breve di cronaca
S C I O P E R O
Corriere della Sera - 21-02-2003
Scuola, il 24 marzo sarà sciopero generale Rotte le trattative su contratto e assunzioni

I sindacati: «Mancano 21 mila nomine, situazione drammatica con i tagli previsti»



ROMA - Torna alta la tensione nel mondo della scuola. E’ fissato per lunedì 24 marzo, infatti, lo sciopero generale di insegnanti e personale non docente. La protesta è stata proclamata da Cgil, Cisl, Uil e Snals. Anche la Gilda potrebbe aderire. Praticamente ci sono tutti, come poche volte è avvenuto in passato. Per dire no alla «logica perversa dei tagli portata avanti da questo governo». A ricompattare il fronte sindacale, che negli ultimi mesi si era diviso su più punti, è stata soprattutto la questione del contratto: riguarda un milione di lavoratori ed è scaduto da 14 mesi. Ma sul tappeto ci sono altri due problemi: la mancata immissione in ruolo dei precari e il timore di nuovi tagli agli organici. Ieri l’ultimo tentativo per evitare lo sciopero. Fallito: l’incontro tra ministero e sindacati si è concluso con un nulla di fatto.
La protesta del 24 sarà solo l’ultimo atto di una serie di iniziative. Si comincia il 3 marzo. Per tutta la settimana si terranno oltre 10 mila assemblee nelle scuole. Poi si passerà al volantinaggio: il 17 negli istituti, il giorno dopo davanti ai portoni di Comuni, Province e altri uffici pubblici. Il 20 e il 21 saranno invece le giornate delle e-mail e dei fax di protesta inviati alla presidenza del Consiglio, oltre che ai ministeri dell’Istruzione e dell’Economia.
Enrico Panini, segretario generale della Cgil scuola, parla di «questione che oramai ha assunto una valenza politica». E spiega: «Siamo di fronte ad una situazione drammatica, perché c’è il rischio concreto che questo rinnovo contrattuale salti per davvero». Fedele Ricciato, dello Snals, spiega la questione dell’immissione in ruolo: «Nell’anno scolastico 2002-2003 ci dovevano essere 21 mila nomine tra docenti e personale amministrativo. Non sono state fatte per un preciso disegno politico: l’obiettivo di questo governo è tagliare gli organici della scuola pubblica». Rincara la dose Daniela Colturani, della Cisl: «Il risultato di questa politica è una precarizzazione dei posti di lavoro con grave danno per la qualità dell’insegnamento». Il sottosegretario Valentina Aprea replica che «nella riforma sono previsti finanziamenti proprio per le nuove assunzioni». Ma non basta. Dice Massimo Di Menna, della Uil: «Sullo sciopero si può fare ancora marcia indietro. Ma solo se nel frattempo viene firmato il contratto».

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 Gianni Mereghetti    - 24-02-2003
Se, come annunciato, il 24 marzo ci sarà lo sciopero generale della scuola, io entrerò regolarmente in classe e farò lezione come atto di protesta contro i sindacati, che nella contrattazione in corso stanno tradendo l’esigenza di professionalità manifestata dal mondo docente.

Ai sindacati non è stato chiesto l’impossibile, ma unicamente di ottenere la contrattazione separata per il personale insegnante, e invece stanno portando avanti il mantenimento del comparto scuola, fino all’aberrazione che il lavoro in classe venga considerato un elemento accessorio! E’ evidente che in queste condizioni c’è solo da temere che ogni passo in più nella contrattazione sia un ulteriore svilimento della professione docente, fino a ingabbiarla totalmente nelle maglie sovietiche del sindacalismo nostrano. Per questo sarebbe assurdo scioperare, dando più forza a quelli che oggi sono i nemici della professione docente, quelli che la vogliono tenere docile e mansueta sotto il loro squalificante controllo.

Ormai è evidente che per ottenere condizioni di libertà, diversificazioni della funzione, rivalutazione economica, non bisogna prendere la strada sindacale, ma richiedere per legge un nuovo stato giuridico degli insegnanti!


 M. Tornatore    - 02-03-2003
Mi sento veramente presa in giro da Sindacati , unitari e non, che "una tantum" proclamano una giornata di sciopero magari dil venerdì o il lunedì nella speranza che "abbocchi" qualcuno interessato a godersi un "ponte" per poi fare il solito balletto delle cifre.
Non ci sono iniziative serie di lotta che, senza ledere il diritto allo studio dei ragazzi , vadano a colpire "interessi forti" : basterebbe che noi tutti rifiutassimo di fare i viaggi d'istruzione o che confermassimo in blocco i testi in adozione.
Solo nel mondo della scuola si teme di creare disagio o di colpire gli interessi di altri lavoratori.
In questo Paese la scuola è davvero un fanalino di coda e in coda ci sono anche i docenti italiani ai quali si chiedono sempre più competenze ed impegno senza, però prevedere stipendi, non dico a livello europeo, ma almeno dignitosi per dei professionisti

 ilaria ricciotti    - 07-03-2003
Il 24 Marzo, come è mia consuetudine, anche se ho il giorno libero io sciopererò. Le motivazioni che questa volta mi inducono ad astenermi dal lavoro sono molte e tutte diverse dagli scioperi a cui ho aderito fino ad ora. Il 24 marzo sciopererò soprattutto perchè questa scuola, che è stata fino ad ora portata avanti da tutti gli operatori con fatica perchè fosse sempre più rispettosa dei diritti degli alunni e del personale, non retroceda di mezzo secolo e non diventi una scuola in cui il privato abbia il sopravvento sul pubblico, tradendo in tal modo l'art.32 della Costituzione.
Io sciopèro per difendere i diritti fino ad ora acquisiti e non per ritornare indietro di decenni.
Spero che saremo molti in piazza, in quanto la posta in gioco è molto ma molto alta e con questo sciopero noi operatori dovremmo dimostrare di essere consapevoli di ciò che stiamo chiedendo a questo governo: non solo un nuovo contratto o aumenti salariali, ma una scuola di qualità in cui vengano garantiti sia il diritto allo studio che i posti di lavoro promessi.
Ilaria