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Per Bergamo ma non solo...
SMASCHERIAMO LA GUERRA!

Presidio itinerante in maschera








La festa in maschera a Carnevale fu inventata in occasione dell'epidemia di peste che attraversò l'Europa e che costrinse i nobili a barricarsi nelle proprie case per sfuggire a questa impalpabile catastrofe. Per non cadere nella paura del contagio, nella tensione e nell'ansia di quei giorni si diedero grandi feste in maschera che fecero da diversivo.



Oggi questa grande peste è un'altra guerra, da combattere nel nome dell'oro nero e del dominio della globalizzazione, come già a Baghdad 1991, come sempre. La guerra non è un bizzarro fenomeno metereologico: per questo non "scoppia" all'improvviso e se ne va senza lasciare segni. Dietro/dentro la guerra c'è invece tutta una quotidianità infinita di rapporti che passano per la schiavitu' del lavoro, i meccanismi che regolano inclusione/esclusione, la distruzione dello stato sociale, la trasformazione dei diritti per tutti in privilegi per pochi. Il mondo per il quale vorrebbero farci combattere è tutto questo: è l'infallibilità del modello di sviluppo dell'occidente neoliberista, è una scelta di campo definitiva, trasversale alle relazioni geopolitiche come alle pratiche della quotidianità.

Proprio per questo la nostra mobilitazione deve diventare permanente, entrare nella quotidianità delle agire comune, scardinare la tranquillità dell'abitudine.

NO WAR CARNIVAL, PER SMASCHERARE LA FOLLIA DELLA GUERRA


Quello che ci proponiamo è di rompere il muro che questa festa crea tra le persone che spensieratamente si mascherano e si ingozzano e ciò che drammaticamente accade nel mondo, una rottura che non vuole essere forzata o violenta.

Quello che abbiamo in mente è una sorta di presidio itinerante, "in maschera contro la guerra". Una manifestazione in cui si cerchino alternative alle forme di comuinicazione tradizionali, attraverso la mimica, i colori, i suoni, con costumi di guerra e di pace, con azioni di sabotaggio della spensieratezza del Carnevale. Una manifestazione significativa e inattesa da farsi in un giorno di festa, una ribellione creativa e comunicativa al sistema di guerra che, con un punto di ritrovo fisso (ad esempio piazza Matteotti), si irradi in tutto il centro cittadino e nei circuiti privilegiati del passeggio dei festanti in maschera

Nella convinzione che tale manifestazione non debba rimanere limitatamente studentesca lanciamo un appello a tutti i cittadini e a tutte le forze pacifiste per costruirla insieme, per sperimentare insieme la creatività della contestazione nello spirito che ha animato la manifestazione del 15 febbraio, nella diversità di ciascuno che, con i proprio simboli, i propri colori, le proprie bandiere, lanci un grido unitario di pace:

NO ALLA GUERRA SENZA SE E SENZA MA!


"alla menzogna di tutti i generi alti, ufficiali, canonizzati, si contrappone non la verità patetica e diretta, ma l'allegro e intelligente inganno. Alle lingue dei preti e dei monaci, dei re e dei signori, dei cavalieri e dei ricchi cittadini, dei dotti e dei giuristi, alle lingue di tutti i potenti e ben piazzati nella vita si contrappone la lingua dell'allegro furfante" [michail bachtin].




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