Lasciavo tutto:
la nostra casa, i miei poveri giochi, la mia amica più cara, costretta a camminare con le stampelle per colpa di una mina, i miei carissimi nonni, cugini, cugine,zii, zie; il mio paese, le sue aride colline, ormai diventate troppo rumorose e deserte. I prati verdi, su cui distesa osservavo per ore ed ore, incantata, quelle nuvole bianche che il vento portava via.
Ad un tratto, il rumore e gli scossoni di una corriera sgangherata hanno cancellato i miei ricordi.
Essa correva, correva all'impazzata, giù per i tornanti delle montagne, per le strade di terra, finchè non è arrivata su una radura nascosta dalle colline.
Ho visto il mare.
Un mare grigio, rumoroso ed aggressivo, proprio come quegli aerei che sembravano volessero spazzarmi via.
Poi, dopo un po' , mentre ero stanca, assonnata e confusa, è spuntata da quello stesso mare grigio una barca che si mimetizzava perfettamente con esso.
Era la barca dei profughi.
Di tutti quei profughi che si stavano ammassando sulla riva per poter salire i gradini di quella scaletta di legno , gettata giù da quel rottame.
Mio padre mi trascinò con sè, salendo a due a due queggli scalini della disperazione e della speranza, dell'oblio e della salvezza. Dell'ignoto.
Mia madre ci seguiva in silenzio con mio fratello.
Dopo circa dieci ore, arrivammo in un paese straniero: l'Italia.

Ora che sto pian piano diventando una donna, il mio volto è senza espressione, i miei occhi sono velati..., quasi spenti; il mio cuore non gioisce, non si dispera, è privo di emozioni.
Al suo posto c'è un profondo buco nero che non riesce a rimarginarsi.

E tutto questo grazie alla guerra.

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