DI COSA STIAMO PARLANDO?
Fuoriregistro - 21-02-2003
Qualcuno lo definisce un fantasma che si aggira per l'Europa; qualcun altro mette in guardia: occorre attivarsi subito!






Quello che succede


Dal 10 al 14 settembre del 2003 è previsto lo svolgimento della V Conferenza Ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio ( WTO) a Cancun, in Messico; nel corso di questa Conferenza Ministeriale, i Governi membri del WTO sono chiamati a decidere sul rafforzamento dell'attuale negoziato sul commercio dei servizi (GATS - General Agreement on Trade in Services) in modo consensuale e, quindi, sul lancio di nuovi negoziati sul tema degli investimenti, delle regole sulla concorrenza, sugli appalti pubblici, oltre che su altri temi di grande importanza per le relazioni economiche e commerciali a livello internazionale.
Prima dell'inizio della conferenza ministeriale di Cancun i paesi membri del WTO dovranno specificare quali settori attinenti ai servizi intendono liberalizzare e con quali limiti. Contemporaneamente i paesi membri del WTO dovranno anche avanzare le richieste di liberalizzazione nei confronti degli altri paesi membri.
La Commissione Europea ha consegnato ai paesi membri dell'Unione Europea una bozza del documento contenente i settori che intende liberalizzare nell'ambito GATS ed attende dai Governi le proprie annotazioni e commenti in merito a tale proposta.

Nel mese di marzo per effetto di questi accordi ao più sconosciuti ( bel paradosso per una società dell'informazione totale ed elemento inquietante!), gli Stati dovranno dunque indicare l'elenco dei servizi che saranno trasformati da pubblici diritti a merci comprabili: tra questi ci sono educazione e sanità.



E la scuola?


La globalizzazione esige una scuola funzionale ai propri fini. Il nostro governo, qualificandosi sempre più come un governo di addetti al commercio ed alla distribuzione persegue in tutti i modi questo disegno.
L'attacco alla scuola pubblica che è ormai sotto gli occhi di tutti va letto dentro questa ottica.
Affermiamo che l’educazione è un diritto, non una merce. Che deve essere un servizio pubblico, gratuito e laico. Che il suo finanziamento deve essere pubblico.
L’inclusione dell’educazione nel Gats condurrebbe definitivamente allo smantellamento del sistema pubblico d’istruzione, rafforzando ulteriromente la tendenza alla privatizzazione.
Se la scuola , come la sanità, diventerà merce da vendere, non sarà più un diritto per tutti i cittadini, ma un bene privato di consumo, monetizzabile ed acquistabile in misura proporzionale al portafogli di ciascuno.

Prendendo a prestito le parole che Tonino Califano, Presidente Proteo Fare Sapere Basilicata, membro del comitato direttivo nazionale della Cgil-scuola ha pronunciato al seminario del Social Forum Europeo di Firenze, non vogliamo che " la scuola diventi un luogo di selezione, di separazione, di esclusione, innanzitutto negando il diritto all'istruzione e poi trasformandosi essa stessa nel luogo in cui si perfezionano i meccanismi che presiedono allo scambio di merci, il luogo in cui si prepara questo scambio.
Noi siamo, invece, per una scuola della mondialità, una scuola dei diritti che si pone l'obiettivo di educare a diventare cittadini-protagonisti del proprio futuro e non ingranaggi di un sistema che tratta le persone come oggetti, come merci, una scuola in cui ognuno ("non uno di meno") abbia gli strumenti culturali, etici e linguistici necessari a intendere/valutare la realtà, con la propria testa e la propria coscienza.
L'istruzione e i servizi sociali, come richiesto dall' Internazionale dell' Istruzione, vanno tenuti fuori dal GATS, bisogna impedire che le regole dell' istruzione e i principi della formazione obbediscano ad una idea che fa del profitto e dell'ottimizzazione dello stesso il principio ispiratore."



Mobilitiamoci contro la mercificazione dilagante, facciamo circolare le informazioni all'interno dei Collegi e degli organismi di rappresentanza,
aderiamo alla campagna promossa a Firenze dal social Forum Europeo
(chiamiamo il mondo della scuola e dell’educazione ad una giornata di azione in Europa
il 13 Marzo 2003 contro il Gats e per l’educazione pubblica
sotto lo slogan “ educazione non profitto”)

di concerto con il mondo studentesco, le Associazioni, i Movimenti .


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 23-02-2003
"Mobilitazione" è la parola d'ordine se vogliamo difendere la scuola pubblica, ma non solo affermo io. L'altra parola d'ordine che dovremmo far circolare, non solo in rete, è "informazione". Molti operatori scolastici, genitori, studenti e cittadini, infatti non conoscono sufficientemente la "bellissima " riforma Moratti, quindi noi che non vogliamo vedere la scuola andare alla deriva dovremmo mobilitarci raccogliando firme, inviando fax o email e promuovendo dei dibattiti sulla "efficientissima" scuola di classe preparata ad hoc da questo governo che ha molto a cuore le sorti sia degli studenti che sceglieranno i licei, sia di quelli che si iscriveranno ad istituti professionali o tecnici, per diventare un domani "i servizievoli aiutanti" dei loro coetanei che hanno potuto fare carriera.
No. Io non ci sto.

 ilaria ricciotti    - 24-02-2003
Mi rivolgo al mondo studentesco molto meno titubante di noi stanchi professionisti. Fate circolare su internet il vostro sito, le vostre idee, in quanto in fin dei conti siete proprio voi i primi a dover giudicare questa "riforma".
Un caro saluto, Ilaria